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Tutti gli articoli con tag niki de saint phalle

Sotheby's ad Amsterdam, la collezione Stuyvesant

pubblicato da Lorenzo Mazza


La storia della casa d’aste Sotheby’s passa sicuramente dalla sede di Amsterdam. Il prossimo 8 marzo si celebra questo sodalizio, A Fifty – Year Adventure in Art, con la messa in vendita della Collezione Peter Stuyvesant (1960 – 2010), 163 opere di proprietà della British American Tobacco dei Paesi Bassi (BAT).

La collezione prese il via nei primi anni ‘50 quando Alexander Orlow, Amministratore Delegato di Turmac tabacco, decise di collocare i dipinti nelle fabbriche, per offrire un diversivo estetico ai lavoratori. Nel 1960 Orlow ha invitato 13 artisti provenienti da vari paesi europei per creare dipinti per le sale sul tema: “joie de vivre”.

La previsione di ricavato dall’intera vendita si aggira intorno ai 4 milioni di euro, che in parte BAT vuole reinvestire in operazioni culturali in Olanda. Opere che fanno il loro ingresso per la prima volta sul mercato, di artisti come come Karel Appel, Arman, Alighiero Boetti, Corneille, Alan Davie, Simon Hantai, Robert S. Matta, Kenneth Noland, Roman Opalka e Niki de Saint Phalle, il cui Tony (nella foto) secondo Sotheby’s dovrebbe realizzare una cifra tra 200.000 e 300.000 euro.

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Le donne nella Pop Art

pubblicato da Lorenzo Mazza


Seductive Subversion: Women Pop Artists 1958 - 1968,” è la prima mostra di pop-art al femminile. La rivoluzione seduttiva delle donne è in scena fino al 15 marzo alla University of the Arts di Philadelphia.

La mostra riflette approfonditamente sul contributo delle donne al movimento Pop Art degli anni ‘50 e ‘60. Se di Warhol, Lichtenstein, Rauschenberg e Johns si sa praticamente tutto, delle loro colleghe di sesso femminile non si sa quasi nulla.

Il curatore Sid Sachs, è da cinque anni che lavora sulla mostra, per presentare opere in gran parte mai esposte al pubblico. Dipinti e sculture di Evelyne Axell, Boty Pauline, Vija Celmins, Chryssa, Niki de Saint Phalle, Rosalyn Drexler, Grebenak Dorothy, Kay Kurt, Yayoi Kusama, Lee Lozano, Marisol, Mara McAfee, Östlihn Barbro, Faith Ringgold , Martha Rosler, Marjorie Strider, Alina Szapocznikow, Idelle Weber, Joyce Wieland e May Wilson.

Pop art al femminile
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Niki de Saint Phalle a Roma

pubblicato da Elisa

Niki de Saint Phalle, Museo Fondazione Roma

Inaugurerà il prossimo 4 novembre al Museo Fondazione Roma una grande retrospettiva sull’arte di Niki de Saint Phalle, una mostra mainstream di sicuro appeal per un pubblico di massa, ma quantomeno eterogeneo.

In effetti è la prima volta che in Italia si apre un’antologica dell’artista, grande e inimitabile protagonista del Nouveau réalisme insieme a Robert Rauschenberg e Jean Tinguely (suo secondo marito). In mostra 100 opere esposte in un percorso di quattro capitoli tematici: le origini, Nana-Power, Tarot Garden e Spiritual Path.

Ovvero: i Tiri (le prime opere, l’artista sparava con la carabina su opere in gesso, in modo da colorarle con le tinte nascoste in sacchetti di pittura); le Nanas (le fanciulle, in francese), le celebri sculture che rappresentano donne dalle forme esagerate, distorte e libere. Poi l’esperienza del Giardino dei Tarocchi, con le sue grandi sculture realizzate nella tenuta della famiglia Caracciolo, a Capalbio (ispirato al Parc Güell di Barcellona); infine il lavoro “di coppia”, con Jean Tinguely, da cui nacquero diversi lavori, tra cui ad esempio la Fontana Igor Stravinsky, di fianco al Centre Pompidou.

Molte delle opere di Niki de Saint Phalle sono installate in luoghi pubblici, e non è chiaro come questa importante parte del suo lavoro possa essere rappresentata con efficacia in una mostra all’interno di un museo. Per chi avesse voglia di viaggiare alla scoperta dei lavori di Niki de Saint Phalle, alcune destinazioni: la stazione ferroviaria di Zurigo, il bellissimo Grotto nel giardino Herrenhäuser ad Hannover, il parco Kit Carson a Escondido, in California. E ancora Gerusalemme, Duisburg…

Niki de Saint Phalle, Museo Fondazione Roma
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Il Giardino dei Tarocchi di Niki De Saint Phalle

pubblicato da Lorenzo Mazza


Poco tempo fa vi avevamo parlato della mostra itinerante Joie de Vivre, che raccoglie nella Maremma toscana molti lavori di Niki De Saint Phalle. Adesso è giunto il momento di presentarvi Il Giardino dei Tarocchi, l’opera di una vita intera dell’artista franco-americana. Scarsamente conosciuto al pubblico italiano, frequentatissimo dai turisti stranieri che affollano la Toscana, il Giardino è prima di tutto un luogo magico. Ispirato al Parc Guell dell’artista catalano Gaudì, con esso condivide la sorte di essere una delle poche opere di land art al mondo vive e vegete, di successo insomma.

