Di certo è famoso per ben altro, ma Lawrence Ferlinghetti, e questo in pochi lo sanno, è anche un pittore, e non dell’ultim’ora. Dal 26 febbraio al 25 aprile, al museo di Roma in Trastevere, infatti, si ripercorranno i 60 anni della carriera artistica (e qui intendiamo “pittorica”), del massimo ispiratore della beat generation.
Lawrence Ferlinghetti (classe 1919) è stato infatti il celebre fondatore della libreria City Lights di San Francisco, nata nel 1953, e due anni dopo l’ideatore dell’omonima casa editrice che ha pubblicato per prima, tra tutti, Jack Kerouac e di Allen Ginsberg.
L’irriverente poeta americano, dunque, presenterà a Roma una parte della sua produzione artistica: dalle prime esperienze che risalgono agli anni ‘50 (alcuni suoi quadri del tempo divennero le copertine dei suoi libri), fino a opere recentissime, risalenti a due o tre anni fa, dal carattere sociale, attento alla realtà o più meditativo.
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Per chi a Roma arriva e per chi a Roma rimane, due eventi mostrano lati nascosti o scomparsi della capitale.
La prima occasione si ha al Museo di Roma in Trastervere, dove fino al 7 settembre ci sono “Gli acquerelli di Roesler Franz“, precisamente 102 dei 119 dipinti dal vedutista romano che ritraggono una Roma sparita, quella di fine Ottocento.
Agli acquarelli della collezione permanente del museo sono stati aggiunti altri, così che dopo decenni si possono osservare in un unico spazio gran parte dei lavori di Franz. Le zone dipinte sono quelle delle rive del Tevere, di Piazza Venezia, Trastevere, del quartiere Monti fino ad arrivare al Ghetto e ai rioni storici di Borgo, cioè le aree che subirono maggiori trasformazioni di ammodernamento, una volta che la città divenne capitale.
La raccolta Roma sparita si compone di tre serie, ciascuna di 40 opere. E’ soprattutto a questo lavoro che l’artista deve la sua fama.
Gli acquerelli di Roesler Franz - Ettore Roesler Franz - Museo di Roma in Trastevere - Roma


Poco prima di Natale si è aperta a Roma la mostra “Paesaggi della memoria: gli acquerelli romani di Ettore Roesler Franz dal 1876 al 1895”.
L’esposizione è stata organizzata nel centenario della morte dell’artista famoso per le sue vedute ad acquerello.
Ettore Roesler Franz, rampollo di un’ottima famiglia romana originaria della Boemia, con atteggiamento simile a quello dei fotografi Alinari, cosciente del ruolo quasi storico scientifico della sua opera, girava senza sosta per la Roma fin de siècle immortalando gli ultimi scorci vernacolari della città avviata ormai verso le irreversibili modificazioni urbanistiche dei piani regolatori del 1873 e del 1882.
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