Brian McKenzie è un artista londinese del quale ho scoperto casualmente il blog. McKenzie è soprattutto un incisore e un intagliatore, ma ama sperimentare.
Diversi i soggetti ritratti: creature mostruose, zombies, fantascientifiche macchine da guerra, ma anche figure umane, la cui anatomia è riprodotta con scrupoloso realismo. Il disfacimento fisico e le trasformazioni organiche sembrano essere i suoi soggetti preferiti.
Nel blog McKenzie ricostruisce quotidianamente il percorso della sua ricerca artistica. Sembra quasi l’inquietante diario di un romanzesco scienziato dell’arte…
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Joshua Hoffine sembrerebbe un fotografo senza pretese, che si diverte a mettere in scena teatrini dell’orrore con la collaborazione di amici e parenti. I suoi scatti sono pensati come piccoli film con tanto di set, costumi, macchine per la nebbia e altri effetti speciali. Non si tratta di collage e photoshop è usato solo per bilanciare e contrastare i toni.
L’amore per le animazioni dei vecchi cartoni della Disney insieme a quello per le illuminazioni usate da Stanley Kubrick e Chris Cunningham, rispettivamente nei loro film e nei loro spot e video (questi ultimi eccezionali), unito all’atmosfera delle fiabe, ha portato Hoffine a comporre fotografie in cui i mostri che sbucano da ogni dove sono simboli dell’incertezza che abita tutta l’esistenza, e non solo gli incubi dei bambini.
Secondo Hoffine, l’orrore ci dice che la nostra fiducia nella sicurezza è deludente e che i mostri sono tutt’intorno a noi. Non male per uno che considera le sue fotografie come pezzetti di dolce…
via | who killed bambi?
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Prendete i disegni di un bambino, le doti tecniche di un illustratore e avrete un risultato buffo e inquietante. E’ quello che ha fatto Dave Devrie, che all’età di 33 anni e osservando i disegni abitati da mostri, frutto della fantasia della sua nipotina di 7, ha pensato di riproporli fondendo la creatività spontanea dell’infanzia con la propria esperienza di adulto.
The Monster Engine, così si chiama il progetto, è nato per essere un libro e una mostra, cui dovrebbero far seguito altre serie sempre legate ai disegni infantili ma dedicati di volta in volta a temi specifici.
I soggetti di questo primo lavoro (che in realtà risale a qualche anno fa) sono, appunto, mostri disegnati da bambini, proiettati da Devrie su una superficie in modo tale da poterne copiare i contorni e, infine, dipinti con acrilici, aerografo e matite colorate.
Dave Davrie e gli artisti in erba



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