Ma quando parliamo del Giardino dei Tarocchi bisogna stare attenti a parlare di successo, Niki De Saint Phalle l’ha costruito cercando di fuggire la superficialità dei consumi culturali della società di massa. Si tratta anzitutto di un luogo di raccoglimento, destinato all’incontro, alla meditazione, all’esplosione della fantasia e dei sogni. All’ingresso un cartello scritto a mano da Niky ci racconta una storia.

Niky, quando tornava in Italia, era solita darsi appuntamento con il marito Jean Tinguely davanti al Duomo di Urbino. Era un piccolo segreto del loro amore, la contemplazione di questo scenario. Quando durante una loro visita trovarono la piazza davanti al Duomo occupata da orde di turisti, coi pulman che coprivano i monumenti, Niki e Jean decisero, molto dolorosamente, che non ci avrebbero messo più piede. Ecco perché il Giardino dei Tarocchi è un luogo diverso.

Il Giardino dei Tarocchi di Niki De Saint Phalle
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Art trip: Niki de Saint Phalle, Joie de Vivre in Maremma

pubblicato da Lorenzo Mazza


Stanotte con il solstizio comincia ufficialmente l’estate. Per chi può, le vacanze sono alle porte e allora cercherò di offrirvi qualche spunto per passare un piacevole fine settimana tra mare, arte e prelibatezze enogastronomiche. Partiamo con la Maremma Toscana, che quest’estate ha voluto rendere omaggio a Niki De Saint Phalle, con la mostra itinerante Joie de Vivre. L’artista franco-americana amò a tal punto questa terra che ci si trasferì per diversi anni e vi costruì il Giardino dei Tarocchi, la sua più grande opera.

L’esposizione, inaugurata il 31 maggio a Massa Marittima, presenta tredici sculture e trenta opere su carta che tracciano il percorso di vita e di ricerca di quest’artista straordinaria. Pop, naif, intimista e pur cordiale, franca. I suoi quadri sono delle pagine di diario illustrato, dove la poesia si fonde con il disegno provocando un moto di corpi e spiriti. Quadri da leggere o semmai sentimenti, stati d’animo da capire, proprio come pagine, capitoli di un diario confidenziale e fluido.

Le opere di Niki De Saint Phalle esprimono anzitutto la vitalità dei sensi, una richiesta di libertà rappresentativa di tutte le sfumature dell’essere. La delicatezza con cui affronta il suo viaggio nell’universo della rappresentazione femminile, con la serie infinita delle nanas e al contempo l’anticonformismo che esprime, la sua rabbia e la sua fragilità. Poi l’urgenza di trovare una forma alle figure che andranno ad abitare il suo meraviglioso giardino, sogno finale di una vita.

Joie de Vivre - Niki De Saint Phalle
Joi de Vivre - Niki De Saint PhalleJoi de Vivre - Niky De Saint PhalleJoi de Vivre - Niky De Saint PhalleJoi de Vivre - Niky De Saint Phalle

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Noveau realisme a Parigi

pubblicato da odraode

Importante retrospettiva dedicata al noveau realisme, il movimento artistico francese del secondo dopoguerra, che integrava elementi del quotidiano nelle opere d’arte.

Fondato dal critico Pierre Restany, rappresentò l’alternativa europea più valida all’informale e all’astrattismo e, nel dissacrare il mondo del consumismo, riprese le esperienze americane della pop art.

In mostra duecento opere di vari artisti. Tra gli altri, Arman, César, Christo, l’italiano Rotella e Niki de Saint Phalle.
Quest’ultima è a mio avviso la più interessante del gruppo. Splendide le sue nana, donne obese, deformi e ironiche, scolpite in cartapesta, in resina, o riutilizzando rifiuti di varia natura. Fortemente caratterizzate da colori violenti e complementari tra loro.
Indimenticabili, poi, sono i suoi “tiri”: con un fucile sparava ai suoi dipinti, colpendo contemporaneamente alcuni palloncini riempiti di colore. Questi, eplodendo, schizzavano sulle tele in maniera casuale.

A Parigi, Grand Palais, fino al 2 luglio.

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