Il Freedom Park di Berlino è un progetto nato dalla collaborazione tra Dudes Factory e 50 street artist per commemorare il 50° anniversario della costruzione del muro di Berlino (13 agosto 1961). E’ una mostra a cielo aperto, fatta di blocchi originali del muro che in origine sorgevano presso la famosa Porta di Brandeburgo e che ora si trovano sull’ex linea di separazione tra est e ovest della Germania, nel parco del Nhow Hotel. Inaugurato con una cinque giorni di live paint, dove 13 artisti di fama internazionale hanno dipinto un totale di 17 pezzi di muro, il Freedom Park è visitabile e aperto a tutti e gli eventi correlati, così come le opere d’arte, continueranno fino al 25° anniversario della costruzione del muro. Quindi niente meno che fino al 9 novembre 2014, data in cui si terrà un’asta di beneficenza, i cui ricavi (ma solo per il 50%) saranno devoluti alle organizzazioni per i diritti umani.
Ecco alcuni degli artisti che hanno collaborato al progetto: Miss Van, Thierry Noir, Nunca, mcbess, Superblast, Anton Unai e Low Bros. E’ stato chiesto loro di rappresentare il concetto di libertà, in particolare in un contesto come quello di Berlino, in cui è stata negata per decenni e dove il muro ha diviso la città per 28 anni. Il Fredom Park è stato ideato per stimolare nei visitatori un esame critico delle cause e delle conseguenze della divisione tedesca. Ma, soprattutto, dovrebbe servire come promemoria di tutto ciò che la caduta del muro ha portato, compresa la negazione della libertà che ne è derivata. il progetto riutilizza appositamente pezzi del Muro di Berlino come simbolo di speranza e per una risposta pacifica a dittature e sistemi repressivi. E per la Germania, soprattutto, ha la funzione di “memento” : mai più dittature.
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Travie McCoy dei Gym Class Heroes, famoso cantante pop newyorkese, è stato arrestato la scorsa notte a Berlino, con l’accusa di aver imbrattato con graffiti illegali le poche parti superstiti del muro che divideva la parte est dalla parte ovest della città.
Il cantante (anche se io sinceramente fatico a capire come si possa chiamare tale) ha realizzato un’outline con la sua tag, dedicandola alla sua Crew (la Caf). Non contento, ne ha dato notizia sul suo profilo Twitter, arrivando a farsi ’sgamare’ dalla polizia tedesca in un batter d’occhio.
Come potete vedere dalla foto, McCoy è andato sopra uno dei vecchi murales presenti sul muro, dimostrando di avere davvero poco rispetto per un pezzo di storia nazionale tedesca. Dopo alcune ore passate in carcere è stato rilasciato previo esborso di una cospicua cauzione.
Su Twitter continua a difendersi dicendo: “dovevo farlo, era la mia ultima notte a Berlino […] ma proprio nessuno capisce l’arte in Germania?”. Io invece mi chiedo, ma usare un po’ di buon senso è diventato così fuori moda?

Svelato il segreto che si nascondeva dietro a quelle teste mozzate comparse sui cancelli recentemente installati al giardino 8 novembre di Milano, luogo di raduno giovanile di fronte al locale Mom. Gli autori di quelle teste si chiamano Sergio De Gasperi e Nader Youssef, due artisti che hanno scelto un genere di arte direttamente mirata a coinvolgere il pubblico e, sicuramente, un’arte di protesta.
I due, che lavorano con lo pseudonimo Moho, avevano apposto quelle teste il giorno dopo l’inaugurazione dei giardini in onore della caduta del muro di Berlino. L’intento? Mostrare quanto fosse assurdo costruire un cancello nel parco dedicato alla caduta del muro. E direi che questo obiettivo è stato pienamente raggiunto.
D’altra parte le provocazioni a Milano che, come città, vuole, pretende la “normalità”, la tranquillità (non importa quanto sincera), creano sempre grande confusione. Vi ricordate l’installazione di Maurizio Cattelan, qualche anno or sono (nel 2004), quante proteste e clamore aveva provocato? Il pubblico di Milano non è abituato all’arte in piazza, e soprattutto, non è abituato a discutere di arte e delle problematiche che essa veicola.
FREEDOM DAY | BERLIN MILANO 1989-2009 | conferenza stampa from lijtu video on Vimeo.
Il 9 novembre del 1989 cade il muro di Berlino. Da quel giorno è passata una generazione intera, giovani che forse non sanno o ricordano poco di un periodo storico vicino eppure lontanissimo.
Livio Senigalliesi, fotogiornalista politicamente impegnato, arriva a Berlino poco prima della caduta e decide di trascorrerci un anno intero, fino al 3 ottobre 1990: per documentare le atmosfere dell’est che presto sarebbero scomparse, come le primissime fotografie dell’edificio della Stasi, pezzi di una Germania che oggi non esiste più.
A cura di Giulia Zorzi e Flavio Franzoni per l’Associazione culturale MiCamera, l’installazione “La Zona. Tra le torri dell’Isola” è uin intervento di arte pubblica che riprodurrà una sezione simbolica del muro – 15 metri di lunghezza x 3,60 metri di altezza - coprendola delle immagini di Livio Senigalliesie: un viaggio che ci riporta direttamente a Berlino e nella DDR alla fine degli anni ’80.

La Mediateca Regionale Toscana, in occasione del ventennale della caduta del Muro di Berlino, si è fatta promotrice di un evento dislocato per la città di Firenze. Berlino. Prima o poi tutti i muri cadono è un palinsesto di eventi tra arte, cinema e memoria. La mostra al Deutsches Institut Florenz in Borgo Ognissanti 9 (secondo piano – ascensore) è in corso fino al 9 novembre
con ingresso libero.
La manifestazione si concluderà martedì 10 novembre alle ore 16.00 con l’happening La Caduta del Muro a Firenze. Dalle 16 alle 21 Il Deutsches Institut si transferirà nella centralissima Piazza Strozzi trasformandosi in un vero e proprio museo “vivente” per intercettare il pubblico e renderlo consapevole in prima persona di un passaggio fondamentale della storia tedesca ed europea.
Alle ore 20 seguirà il Pubblico Crollo del Muro. Ognuno dei partecipanti verrà invitato a lasciare una propria testimonianza, un messaggio sul muro, che verrà abbattuto ritualmente in un atto simolico e terapeutico. La cerimonia sarà accompagnata da un brindisi “estalgico”.
Si avvicina il 9 novembre 2009, giorno in cui ricorre il ventennale della Caduta del Muro di Berlino. Anche in Italia sono in preparazione alcuni eventi per ricordare questo accadimento che ha modificato radicalmente l’assetto geopolitico del mondo.
La Galleria Doozo di Roma presenta Die Berliner Mauer: 1961-1989 fotografie di Sandro Di Camillo e Olivier Fermariello. L’allestimento, a cura di Dario Coletti e Stella Marina Gallas, inaugurerà martedì 3 Novembre alle ore 19:00 e resterà aperta fino all’8 Gennaio 2010 (orari dal martedì al venerdì 11-22, sabato 11-16)
Ovunque nel mondo vengono organizzate mostre con i frammenti del muro. A Berlino ne resta una parte lungo il fiume Spree, quella che viene chiamata East Side Gallery, vicino al ‘Museo del Muro’ sulla Bernauerstrasse.
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