
Oggi, per i Giochi di Artsblog, rimescoliamo un po’ le carte. Quello che vedete qui sopra (e nelle fotografie in galleria) è un grande muro realizzato con toalette e bidet di recupero, impilati meticolosamente uno sull’altro.
L’autore l’ha anche definita una cascata, perché facendoci passare l’acqua dentro, l’effetto è proprio quello. Sapete dirmi in che luogo è stata realizzata quest’opera, per quale occasione e, magari, chi è l’autore?

Charles Clary da Murfreesboro - Tennessee, meglio conosciuto come Paper Extravaganza, realizza installazioni scultoree con la carta. Il suo lavoro è affascinante, intrigante e soprattutto originale. A 29 anni è un pioniere della tecnica papercut e lavora principalmente con acrilico e carta tagliati a mano su tavola.
Una mattina si è svegliato e ha deciso di rompere con le due dimensioni. La sua ispirazione deriva dalla musica di ogni genere, dalle immagini al microscopio elettronico di qualsiasi altra cosa, dallle onde sonore generate dal computer, dal modello architetturale della distribuzione delle forze. I suoi lavori sono molto complessi e delicati e una singola installazione può arrivare ad avere fino a 4.000 fogli tagliati, fino a 30 pannelli e oltre 14.000 distanziatori in polistirolo che vanno tra ogni strato. L’intero processo diventa molto meditativo per i tempi che richiede l’operazione di taglio e levigatura della carta.
Al momento Mr.Clary sta lavorando per realizzare delle installazioni per i lavori pubblici in acciaio o altri tipi di metalli in modo da poterli montare sui lati delle pareti e anche dei mobili. Il suo lavoro non esplora solo la progettazione di base attraverso l’uso del colore, la composizione, la scala, e la forma, ma anche l’idea del pubblico e quale sia il syoruolo è con ogni pezzo. Dal momento che il suo lavoro sporge dal muro gli spettatori devono essere più consapevoli e attenti a come le cose sono costruiti e come vengono viste da ogni angolazione.
Vi avevamo parlato Freedom Day / Berlin Milano 1989 – 2009? Oggi sul cavalcavia Bussa, sopra la Stazione Garibaldi a Milano, verrà inaugurata l’opera di Fehlstelle, l’installazione di due grandi torrette di vedetta, del tutto e per tutto simili quelle che sorvegliavano l’area circostante il muro.
Su un intero lato di una torretta, lo street artist italiano Orticanoodles realizzarà oggi un live painting a partire dalla ore 19:00. L’evento si protrarrà per i prossimi giorni, il tempo che sarà necessario a Ortica per completare la sua realizzazione su una superficie di 4×7.
Se siete in zona non dimenticate di fare un salto…il cavalcavia Bussa è una zona pedonale che unisce zona Garibaldi al quartiere Isola. Vedere Orticanoodles all’opera poi è sempre una spettacolo!

Banksy colpisce ancora e come sempre si fa notare. Uno stenciler nei panni di Zorro o meglio Zorro nei panni di uno stenciler che con la vernice rosa imbratta il muro di due torrette in legno sul tetto di un palazzo lasciandoci una scritta a caratteri cubitali, “Take this as a sign”, “Prendetelo come un segno”.
Guardando più da vicino Zorro si scopre essere una sorta di Polifemo con un tovagliolo banditesco che gli copre mezza faccia. Alza in alto il rullo per stendere la vernice in segno di vittoria. Un personaggio assurdo che dopo aver lasciato il suo misterioso quanto minaccioso messaggio se la fugge, non prima di esser(si) immortalato in una posa degna delll’Imperatore Napoleone.
Il tutto naturalmente si vede dalla strada, ma non sono ancora riuscito a sapere in quale città si trova il pezzo. Se qualcuno ne ha idea, faccia un fischio.
Foto di johnhope42 / annar 50 / romanywg via flickr

