
Nel cuore del quartiere Pigneto a Roma, la galleria Laszlo Biro - dal nome dell’inventore della penna a sfera - apre i suoi spazi alle performance libere alla creatività di graffitari e street artist. L’iniziativa si chiama Muro libero e prevede che per circa un mese - fino al 25 marzo - chiunque voglia potrà realizzare un lavoro potrà imprimendo le proprie creazioni direttamente sui muri della galleria. Tutti gli artisti, ma anche i presunti tali, potranno disporre senza alcuna regola e gratuitamente di uno spazio espressivo finalmente libero e orizzontale, cosa non certo frequente nelle nostre città.
Allo stesso tempo, l’evento dà al pubblico la possibilità di assistere all’opera gli artisti in live painting e installazioni imprevedibili e del tutto svincolate da eventuali direttive. La galleria Laszlo Biro si trova in via Braccio da Montone e oltre agli spazi espositivi comprende un angolo bar, e programma spesso musica dal vivo. Ha quindi tutti i comfort del caso per chi volesse assistere a questa entusiasmante mostra-performance. In itinere e in divenire. E durante il vernissage sarà presentato il secondo numero di Squame, una rivista autoprodotta a cura di Francesca Protopapa (52 pagine x 28 artisti italiani e francesi).
Oggi cade il 125° anniversario della nascita di Diego Rivera. Il Doodle di oggi (vi rimando a Google per i dettagli) ce lo ricorda con una mini rappresentazione dell’artista alle prese con un murales. Vi avevamo già parlato tempo fa di una sua opera al Detroit Institute of Arts. Prendetevi del tempo per scoprire almeno virtualmente uno degli artisti messicani più importanti del secolo, vale il prezzo del biglietto. Sarà quanto meno una scusa per chi non avesse voglia di preparare l’albero di Natale. Rivera nacque nel 1886 e visse principalmente tra Messico, Spagna e Italia. Ebbe una relazione piuttosto burrascosa con Frida Kalho, con cui si sposò due volte e divorziò una, e frequentò i più importanti intellettuali e artisti dell’epoca, tra cui Modigliani (che gli fece anche un ritratto) e Picasso.
Il suo lavoro si concentra per gran parte della sua carriera su temi sociali e politici, che trovano voce su grandi murales dai colori vivi e dai tratti molto semplificati; le sue opere ritraggono spesso momenti cruciali della Rivoluzione Messicana e diventano dissacranti quando si tratta di politica o di chiesa. Iscritto al Partito Comunista Messicano, Rivera non non risparmia nessuno, tanto da scatenare polemiche negli Stati Uniti, dove viene chiamato per realizzare diverse opere. Una su tutte - che venne in seguito distrutta : un murale al Rockefeller Center di New York raffigurante Lenin. Artista dissidente e sovversivo, può considerarsi uno dei pionieri di quella che oggi è per noi la street art: il suo scopo era quello di riappropriarsi di spazi pubblici (tant’è che la maggior parte dei suoi lavori si trova su facciate di edifici pubblici) e di intendere l’arte come impegno sociale.

I “Best 10″ secondo il Guardian, parte seconda. Stavolta tocca a Stephen Powers, conosciuto come ESPO (acronimo di Exterior Surface Painting Outreach) e come uno degli artisti più importanti della cultura underground newyorkese. Inizia la sua carriera a metà anni ‘90 e diventa popolare grazie ai graffiti sulle serrande dei negozi, diventa uno dei pionieri del graffitismo e viene inviatato nel 2009 dalla sua città natale Philadelphia per creare una serie di murales molto ambiziosa dal titolo “A Love Letter For You”, una lettera d’amore per voi.
Il progetto riguarda un quartiere degradato della città, che è stato riabilitato grazie all’opera dell’artista su cinquanta pareti e muri in rovina su cui sono stati disegnati molteplici messaggi di positività e di amore, distribuiti soprattutto in altezza per poter essere visibili anche dal treno sopraelevato. “I love you” e “Hold Tight” le scritte più ripetute.
Un’impresa quasi titanica quella di Powers, che ha richiesto l’utilizzo di ben 1200 bombolette spray, più di 2400 litri di vernice e l’aiuto dei venti migliori ‘graffitari’ statunitensi.
A Love Letter For You è un’opera di grande impatto, la cui resa è contraddistinta dalla classe e dallo stile incredibili di ESPO. Che con questa opera si è dimostrato un inguaribile romantico.

