
Interviewing The Crisis 2 incontra Alessandro Ludovico. Giovanissimo, nel ‘93, Alessandro fonda la rivista Neural, una delle prime in Italia ad occuparsi ci arte e cultura digitale. E infatti per lui i new media sono quello che definisce un “cortocircuito” capace di catalizzare tutti i suoi interessi, dalla musica elettronica, all’arte, alla politica. Attualmente docente presso la “School of New Technologies in Art ” di Carrara e ricercatore alla Willem De Kooning Academy di Rotterdam, è anche co-autore di interessanti opere come Amazon Noir e GWEI (Google Will Eat Itself), che hanno suscitato non poco interesse da parte dei media e della critica.
Secondo Alessandro la crisi ha intaccato il livello psicologico della gente, più che quello economico: il senso diffuso di incertezza e precarietà che ci domina, coincide con un cambiamento epocale, ovvero la fine di un’era e questo è di per sé una fonte di orte destabilizzazione. Con determinazione e semplicità afferma inoltre che uno stile di vita con meno pretese e un abbassamento generale dei consumi non potrebbe che giovarci. Quando gli chiediamo quale virus inietterebbe, potendo, nel corpo in crisi della società, risponde che non esiste un virus capace di “salvarci”: è piuttosto la crisi ad avere caratteristiche virali nella sua capacità di propagarsi (le oscillazioni dei titoli viaggiano veloci come le informazioni. gli allert etc…). La sua riflessione si sposta invece sulla necessità di una maggiore e più elevata coscienza della crisi a livello personale che dovrebbe portare a propagare da individuo ad individuo un virus che inneschi meccanismi di solidarietà e condivisione delle risorse…
Per il resto vi lascio alla lettura dell’intervista, con un’indicazione per gli appassionarsi: tenere d’occhio Neural.it che è sempre una fonte interessante di notizie ed approfondimenti critici.
[Nella foto in alto, Alessandro Ludovico (a sinistra) con Douglas Stanley]
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Tra il 25 dicembre e l’8 gennaio abbiamo pubblicato su ArtsBlog una trilogia di interviste dedicate alla crisi finanziaria internazionale. Tre tappe, New York - Londra - Torino, coinvolgendo nell’ordine Helen Toringhthon e Joanne Green di Turbulence.org, Marc Garrett di NetBehaviour/Furtherfield, Simona Lodi del Piemonte Share Festival.
L’idea di un viaggio nella crisi che attraverso il multiforme e spesso sconosciuto “spazio” della new media art, nasce da una conversazione via e-mail sul deteriorarsi della situazione negli USA fra Helen Toringhthon e xDxD - artista, haker e esperto di innovazione tecnologica, con cui destino vuole che io viva e lavori da due anni. xDxD mi propone l’idea dell’intervista, che subito si trasforma nella prima trilogia. Il nostro obiettivo era analizzare la crisi attraverso le esperienze di chi “opera” nel settore, ma soprattutto interrogarli su una questione fondamentale: l’arte contemporanea (dalla net.art in poi) e i modelli (sociali, antropologici, economici, politici) da essa scaturiti possono rappresentare alternative percorribili con cui affrontare una crisi dalla caratteristiche “(eco)sistemiche”, quale quella attuale?
Le interviste hanno avuto un ottimo riscontro a livello internazionale, suscitando l’interesse e l’attenzione dei media, ma soprattutto di promotori di progetti, network ed esperienze artistiche grazie ai quali siamo pronti a partire con un secondo ciclo di interviste. Otto i nuovi protagonisti che vi anticipo (elenco in ordine alfabetico):
Stefano Coletto - Fondazione Bevilacqua La Masa (Italia)
Carlo Infante - Performingmedia.org (Italia)
Andreas Jacobs - NictoGlobe (Netherlands)
Robert Labossiere - Department of Culture (Canada)
Alessandro Ludovico - Neural.it (Italia)
Marisa Olson - Rizhome.org (USA)
Francesco “Warbear” Macarone Palmieri - Phagoff (Italia)
Ricardo Ruiz - Descentro (Brasile)
Il progetto sfocerà in una pubblicazione collettiva, di cui ArtsBlog è nuovamente protagonista: le interviste saranno mano mano pubblicate sul blog, per essere successivamente raccolte sul sito dedicato “InterviewingTheCrisis” (la foto in alto raffigura il simpatico banchiere alato che ne sarà il logo). Per quanto riguarda il nuovo ciclo di interviste, partiremo con Carlo Infante di PerformingMedia. La pubblicazione è prevista il mercoledì 4 febbraio. La seconda intervista sarà invece con Andreas Jacobs di Nictoglob, per il 10 febbraio.