Durante l’intero mese di luglio Berlino ospita Urban Affairs extended, una kermesse internazionale di street e urban artist, giunta alla sua seconda edizione. La location è frutto della riappriopriazione di uno spazio cittadino, una grande piscina di oltre 2000 mq (stattbad) .
Molto carino e già di per sé una piccola opera d’arte il sito di Urban Affairs, che permette di dipingere di bianco le schermate di background simulando una bomboletta spray. Qui troverete ogni informazione sull’allestimento, come l’interessante progetto Graffiti Wall, un muro di 200×100 cm con un Display Multitouch di 180 cm. Si tratta di un’installazione interattiva che permette ad uno o più utenti di disegnare e dipingere graffiti di ogni tipo su un muro di cemento virtuale. Gli strumenti ci sono tutti: spray, rulli, pennelli, permanent marker. A reperire qualsiasi tonalità di colore non ci sono naturalmente problemi. Infine una comoda capture tool registra i progressi dei lavori dei visitatori e restituisce in tempo reale un album documentario di questa ‘murata collettiva’.
Gli artisti invitati sono:1010 / Alias /Anton Unai / Ddg / El Bocho / Emess / Massmix / Mean Marek / Mymonsters / Neon/ Noel / Nomad / Neromonga / Sam Crew / Sp38 / Tika / Vectorian/ Wow The Dead /Zonekinder. Il programma prevede eventi collaterali alla mostra, come Secret Wars Art Live Contest (11/12 luglio), Video Screenings, il Muralismo Morte Workshop e molto altro fino al Finissage Party del 31 luglio.

Keith Haring, pittore pop statunitense e pioniere della street art, realizzò la sua ultima opera di arte pubblica in Italia e più precisamente a Pisa. Nel 1989, l’anno della caduta del muro di Berlino, dipinse nei pressi della chiesa di Sant’Antonio Abate un enorme murales che chiamò Tuttomondo. I pisani sono molto orgogliosi di questo lavoro, dedicato alla pace universale. In particolare c’è un artista contemporaneo che ha sempre portato nel cuore quest’opera. Si tratta di Massimo Pasca artista di origini salentine di base a Pisa.
In occasione del ventennale della visita di Keith Haring, la città sta organizzando Temporane/arte/museo di arte all’aperto, rassegna itinerante dedicata all’artista newyorchese. Proprio Massimo Pasca è il curatore del primo appuntamento, MetArtRock 2009, in scena nella splendida cornice del Giardino Scotto giovedì 25 giugno. Per “rispettare” la tradizione dell’happening e dell’improvvisazione, durante i concerti dei rapper Uochi Toki e Frankie Hi-nrg, un gruppo di pittori dipingerà dal vivo.
I pittori chiamati a raccolta da Massimo Pasca renderanno omaggio a Haring a partire da una riflessione che egli ha spesso affrontato, l’Apocalisse. Introdurrà l’evento l’architetta Francesca Mea dell’Accademia di Brera a Milano che proprio su questa questione sta per pubblicare uno studio.

Solo un tratto è rimasto in piedi. Si snoda per circa 1.300 metri dalla fermata Ostbahnhof, nel quartiere Friedrichshain, lungo il fiume Sprea. A 19 anni dalla caduta, si è pensato di ristrutturare quel che rimane del muro di Berlino. Gli agenti atmosferici e i vandali stanno distruggendo, infatti, la parte residua della Cortina di Ferro, che - secondo le autorità tedesche ed europee - conserva ancora un valore artistico, oltre che storico, essendo stata dipinta, nel 1990, da 118 artisti provenienti da 22 paesi di tutto il mondo e posta sotto tutela come monumento, nel 1992, dal Governo tedesco.
I lavori di ristrutturazione, volti a salvare anche, e soprattutto, i 106 murales ancora visibili, dovrebbero concludersi entro il 9 novembre del 2009, al ricorrere dei venti anni dalla caduta del muro. L’iniziativa costerà 2,5 milioni di euro e sarà finanziata dall’Unione Europea, dalla Lotteria nazionale e dal governo tedesco.
La foto è tratta dal sito del Corriere della Sera.

Comment Wall è un muro dove le persone possono scrivere direttamente i propri pensieri su una parete usando semplicemente le proprie dita. Senza inchiostro naturalmente: alcune web-cam posizionate di fronte alla parete riprendono i il movimento degli “scrittori” grazie ad un sistema di riconoscimento visivo, disponendo i testi in ordine cronologico. L’effetto è che i testi più recenti rimangono in primo piano e via via sfumano in effetto prospettico quando ne vengono aggiunti di nuovi. Inoltre, quando una persona si avvicina al muro per scrivere, intorno a lui immediatamente si crea un’area bianca, per consentirgli di lasciare il suo messaggio.
Nella sua essenziale semplicità, Comment Wall è una bella interpretazione di come da sempre le superfici pubbliche (muri, treni, metropolitane, panchine) vengono utilizzate non solo dai wrhiters di professione, ma soprattutto dai semplici passanti: spazi dove lasciare un segno. L’opera è ideata dal gruppo Kinecity, che si distingue nel panorama dell’interaction design per la progettazione di ambienti interattivi (interactive environmenti) efficaci e molto studiati.