Una testa di Medusa, ma con degli erogatori di benzina al posto dei tradizionali serpenti. Si tratta di uno dei lavori più recenti di Blu, l’artista marchigiano, realizzato per il Cityleaks Urban Art Festival che si terrà a Colonia, in Germania, dal 5 al 25 settembre prossimi. La tematica scelta da Blu è chiaramente contro le compagnie petrolifere.
Una mano bianca tiene una testa una Medusa che agita i suoi capelli formati da tanti erogatori di benzina sui quali si possono riconoscere alcuni marchi noti come quello dell’italiana Eni, della britannica BP, l’olandese Tamoil e dell’americana Esso. Date un’occhiata alla gallery che mostra anche il work in progress del murales.
Via | Graffart




Il murales che vedete nel video è stato realizzato da Hush in occasione della mostra alla New Image Art Gallery a Los Angeles sabato 21 maggio. Twin parte dal taggin’ e ne fa un elemento compositivo. Lavorando su diversi layer esplora le texture e dà peso alle forme.
Ne esce una composizione che trova nel caos e nella saturazione la sua potenza visiva, il suo equilibrio. In galleria quindici nuovi lavori mixed-media su tela, che testimoniano un lavoro di mediazione. Le possibilità estetiche dell’action painting si confrontano con uno sguardo che strizza l’occhio a certo espressionismo.

Dopo quasi settant’anni di totale immersione nell’oscurità, Ejercicio Plastico, un affresco di José David Alfaro Siqueiros, è stato restaurato. All’inaugurazione, venerdì scorso a Buenos Aires, c’erano il presidente del Messico, Felipe Calderon e Cristina Fernandez, il nuovo primo ministro dell’Argentina.
Il murales, realizzato nel 1933, rappresenta un mondo immaginario nelle profondità marine, dove sensuali figure femminili galleggiano e danzano. Pavimenti, colonne, pareti e soffitto, un lavoro che Siqueiros aveva creato in casa di Natalio Botana, direttore del giornale Critica, sul quale lui stesso scriveva.
L’ambiente versava ormai in condizioni di completo abbandono dal 1980, per il disinteresse dei successivi proprietari. Per il restauro l’affresco è stato diviso in sette parti e spedito all’estero. Un documentario di Hector Olivera, dal titolo Il Murale, ne racconta la storia.

Il governo del Messico ha reso pubbliche le fotografie di 48 edifici storici associati ad eventi che hanno profondamente segnato il destino del paese da la Conquista (dell’Indipendenza, 200 anni fa, nd), alla Rivoluzione (100 anni fa).
L’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia (INAH) ha segnalato, tra gli altri, anche una casa con vista sulla costa di Acapulco, di proprietà degli eredi del collezionista Dolores Olmedo. La casa ha alle pareti la bellezza di cinque dipinti murali di Diego Rivera e il Governo sta seriamente pensando di acquistarla e farne un centro culturale, con attività didattiche, spettacoli e concerti.
Costruita nel 1940 e conosciuta col nome di Exekatlkalli o La Casa de los Vientos, ha una superficie di 3.000 metri quadrati e circa 600 di questi sono occupati dalla costruzione.

Un pezzo la cui attribuzione a Banksy è stata recentemente messa in dubbio, potrebbe essere messo in vendita assieme alla proprietà che lo ospita nelle prossime settimane. Il murales si trova presso il cortile interno del pub The Princess of Wales in Primrose Hill, a Londra.
Il pezzo, una giovane ragazza con un palloncino a forma di cuore che tende la mano a un leone e la scritta Run For Your Lives! (Correte per le vostre vite!) era apparso lo scorso giugno e l’ignoto autore, col volto coperto da un passamontagna, era stato registrato dalle telecamere a circuito chiuso del locale.
L’opera può senza dubbio ricordare lo stile dello stencil artist più famoso del mondo, uno stencil in bianco e nero, una ragazzina col palloncino, un animale, ma con tutta probabilità non si tratta di un originale. Confrontate infatti le due differenti ‘baloon-girl‘ (cliccate qui per altre fotografie). Quella a sinistra è di un Banksy autentico, quella a destra del pezzo in questione. Ma le incongruenze non finiscono qui. In genere i pezzi dello street artist di Bristol hanno sempre un meccanismo di senso da raccontare, quantomeno evocano un movimento di critica e di ironia. Qui invece sembra tutto molto più semplice.

Eccolo completato il lavoro di Blu ed Ericailcane a Stavanger, in Norvegia, nell’ambito del festival Nuart. Un gigante giallo, composto da ‘infiniti’ snodi di tubi idraulici (disegnato da Blu), beve da una tazza la sua razione di petrolio che, una volta ‘digerita’, sgorga direttamente in mare.
Il pezzo si aggiunge all’altro della ‘foca palleggiatrice’ col barile di petrolio e si colloca in un luogo come Stavanger, città di 120 mila abitanti, capitale dell’industria del petrolio norvegese.

I primi di agosto Blu era a Berlino, per realizzare una grande clessidra in Oberbaumbrücke, vicino alla Schlesisches Tor U-bahn Station. Nel pezzo, l’acqua stilla dalla parte superiore, dove galleggia un grande iceberg in corso di scioglimento. Sotto, una città, il mondo, attende. La sensazione che dà il vetro è di chiuso, opprimente l’inesorabilità della clessidra e del tempo.
Proprio in queste settimane invece, Blu ed Ericailcane stanno lavorando insieme in Norvegia, a Stavanger, alla preparazione di un lavoro per il Nuart Festival. In rete (su Unurth) sono comparse queste foto. Una foca, dipinta da Ericailcane palleggia di testa un barile di petrolio giallo su sfondo rosso, realizzati da Blu.