
Ecco una nuova scheggia di italianità, far capolino in quel di Parigi. E’ alle 18.30 di questo giovedì sera presso la Galleria Orenda Art International, che si apriranno cieli “tutt’altro che non curanti” attraverso le tele di Giancarlo Cazzaniga. Degli spaccati di “intimità esterna” che sono confluiti nella mostra “Naturalia” dedicata proprio a colui che è, a giusto titolo considerato, “il Maestro dei cieli e della natura”. L’autore che distingue e tratteggia lo “svolgersi del movimento naturale” si ritroverà a due passi dalla Senna, in una continuità di intenti e di atmosfere, che non potrebbe che accrescere le suggestioni contenute nei suoi lavori.
Elaborati di fusioni immaginifiche che coincidono perfettamente con lo spirito del luogo che li ospiterà, una Galleria “votata alla scoperta” delle voci contemporanee e aperta agli “sguardi incrociati” di quegli artisti che sono “testimoni inevitabili” del proprio tempo. Uno spazio che non poteva non incontrare Cazzaniga, tra i maggiori protagonisti del realismo esistenziale, e soprattutto non avrebbe potuto non fondersi nella sua filosofia, come si evince dal testo di invito:
Con Cazzaniga la tela diventa come una fiamma leggera, la luce si anima di scintille improvvise. Le sue forme vigorose e tenere si ripiegano in una calda e dolce armonia, per comunicare l’energia poetica di uno degli artisti più significativi del suo tempo.
Un debutto in grande stile insomma e una cornice d’eccezione per l’esposizione, nata in collaborazione con l’Associazione Culturale Renzo Cortina di Milano, che si prolungherà fino al 14 gennaio, confermando la vitalità degli scambi che uniscono due città collocate tra le “capitali europee della cultura e dell’arte”. Due “avamposti” nei quali si incrociano talenti ed anime, in una mescola colorata che si nutre dei suoi stessi magnifici composti.
Via | orenda-art.com

La Terra di Francesco, questo il nome della campagna nazionale di raccolta fondi lanciata dal Fai - Fondo Ambiente Italiano, per salvare l’immenso patrimonio storico, naturalistico ed architettonico del territorio in cui è vissuto San Francesco. Nel 2008 il gruppo Intesa San Paolo ha donato al Fai gli edifici presenti nel bosco lungo il versante nord del colle di Assisi. Per gli interventi di recupero e di restauro conservativo c’è bisogno di 2,5 milioni di euro. Si può donare due euro inviando un SMS al 48548.
A questo fine nasce la campagna ideata da Oliviero Toscani. Il progetto mira a restituire all’intera area la propria identità. Si partirà con un censimento delle specie di alberi, poi una mappatura dei sentieri e dei muretti a secco per arrivare – una volta reperiti i fondi necessari – a restaurare il complesso monastico della prima comunità francescana.
Nella campagna è stato coinvolto anche Michelangelo Pistoletto, che installerà, nella radura del bosco il Terzo Paradiso, un’opera concepita come “passaggio a un nuovo livello di civiltà planetaria, indispensabile per assicurare al genere umano la sopravvivenza”.
C’è tempo fino al 25 ottobre per donare 2 euro al 48548 e far sì che questo incredibile patrimonio possa tornare ad essere visitato da tutti.
Anche l’odiata nebbia in queste torride giornate agostane ci può regalare un respiro di sollievo. Eccoci quindi a presentarvi il lavoro di Hengki Koentjoro, fotografo indonesiano che predilige il bianco e nero.
Nato nel 1963 a Semarang, Java, Koentjoro ha studiato in California video e fotografia e, tornato in Indonesia, ha fondato la PT Indochroma Productions, casa di produzione specializzata in documentari naturalistici. Per portarvi una ventata di freschezza vi presentiamo una piccola galleria dei suoi scatti che hanno come minimo comune denominatore la nebbia, un elemento naturale pieno di fascino e riflessione.

“Attraverso l’arte noi esprimiamo la nostra concezione di ciò che la natura non è.
L’arte è una bugia che ci fa realizzare la verità.
L’arte non è l’applicazione di un canone di bellezza ma ciò che l’istinto e il cervello elabora dietro ogni canone. Quando si ama una donna non si comincia sicuramente a misurarle gli arti.
Tutto l’interesse dell’arte è nel principio. Dopo il principio, è già la fine.”
Pablo Picasso
dialogo con E. Téraide, da “L’intransigeant”, 15 giugno 1932.
[Immagine in alto: fotogramma tratto dal documentario “Il mistero di Pablo Picasso” di Henri-Georges Clouzot]

Gli alberi cittadini come metafora della vita contemporanea: questo il tema attorno a cui ruota da ormai dieci anni la pittura di Lucas Reiner. Osservando gli alberi della sua città natale, Los Angeles, soprattutto quelli sui cigli delle strade, Reiner è rimasto impressionato dall’ostinazione con la quale la natura cresce inesorabile nonostante l’intervento umano, con tagli, inquinamento e costruzioni faccia di tutto per rendere difficile la sua sopravvivenza.
Reiner ha duque trasferito sulla tela questo desiderio incontrollabile di crescita ed espansione. Anche lo spazio pittorico è limitato, ma gli artisti trovano sempre il modo di eludere il confine fisico della tela.
Così la vita: a volte alcuni passaggi sono forzati, ma la natura ci porta a crescere con forme che non ci saremmo mai immaginati.
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La visione surrealista di René Magritte applicata alla natura è il tema dell’importante mostra che Milano ospita a Palazzo Reale dal 22 novembre al 29 marzo 2009.
“Magritte. Il mistero della natura“, mostra curata da Michel Draguet, raccoglie cento dipinti, tempere e sculture provenienti dal Musées Royaux des Beaux Arts del Belgio (che possiede la collezione pubblica più importante al mondo delle opere del maestro), e da collezioni private, di uno dei pochi autori che ha posto al centro delle sue ricerche artistiche la natura in relazione all’uomo e al vivere moderno.
Per mostrare l’approccio surrealista applicato alla natura, si parte dai primi e inaspettati dipinti futuristi dell’artista per passare alle immagini del periodo fra le due guerre e arrivare alle pitture più famose realizzate dagli anni Cinquanta in poi. Questo dovrebbe permettere di vedere sia lavori noti ormai a tutti (come quelli inseriti nella galleria delle immagini), sia lavori meno conosciuti.
Tra i capolavori si potranno osservare “Souvenir de voyage” del 1961, ovvero la mela verde mascherata da carnevale e “L’empire des lumières”, la casa immersa nel buio di un parco con sfondo di cielo azzurro e nuvole bianche.
Magritte. Il mistero della natura - Palazzo Reale - Milano



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