
Inaugura oggi venerdì 4 giugno alle 19 nel nuovo spazio Urban Garage in via Forcella a Milano Orticanoodles Private Show, una mostra che presenta l’ultima produzione artistica del sodalizio artistico che va sotto il nome di Orticanoodles. Quattro giorni in cui gli artisti saranno presenti, per confrontarsi con gli amanti della street art e gli addetti ai lavori, a cominciare dal live painting di oggi.
Ortica, di ritorno dalla grande personale alla Gallerie Itinerrance di Parigi nello scorso aprile, presenta lavori inediti per il pubblico italiano, che segnano un ritorno all’uso del colore e l’avvio di una nuova ricerca a livello di contenuti. Da una parte prosegue l’indagine sull’autonomia estetica del paesaggio urbano. Di fronte a noi si stagliano imperiose le tele in formato verticale con le serie dei citofoni, dei campanelli….pezzi di strade ignote che mescolano identità, improponibili torri da scalare nel delirio dell’abitare.
Dall’altra il focus adesso è sulla crisi finanziaria. Caveau, cassaforti, registratori di cassa, sportelli del bancomat, anche questi come ’staccati’ dalle strade, irrompono nello spazio della galleria con la loro potenza estetica e la fragilità della loro funzione di erogare/proteggere soldi.
Insomma, gli ingredienti per una mostra davvero interessante ci sono tutti. Orticanoodles ha appena visto battere all’asta dedicata alla street art alla Maison Damien Leclere di Marsiglia un suo pezzo e si prepara ad un nuovo intervento e ad una mostra ad Amsterdam a partire dal 15 giugno.
Un bel bottino per la Guardia di Finanza di Roma che ha recuperato la bellezza di 1.670 opere d’arte rubate. Gli uomini delle Fiamme Gialle da tempo stavano dietro ad alcuni importanti pezzi di arte antica, tra cui un busto dell’imperatore Augusto.
Il bottino comprende manufatti, anfore e monete, reperti di epoca romana e greca (dal IX Secolo a.C. all’Età imperiale) che complessivamente valgono alcuni milioni di euro. In manette sono finite 19 persone, che avevano trafugato le opere in aree sepolcrali dell’Italia Meridionale e del Triveneto. L’indagine era partita nel 2007 e ha visto la collaborazione del Department for the Homeland Security statunitense, dal momento che molte opere sono state rinvenute in America e in particolare in una cittadina dello stato Connecticut.

Gli orizzonti di Artsblog sono sempre aperti e come sapete ogni tanto ci piace buttare uno sguardo un po’ più in là, oltre i confini dei patri lidi. Due settimane fa mi era capitato di vedere alla Florence Art Factory l’artista cileno Javier De Cea.
Il suo lavoro mi è sembrato subito interessante perché porta all’interno dei confini della pittura la tecnica dell’assemblaggio e della ricombinazione di materiali raccolti per strada. L’universo urbano dell’advertising, della street art, della grafica, prendono nuova forma nelle sue tele e nelle sue performances. Sono riuscito a intervistarlo nel mentre si trovava a Madrid, preparando una nuova mostra per Alicante.
* In che modo ti sei avvicinato all’arte le prime volte, da bambino?
Ho iniziato a dipingere all’età di 16 anni, normalmente, a scuola. A quell’epoca in Chile nella mia scuola gli studenti potevano scegliere tra diversi indirizzi, umanista, matematico, scientifico e artistico. La mia scelta è stata artistico. Comunque ho sempre disegnato, mi divertivo a creare fumetti, riviste, cose del genere.

Un disegno di Hugo Pratt, la matita da cui è nato il celebre personaggio di Corto Maltese, è stato venduto per 247 mila euro, durante l’asta parigina per collezionisti dell’arte del fumetto dal titolo Comic strips.
È successo pochi giorni fa da Artcurial, dove il disegno di copertina dell’albo Corto Maltese en Sibérie, edito da Casterman nel 1979, versione transalpina dell’albo italiano Corte sconta detta arcana, ha raggiunto una cifra vertiginosa.
Il disegno è realizzato in tecnica mista ed ha dimensioni 64 x 49,5 centimetri. Le quotazioni di partenza si aggiravano tra i 90 e i 120 mila euro, ma evidentemente il disegno originale del disegnatore scomparso nel 1995 ha fatto gola a molti. Nella storia di Pratt c’è anche un precedente, la copertina di Le etiopiche, che nel 2008 fu venduta per 300.830 euro.

