
Steve Forbes, fondatore e capo di Forbes Inc. (fra le altre cose, editore della celebre rivista) ha deciso di mettere in vendita una sua collezione piuttosto singolare.
Si tratta di ben 150 lotti (curati e divisi in 3 aste da Christie’s, fra Londra e New York di cimeli legati alla figura storica di Sir Winston Churchill. Le aste si terranno in giugno, presentano oggetti, lettere, abiti e fotografia per un valore complessivo di 1,5 milioni di dollari.
I cimeli raccontano la vita del Primo Ministro britannico negli anni e negli eventi fra il settembre del 1939 e il giugno del ‘45. Il solo documento autografo in cui Churchill mette insieme i suoi appunti sullo scoppio della Battaglia d’Inghilterra, potrebbe valere fino a 120.000 sterline.

Dopo la bella personale dedicata a Aris, lo Spazio Avia Pervia di Modena ospita da sabato 24 maggio i lavori dell’artista francese Alby Guillame, aka Remed. Face 2 Faith è la prima personale italiana di quest’artista capace di sorprendere con linee semplici e una grande attenzione nel processo di colorazione.
La potenza espressiva di uno stile decorativo, esteticamente suadente, ad un primo livello di lettura. Sotto, la forza di un messaggio, la scoperta di una messa in scena nell’uso del titolo, dei testi. Non è un caso che negli ultimi anni Remed si sia fatto conoscere negli States e in America del Sud, tra pittura e scultura, in studio e nelle strade. Per rendervene conto personalmente, vi rimando al video che trovate dopo il ’salto’ su Continua.
Così, lavorando sui contrasti, tra significato e significante, i suoi lavori arrivano ad un pubblico anche vasto, che non conosce l’arte. D’altronde ogni pezzo è concepito per instaurare un dialogo tra autore e fruitore, ed ogni pezzo si mette in gioco, si riconfigura lasciando spazio al soggetto della visione.

Il 27 aprile il Met - Metropolitan Museum of Art di New York aprirà le porte ai gemelli Doug e Mike Starn. Per essere più precisi ad aprirsi sarà il tetto dell’edificio, che ospiterà un’installazione di sustainable art (arte sostenibile) della serie Big Bambù.
I fratelli hanno creato una struttura in bambù per il Roof Garden, una gigantesca costruzione di bambù intrecciato, alta 30 metri e larga 50. Il pezzo incorpora elementi di architettura, performance e scultura, con ponti e passaggi interni, suggerendo la mutevole complessità di un organismo vivente la sua forma si evolverà nel corso dell’estate e rimarrà aperta al pubblico, tempo permettendo, fino al 31 ottobre 2010.
Big Bambu è verde nel vero senso della parola, costruito con 2000 pali di bambù, uno dei materiali più sostenibili in giro, riciclabile e facilmente producibile.

Succede anche questo nella Grande Mela. Almeno 10 sono state le chiamate di emergenza rivolte alla Polizia newyorkese in seguito alle installazioni dell’artista inglese Antony Gormley, che ritraggono 31 misteriose figure maschili - nude - posate in vari atteggiamenti sui tetti di Manhattan.
Sebben la Polizia locale avesse ampiamente informato la popolazione in merito alle statue, soprattutto all’ora del tramonto è molto difficile non spaventarsi, alla vista di quelle figure tetre, abbandonate a se stesse, in procinto di gettarsi nel vuoto. Dall’Empire State Building, molto tristemente, uno studente ha già realizzato le paure dei passanti, togliendosi la vita a pochi metri da una delle opere di Gormley.
La Polizia considera le chiamate ricevute invano, in ogni caso, uno spreco di risorse del personale e ha chiaramente invitato i newyorkesi a convivere nella maniera più pacifica possibile con l’arte di Antony Gormley.

Il Metropolitan Museum of Art di New York potrebbe aver acquisito - senza saperlo - un Michelangelo. Si tratterebbe di una tela del 1510 circa, di grandi dimensioni (quasi 3 metri per 75 cm di altezza) e fin’ora attribuita a Francesco Granacci.
Il dipinto rappresenta il tema della “Testimonianza di San Giovanni Battista“. L’attribuzione è un’idea di Everett Fahy, direttore della sezione sulla pittura europea del Met. Michelangelo, secondo la sua teoria, avrebbe realizzato l’opera a partire dal 1506, due anni prima che cominciasse i lavori per la decorazione ad affresco della Cappella Sistina.
Il Met comprò l’opera nel 1970 per “soli” 150.000 dollari, che sarebbero un’inezia se l’attribuzione di Fahy risultasse plausibile alla comunità di storici dell’arte che vaglierà la sua proposta, a partire dalla pubblicazione di un articolo di ben 65 pagine a riguardo, comparso sulla rivista italiana “Nuovi studi”.

