
Svelato il segreto che si nascondeva dietro a quelle teste mozzate comparse sui cancelli recentemente installati al giardino 8 novembre di Milano, luogo di raduno giovanile di fronte al locale Mom. Gli autori di quelle teste si chiamano Sergio De Gasperi e Nader Youssef, due artisti che hanno scelto un genere di arte direttamente mirata a coinvolgere il pubblico e, sicuramente, un’arte di protesta.
I due, che lavorano con lo pseudonimo Moho, avevano apposto quelle teste il giorno dopo l’inaugurazione dei giardini in onore della caduta del muro di Berlino. L’intento? Mostrare quanto fosse assurdo costruire un cancello nel parco dedicato alla caduta del muro. E direi che questo obiettivo è stato pienamente raggiunto.
D’altra parte le provocazioni a Milano che, come città, vuole, pretende la “normalità”, la tranquillità (non importa quanto sincera), creano sempre grande confusione. Vi ricordate l’installazione di Maurizio Cattelan, qualche anno or sono (nel 2004), quante proteste e clamore aveva provocato? Il pubblico di Milano non è abituato all’arte in piazza, e soprattutto, non è abituato a discutere di arte e delle problematiche che essa veicola.
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FREEDOM DAY | BERLIN MILANO 1989-2009 | conferenza stampa from lijtu video on Vimeo.
Il 9 novembre del 1989 cade il muro di Berlino. Da quel giorno è passata una generazione intera, giovani che forse non sanno o ricordano poco di un periodo storico vicino eppure lontanissimo.
Livio Senigalliesi, fotogiornalista politicamente impegnato, arriva a Berlino poco prima della caduta e decide di trascorrerci un anno intero, fino al 3 ottobre 1990: per documentare le atmosfere dell’est che presto sarebbero scomparse, come le primissime fotografie dell’edificio della Stasi, pezzi di una Germania che oggi non esiste più.
A cura di Giulia Zorzi e Flavio Franzoni per l’Associazione culturale MiCamera, l’installazione “La Zona. Tra le torri dell’Isola” è uin intervento di arte pubblica che riprodurrà una sezione simbolica del muro – 15 metri di lunghezza x 3,60 metri di altezza - coprendola delle immagini di Livio Senigalliesie: un viaggio che ci riporta direttamente a Berlino e nella DDR alla fine degli anni ’80.

La Mediateca Regionale Toscana, in occasione del ventennale della caduta del Muro di Berlino, si è fatta promotrice di un evento dislocato per la città di Firenze. Berlino. Prima o poi tutti i muri cadono è un palinsesto di eventi tra arte, cinema e memoria. La mostra al Deutsches Institut Florenz in Borgo Ognissanti 9 (secondo piano – ascensore) è in corso fino al 9 novembre
con ingresso libero.
La manifestazione si concluderà martedì 10 novembre alle ore 16.00 con l’happening La Caduta del Muro a Firenze. Dalle 16 alle 21 Il Deutsches Institut si transferirà nella centralissima Piazza Strozzi trasformandosi in un vero e proprio museo “vivente” per intercettare il pubblico e renderlo consapevole in prima persona di un passaggio fondamentale della storia tedesca ed europea.
Alle ore 20 seguirà il Pubblico Crollo del Muro. Ognuno dei partecipanti verrà invitato a lasciare una propria testimonianza, un messaggio sul muro, che verrà abbattuto ritualmente in un atto simolico e terapeutico. La cerimonia sarà accompagnata da un brindisi “estalgico”.
Si avvicina il 9 novembre 2009, giorno in cui ricorre il ventennale della Caduta del Muro di Berlino. Anche in Italia sono in preparazione alcuni eventi per ricordare questo accadimento che ha modificato radicalmente l’assetto geopolitico del mondo.
La Galleria Doozo di Roma presenta Die Berliner Mauer: 1961-1989 fotografie di Sandro Di Camillo e Olivier Fermariello. L’allestimento, a cura di Dario Coletti e Stella Marina Gallas, inaugurerà martedì 3 Novembre alle ore 19:00 e resterà aperta fino all’8 Gennaio 2010 (orari dal martedì al venerdì 11-22, sabato 11-16)
Ovunque nel mondo vengono organizzate mostre con i frammenti del muro. A Berlino ne resta una parte lungo il fiume Spree, quella che viene chiamata East Side Gallery, vicino al ‘Museo del Muro’ sulla Bernauerstrasse.
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