Si sa che la stampa tedesca non ha peli sulla lingua e gode di molta libertà espressiva. Spesso tra giornali di colori diversi si arriva a forti scontri, non solo verbali. Due quotidiani da molti anni rivali si stanno dando battaglia a colpi di ….scultura. Nel 2002 i tipi del Taz avevano preso in giro i colleghi del Bild, annunciando che di lì a poco si sarebbero tutti sottoposti ad un’operazione di allungamento del pene. Evidentemente quelli del Bild non sono troppo simpatici, ne sappiamo qualcosa noi italiani che da questo giornale abbiamo subito diverse angherie, come il boicottaggio della pizza dopo la nostra vittoria sulla Germania nella semifinale dei Mondiali 2006.
Oggi a prendersela con “i simpaticoni” del Bild sono stati i tipi del giornale di sinistra Die Tageszeitun. Hanno fatto realizzare sull’edificio dove ha sede la loro redazione, una scultura che rappresenta Kai Diekmann, direttore del del Bild, nudo. Il suo membro è lungo più di sei metri e in cima al posto del glande presenta una testa di cobra.
La spassosa opera dal titolo ‘Peace be with you‘ (Che la pace sia con te) è frutto del genio dello scultore tedesco Peter Lenk, famoso per i suoi lavori di arte pubblica. Già in passato aveva creato scandalo e folle di visitatori in marcia per vederla, la scultura ‘Group-sex relief‘, che mostrava importanti politici e imprenditori nudi intenti a toccarsi nelle parti intime. Addirittura vi sono ritratti il Cancelliere tedesco Angela Merkel e l’ex cancelliere Gerhard Schröder. Che dire, tutta un’altra tolleranza in Germania. In Italia, dove gli scandali sessuali sono all’ordine del giorno, il perbenismo e la censura avrebbero impedito ad un Petr Lenk di realizzare opere simili.

Prosegue il nostro appuntamento con le interviste autunnali di Artsblog. Eccoci oggi a parlare con Orticanoodles, street artist di base a Milano, che con il suo lavoro sta portando l’eco della scena italiana dello stencil in giro per il mondo. Mura, pareti, oggetti di design, ogni superficie è buona per accogliere i suoi disegni.
L’intervista è l’occasione per capire qualcosa di più sulla tecnica dello stencil e per tentare di decifrare il complesso rapporto che lega un’artista urbano al reticolo di una città in continua trasformazione. Evoluzione, involuzione…Milano cancella le tracce del suo passato sotto i manifesti pubblicitari e fatica a far emergere il suo genius loci, a rigenerarsi attraverso la creatività che nasce spontaneamente, in maniera genuina, all’ombra dei suoi palazzi.
* Come nasce la tua passione per l’arte?
Ho sempre avuto interesse per l’arte e la libera espressione, ho sempre disegnato, colorato, imbrattato… oggi, quando mi si chiede che faccio, dico io “pitto”.
* Quali sono stati i primi stencil che hai visto in giro? Dove?
Gli stencil e gli spray mi sono sempre piaciuti, dove sono nato io, ce ne erano molti, esclusivamente a carattere politico ma io adoravo la tecnica. Uno dei primi a farmi breccia nel cuore [e a rimanerci] è stato un lavoro di Lucamaleonte, il suo ritratto a grandezza naturale al csoa Strike di Roma.
Continua a leggere: Intervista a Orticanoodles, street art a Milano