Accogliamo la notizia con piacere. L’Affordable Art Fair, la fiera internazionale dedicata alle opere d’arte il cui prezzo è al di sotto dei 5mila euro, farà tappa nel 2011 anche a Milano. Prezzi praticabili e un tetto sostenibile per un evento che va avanti dal 1999 e fa scendere i prezzi ma non la qualità.
Dopo Londra, Bristol, New York, Parigi, Amsterdam, Bruxelles, Sidney, Melbourne e Singapore, l’AAF arriva nel capoluogo lombardo pronta a stimolare un nuovo collezionismo, fatto di giovani ed amanti dell’arte. Persone normali, che si potranno portare a casa piccoli capolavori a partire da 100 euro.
La fiera si terrà a Superstudiopiù dal 3 al 6 febbraio 2011, con oltre 120 gallerie che presenteranno pitture, sculture, fotografie e stampe di artisti contemporanei viventi. Direttore della fiera è Marco Trevisan.

Un antiquario di New York sta per mettere all’asta quella che è considerata essere l’ultima copia originale della cosiddetta “Lista di Schindler”, resa celeberrima dal film ad essa ispirato.
Le altre 3 copie della lista sono custodite in istituzioni museali come l’United States Holocaust Memorial Museum a Washington o l’Holocaust memorial Yad Vashem di Gerusalemme.
Il valore che l’antiquario in questione, Gary Zimet, attribuisce al documento in suo possesso, è di circa 2,2 milioni di dollari. Sono vietate le battute sull’attaccamento al denaro degli ebrei.

Jason Polan ha 27 anni e una pazza idea: disegnare un ritratto di ogni newyorkese. Sono circa 8,3 milioni e, per fortuna, il ragazzo ha ancora del tempo.
Non gli sfugge nulla: né la vecchina che sfama i piccioni a Central Park, né tantomeno alcuno dei ragazzini che, perfidi come sanno essere, la deridono dietro la fontana. Il mangiatore di Burrito di Time’s Square; il ricco manager che sgrida la cameriera sulla Madison; la stessa cameriera che ne sparla in cucina.
Il bello è che Jason non fa distinzione fra semplici passanti e i tanti vip che riempiono Manhattan: ad esempio, l’altro giorno pare che abbia ritratto il comico Jerry Seinfeld mentre si grattava la testa da Burger King.
Come potete riscontrare sul blog ufficiale di questo ambizioso progetto, Jason è a circa quota 8300: mille volte tanto e avrà finito. Noi, per il momento, facciamo i migliori auguri al suo talento e alla sua dedizione. Sperando che non ci siano troppi doppioni: fatica sprecata. Una piccola nota: il suo tratto non somiglia molto a quello del nostro vignettista Vincino?

Dopo essere morta e resuscitata nel breve arco di un mese (vi ricordate che nel febbraio 2008 la Polaroid Corporation aveva annunciato la cessazione della produzione di pellicole istantanee, per poi rilanciarla nel marzo successivo grazie a un nuovo supporto tecnologico), la Polaroid si appresta ad essere celebrata in una grande asta pubblica da Sotheby’s.
Il 21 e 22 giugno a New York andrà all’asta una raccolta di oltre 1.200 opere, realizzate con la leggendaria tecnologia che ha annullato la distanza tra momento di ispirazione e creazione. Va in vendita la collezione che lo stesso Edwin Land, inventore e fondatore della Polaroid, cominciò negli anni ‘30 del secolo corso.
Opere di alcuni dei fotografi più importanti della seconda metà del ventesimo secolo tra cui Peter Beard, Chuck Close, William Wegman, David Levinthal, Robert Frank, David Hockney, Harry Callahan (nella foto in alto la sua Chicago, stimata tra i 70.000 e i 100.000 dollari?) Robert Mapplethorpe e addirittura 400 scatti di Ansel Adams. Poi anche scatti di Andy Warhol, come il ritratto di Farrah Fawcett, stimato tra i 5.000 e i 7.000 dollari, ma che può raggiungere cifre molto più alte.
L’intera collezione dovrebbe realizzare una cifra compresa tra i 7.5/11.5 milioni di dollari.

Arriva oggi martedì 16 febbraio a Roma la grande antologica che celebra Edward Hopper. Partito da Milano nel 2009, l’allestimento si arrichisce di numerose opere. La tappa romana, che può contare sulle 160 opere esposte a Milano, viene resa imperdibile dalla presenza di alcuni autentici masterpieces del maestro americano. Self-Portrait, The Sheridan Theatre, New York Interior, Seven A. M., South Carolina Morning saranno in mostra fino al 16 giugno alla Fondazione Museo di Roma (Museo del Corso), accanto ai rispettivi disegni preparatori.
La mostra, curata da Carter Foster, traccia un percorso completo nella produzione di Hopper, il pittore della quotidianeità della borghesia, della classe media americana ed occidentale, colta negli aspetti minuscoli, più intimi e forse proprio per questo carichi di significato.
A Roma fa la sua comparsa anche un allestimento completamente inedito, progettato dal team Master IDEA - Associazione Italiana Exhibition Designers. Grazie al lavoro di questo gruppo presieduto dall’architetto Luca Cendali, i quadri di Hopper vivranno all’interno di riicostruzioni architettoniche di spazi fisici. Non mancheranno quindi le emozioni, a comincare dall’ingresso, in cui vi aspetta il transito all’interno di un’ambientazione notturna ispirata al bar di Nighthawks (1942).