Speriamo con ciò di riuscire a mantenere una cadenza settimanale per le prossime interviste, che ci accompagneranno così fino a marzo, scandendo la fine del ciclo invernale.
Le vacanze di Natale si avvicinano e molti di voi saranno soliti spostarsi per unire il piacere del viaggio alla scoperta di nuove realtà artistiche. La vicina Slovenia è sicuramente una meta da tenere in considerazione, vitale ed innovativa, dove la cultura slava e quella mitteleuropea trovano un’interessante sintesi.
Per gli avventori che si addentrano in queste gelide ma accoglienti lande, l’unico consiglio è partire con una buona dose di curiosità, perché la Slovenia è un luogo da scoprire. Per riuscire cogliere gli aspetti più significativi e le contraddizioni lasciate dell’eredità socialista sarà opportuno passare un po’ di tempo a Metelkova, piccolo quartiere autonomo di Lubiana, dove convivono gallerie, residenze artistiche, laboratori, mercatini e locali per il divertimento notturno.
La città poi pullula di nuovi spazi gestiti da giovani e anche la programmazione delle gallerie civiche riserva molte sorprese, tra new media art, performances ed una spiccata passione per la scultura d’assemblaggio.
Continua a leggere: Quattro passi in Slovenia: Metelkova e Pixxelpoint
Dal 13 al 23 novembre a Milano, presso la Fabbrica del Vapore si svolgerà la terza edizione del Festival “Milano in Digitale“, promosso dalla Fondazione D’Ars e dal Comune di Milano.
Il Festival, interamente dedicato all’arte digitale, vuole essere con le parole degli organizzatori una cartina di tornasole della giovane creatività italiana nell’ambito della new media art. Infatti 13 opere di giovani artisti emergenti nel panorama nazionale, che hanno passato le selezioni della giuria (ricordiamo fra gli altri membri il prof Antonio Caronia e il giovane critico e curatore Domenico Quaranta), saranno esposte durante i dieci giorni di mostra: l’ingresso è gratuito.
Il pubblico potrà interagire con le opere, prevalentemente interattive, diventandone coautore: in programma video, animazioni, installazioni, postazioni di net.art. Nei prossimi giorni reportage e interviste dal vivo direttamente dalla manifestazione a cui parteciperò: intanto trovate qua una prima gallery con i vincitori di questa edizione e delle due precedenti

Bresciano, artista e studioso di tecnologie digitali, di democrazia elettronica e di tecniche di comunicazione di rete, Maurizio Bolognini ha all’attivo numerose pubblicazioni, ha insegnato all’Università di Milano, è stato consulente di varie istituzioni e, come artista, ha sul curriculum tante, prestigiose esposizioni.
E’ uscito da poco per la Carocci (collana Biblioteca di testi e studi) il suo ultimo libro, dal titolo Postdigitale. Conversazioni sull’arte e le nuove tecnologie (118 pagine; 11,05 euro). Si tratta di un’introduzione allo studio dei rapporti tra arte e tecnologia. Si esaminano le diverse forme di espressione creativa che si servono di strumenti elettronici e informatici: new media art, net art, software art, realtà virtuale, bioarte, ecc.
Le questioni, talora davvero complesse, sono affrontate attraverso una serie di conversazioni con artisti e scienziati di rilievo internazionale. Il libro si presenta come uno strumento utile non soltanto ad avviare la conoscenza delle più nuove tecniche espressive, ma anche per approfondire l’influenza della tecnologia sui percorsi contenutistici e tematici dell’arte.
Ieri sera, in un’atmosfera lostiana, a Villa Borghese, Giardino del Lago, per la Biennale ArteScienza, c’è stato l’incontro con il sociologo Derrick De Kerckhove (nella pagina che segue trovate un estratto del discorso dello studioso, quando parla di arte globale. Si vede male ma si capiscono le parole), circondato dall’installazione sonora di Michelangelo Lupone. Una scenografia suggestiva, insolita e spettacolare (altre immagini qui). Purtroppo, la pioggia ha rovinato il tutto, prima che cominciasse la performance musicale ma almeno a conclusione dell’intervento di Kerckhove.
