
Il sito Artfund.org (che rappresenta sul web l’omonima organizzazione inglese a sostegno dell’arte) ha promosso nelle ultime settimane un sondaggio tra gli utenti. Si chiedeva di votare l’opera più romantica nella storia dell’arte.
C’era da aspettarselo che il pittore francese Paul Gauguin comparisse in questa speciale classifica. Il suo Nevermore, quadro dipinto nel 1897, ha raccolto quasi il 30% delle preferenze, aggiudicandosi il primo posto. Appena qualche voto in più di Roses di Samuel John Peploe (1920).
Terzo il celeberrimo Ritratto dei Coniugi Arnolfini di Jan van Eyck del 1434. Quarto il Rinaldo e Armida (1629) Nicolas Poussin. Chiude la classifica il Bacco e Arianna di Tiziano (1523). C’è da dire che agli utenti non era lasciata completa libertà di voto. le preferenze dovevano direzionarsi obbligatoriamente verso uno dei quadri di questa cinquina, opere scelte da noti personaggi pubblici inglesi.

A cura della Galleria Valentina Moncada in collaborazione con l’Associazione Internazionale di Via Margutta, il MACRO (Msueo d’Arte Contemporanea di Roma) e con il Patrocinio del Comune di Roma, si apre lunedì 26 ottobre la personale di Luigi Ontani “Tableau Vivant – Via Margutta XXI Secolo”.
Lo studio del maestro si trova in Via Margutta e questa mostra è un omaggio alla celebre strada, rievocando i “tableaux vivants” dei Carnevali romani di fine Ottocento in cui, in un grottesco ed eterogeneo danzare e sfilare, gli artisti animavano i saloni del Circolo Artistico Internazionale la notte del martedì grasso.
Ontani realizzerà una serie di maschere-sculture che raffigurano famosi artisti, frequentatori abituali di Via Margutta. Ed ecco chi ha deciso di rappresentare: Nicolas Poussin, Luigi Valadier, Antonio Mancini, Filippo de Pisis, Gino Severini, Nino Franchina, Pablo Picasso, Peter Van Lear, Mariano Fortuny, Nino Costa, Episcopo Lipinsky, Federico Fellini, Sibilla Aleramo, Giulio Aristide Sartorio e Giulio Turcato.
[Foto in alto. Luigi Ontani: bozzetto preparatorio per la maschera di Federico Fellini]
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Avevano nascosto il fallo di Priapo. A rivelarlo è stata la restauratrice brasiliana Regina Pinto Moreira, professoressa di restauro artistico per 30 anni al Louvre, che per otto mesi, insieme a due esperti francesi, ha restaurato il dipinto di Nicolas Poussin dal titolo “Imeneo travestito da donna durante un’offerta a Priapo” (circa 1634-1638).
L’opera rappresenta il dio greco delle cerimonie nuziali Imeneo, nei panni di una donna, che danza con il dio della fertilità Priapo. L’organo genitale di quest’ultimo era stato precedentemente coperto. La Moreira ritiene che la “censura” sia avvenuta nel XVIII secolo, nella conservatrice Spagna cattolica, quando del dipinto entrò in possesso la famiglia reale spagnola.
Concluso il restuaro, l’opera verrà esposta il prossimo 8 settembre al Grand Museum of Art di San Paulo.
La foto è tratta dal Telegraph.