Nel corso di un incontro dal titolo L’Economia dei Beni Culturali per lo Sviluppo delle Città Metropolitane, che si è svolto ieri a Firenze, il presidente di Confindustria Giovanni Gentile ha parlato del progetto di una Biennale dell’arte e del paesaggio a Firenze. La prima edizione prenderà il via già a partire dal novembre 2010, organizzata proprio da Confindustria, che crede nelle possibilità di Firenze di divenire un ”laboratorio nazionale in questo tipo di economia”.
L’evento sarà presentato ufficialmente nel prossimo febbraio. Dall’intervento di Gentile è emersa la volontà di “farne un evento permanente per la città“, perché, dice, per Firenze ”i beni culturali non dovrebbero essere da meno dellla green economy”. Rincara la dose l’Assessore alla Cultura del Comune di Firenze che il paragone va fatto con “l’industria della difesa americana, un settore in cui il pubblico ha investito importanti risorse, con ricadute in molti altri campi, a partire da Internet. Allo stesso modo nei beni culturali il pubblico dovrebbe impegnarsi nella ricerca di base, certi che le ricadute riguarderanno molti altri settori”.
Si scaldano i motori quindi per la messa in scena della biennale fiorentina,che se non altro sarà un pretesto per cominciare a smuovere le acque a livello del contemporaneo in questa città.
Futurismo oggi è la rassegna con cui Firenze si inserisce nelle celebrazioni per il centenario del futurismo. Ultima tra le città italiane ad omaggiare il movimento ideato da Filippo Tommaso Marinetti, Firenze lo fa con un programma di iniziative molto particolare. Nessuna grande mostra con migliaia di visitatori (di cui peraltro Firenze è già piena), l’intento è quello di creare un momento di riflessione e riportare nel capoluogo toscano la freschezza e la vitalità del futurismo.
Domani sabato 31 ottobre dalle 10.30 alle 12.30 (ingresso libero) presso il Cinema Odeon in Piazza Degli Strozzi Achille Bonito Oliva terrà una conferenza-performance. Con Marinetti il rumore della vita entra nel suono dell’arte, dice il critico-curatore. Firenze è stato un laboratorio, un’incubatrice dove, attraverso gli incontri tra letterati e intellettuali (Soffici, Papini, Chini) la cultura delle avanguardie italiane ha alzato la testa e assunto una statura europea.
Il futurismo ha sempre professato la pariteticità tra i linguaggi: pittura, performance, installazione hanno pari dignità a livello artistico. Il futurismo è un movimento fuido, liquido, che ha invaso come una benefica alluvione tutti i linguaggi. La polimatericità, il superamento del museo e dell’accademismo sono conquiste senza precedenti. L’abbraccio mortale col fascismo, l’adesione di Marinetti al Regime, secondo Bonito Oliva sono da ascrivere anche alla rivalità tra Marinetti e D’Annunzio.
L’evento di inserisce nel progetto Toscanaincontemporanea ed è a cura di Marco Cianchi. Per informazioni +39 0574 531828
Il nuovo ambizioso progetto di Jason de Caires Taylor, artista noto per le sue sculture subacquee, avrà come sede il mare del Messico e, più precisamente, i tre siti del National Marine Park di Cancun, Isla Mujeres e Nisuc.
L’idea è quella di realizzare e collocare sui fondali marini duecento statue dalle sembianze umane, che costituiranno, nelle previsioni dell’autore, una scogliera artificiale utile al ripopolamento della vita sottomarina. Fonti di ispirazione per la realizzazione delle sculture saranno sia l’arte Maya che quella contemporanea.
Riporto una galleria di foto delle opere di Jason de Caires Taylor, prese dal suo sito. Ringrazio Sergio di Outdoorblog per la segnalazione.

Solo un tratto è rimasto in piedi. Si snoda per circa 1.300 metri dalla fermata Ostbahnhof, nel quartiere Friedrichshain, lungo il fiume Sprea. A 19 anni dalla caduta, si è pensato di ristrutturare quel che rimane del muro di Berlino. Gli agenti atmosferici e i vandali stanno distruggendo, infatti, la parte residua della Cortina di Ferro, che - secondo le autorità tedesche ed europee - conserva ancora un valore artistico, oltre che storico, essendo stata dipinta, nel 1990, da 118 artisti provenienti da 22 paesi di tutto il mondo e posta sotto tutela come monumento, nel 1992, dal Governo tedesco.
I lavori di ristrutturazione, volti a salvare anche, e soprattutto, i 106 murales ancora visibili, dovrebbero concludersi entro il 9 novembre del 2009, al ricorrere dei venti anni dalla caduta del muro. L’iniziativa costerà 2,5 milioni di euro e sarà finanziata dall’Unione Europea, dalla Lotteria nazionale e dal governo tedesco.
La foto è tratta dal sito del Corriere della Sera.