Non credo che la serata sia proseguita, perché la pioggia è stata disastrosa, ma lo spettacolo continua questa sera come previsto, tempo permettendo ovviamente, e forse si potrà vedere all’opera l’installazione. In caso di impossibilità sarà rinviato a data da destinarsi con relativi aggiornamenti sul sito. Ma la scenografia vale la visita.
Il teatro immateriale - installazione sonora di Michelangelo Luppone - il Giardino del Lago, Villa Borghese, Roma - Biennale ArteScienza 2008



Continua a leggere: Derrick De Kerckhove nel teatro immateriale di Michelangelo Lupone
Dopo la partecipazione alla 52. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia (che terminerà il 21 novembre ), dopo la presentazione del progetto sull’incompiuto siciliano all’Italian Academy della Columbia University di New York (che terminerà il 4 ottobre), ecco che Alterazioni Video inaugura sabato 29 settembre a Brescia la mostra Night talk of the forbidden city #2 alla Fabio Paris Art Gallery.
Nella mostra bresciana vengono presentati gli sviluppi della parte iniziale del progetto proposto in anteprima la scorsa primavera a Shanghai. Durante il loro soggiorno in Cina, il collettivo Alterazioni Video raccolse una lista di parole proibite (sulla censura web cinese ci sono degli interessanti articoli su downloadblog ad esempio qui ed anche qui). La fase successiva è stata quella di sottrarre alla censura queste parole, stampandole su sacchetti di plastica che hanno poi circolato tra la popolazione di Shanghai grazie ad una distribuzione gratuita.
Negli ultimi sviluppi del progetto le parole proibite sono poi state “nuovamente criptate” in timbri ed arazzi che adottano il classico modulo delle lettere alfabetiche di Boetti. Perché queste parole sono state criptate?
Continua a leggere: "Alterazioni Video", le parole proibite in Cina

Alberto Frigo con Sobject propone una performance in divenire. L’artista fotografa, una sola volta, ogni nuova attività svolta con la sua mano dominante, che poi unisce sul sito sotto forma di collage, dove attività simili sono collegate anche se distanti nel tempo. Sono azioni quotidiane ma che provano la sua esistenza, di cui noi, come osservatori, diventiamo testimoni.
Come Hasan Elahi, Frigo “traccia” la sua vita e assembla dati personali che può ricostruire in ogni dettaglio. Una memoria o meglio un diario visivo autobiografico del XXI secolo.
In un primo momento può ricordare nel principio il progetto We Feel Fine, ma il risultato è sviluppato in modo diverso.
Colors project di h.o, registra e visualizza i sentimenti delle persone sul web in qualsiasi parte del mondo. Un motore robotico cerca nei blog le parole che corrispondono ai sentimenti di felicità, serenità, ansia, tristezza, rabbia e impressione ogni 10 minuti. Queste parole sono organizzate in 6 categorie a cui corrispondono 6 colori e formano il database che viene poi riprodotto in forma di immagine sul sito. Visivamente viene quindi fuori un mondo sul quale si ritrovano delle figure in colori diversi, che rappresentano le emozioni. Le figure vengono poi trasformato in stelle, una volta passate le 24 ore. Le stelle salgono in cielo e si allontanano dalla terra con il trascorrere dei giorni. Si può clickare su ogni figura e avere un resoconto dei sentimenti.
Continua a leggere: Colors, un progetto di h.o, riproduce i sentimenti del mondo

Outerspace è una creatura robotica che agisce al tatto umano ed è mossa dalla curiosità di esplorare lo spazio esterno. Ci si può giocare e poi osservarne il comportamento, da qui la definizione di “creatura”.
Progetto di Markus Lerner e Andre Stubbe, da questo mese di maggio fa parte della mostra permanente del Museum of the Future e prende ispirazione dalle antenne flessibili degli insettti.
Il corpo è costituito da da tre tubi in vetroresina con sensori che reagiscono al tatto umano e un software scritto in java si occupa dei calcoli per i movimenti.
I diversi esperimenti ritratti nei video danno un’idea di come si muove e reagisce all’ambiente, questo robot dall’animo giocoso.