
“Ci sono molte domande alle quali Google non può risponderti” con questa premessa si presenta al pubblico la nuova edizione di Agit Media, festival che propone una riflessione sui new media e il loro utilizzo anticonformista e creativo. Organizzato da Ualuba.org e promosso dal Centro A&T (Arte & Tecnologie) e la LABA Libera Accademia di Belle Arti Brescia, Agitmedia si preannuncia come un appuntamento transdisciplinare in bilico tra entertainment e ricerca.
“L’uomo e le sue domande, Google e le sue risposte. Un’ interrogazione quotidiana ad un entità suprema, miracolosa, superiore, quasi un essere evangelico. Google l’oracolo universale che ci salverà dalla morte?” Il curatore Davide Anni ha messo in piedi un programma veramente appetitoso che si svolgerà nel corso dell’autunno.
Si comincia giovedì 17 settembre con uno speech di Richard Stallman, hacktivista, creatore del sistema operativo GNU e promotore del movimento del software libero (FSF). Si prosegue il 3 ottobre durante la notte bianca alla LABA con un intervento di interaction design site specific di Nicola Saponaro (Sapolab), che prevede la realizzazione di un’opera multimediale interattiva, che funziona grazie a dei sensori di movimento dello spettatore.
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Tutto in una notte e tutto questa notte a Torino, per chi ama l’arte contemporanea con “Notte delle Arti Contemporanee”, avvenimento che si svolge in occasione di “Artissima 15” e “Contemporary Arts Piemonte 2008“.
Non solo graffiti ma mostre, esibizioni, concerti, eventi live in città e luci d’artista. Per informazioni su luoghi ed orari: Contemporary e Art in town.
Continua a leggere: La Notte Bianca delle arti contemporanee di Torino
In occasione della notte bianca dell’arte contemporanea di Torino di questa sera, Cripta 747 presenta la mostra “Operazione Axum” di CT e KVRZ, tra gli artisti più promettenti del panorama post-graffiti italiano.
Il loro progetto è l’unione di design e architettura della lettera, un’operazione di post writing tradizionale ambientato in luoghi postindustriali, documentato anche attraverso la fotografia. Verranno presentate due opere che seguono questo principio riassemblate nello spazio della galleria.
Inaugurazione stasera, Notte delle arti Contemporanee, tra le 19.30 e le 00.30; esposizione dal 10 novembre fino al 15 dicembre.
Prima Alemanno vuole rimuovere la teca dell’Ara Pacis, poi Danilo Eccher, direttore del Macro di Roma, rassegna le dimissioni.
La notizia arriva con il numero di Exibart del 2 maggio e, ad oggi, non sembra essere stata confermata ma neanche smentita. Era del 20 aprile, invece, la notizia che la riapertura dello stesso Macro, dopo i lunghi lavori di ampliamento, non sarebbe avvenuta, come previsto, in occasione della Notte Bianca di quest’anno, ma sarebbe slittata ai primi mesi del 2009. Ora che succederà?
Insomma, il Macro a quanto pare non naviga in buone acque. E, a dirla tutta, neanche Roma.

Ieri si è saputo che, durante la notte bianca parigina dello scorso sabato, alcuni personaggi in visita al Musée d’Orsay, probabilmente ubriachi, hanno praticato una lacerazione di dieci centimetri sulla tela di Monet intitolata “Le Pont d’Argenteuil”.
I guardiani del museo, non appena sentito l’allarme, sono accorsi senza tuttavia riuscire ad acciuffare i vandali.
Fortunatamente alcuni responsabili del museo hanno fatto sapere che il quadro potrà essere restaurato senza troppi problemi.
In attesa che vengano individuati gli ignoti iconoclasti, artsblog vi invita a suggerire nei commenti le pene detentive o corporali che ritenete più opportune.
via | ansa
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Si è inaugurata ieri la mostra dedicata a Scipione (1904-1933), il capofila della scuola romana.
Una mostra attesa nella capitale dal 1954, dai tempi cioè di Palma Bucarelli alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, e ormai quasi insperata, dopo che nel 2004 Roma mancò l’occasione di celebrare il centenario della nascita del pittore.
La retrospettiva, 27 dipinti e 26 disegni, non è particolarmente ampia, ma considerata l’entità dell’intero corpus di Scipione, non più di 90 dipinti e circa 300 disegni, se ne capisce l’eccezionalità.
Scipione è uno di quelli (da Raffaello a Basquiat, ma anche Morrison o Hendrix, la lista è tristemente lunga) la cui vita è stata troppo corta ma che la morte precoce ha reso leggenda.

E’ la facciata di Palazzo Sora, su corso Vittorio Emanuele, a ospitare le fotografie di Roberto De Paolis, in un intervento installativo intitolato “Light building”.
Le finestre del palazzo si trasformano in light box di grandi dimensioni. Illuminati con ritmo alternato, i vani delle finestre sono occupati da ritratti di cittadini del mondo mescolati con giovani italiani.
L’architettura incontra la luce per veicolare un messaggio di integrazione e superamento delle differenze tra le culture. L’evento inaugura il 7 settembre, alle 22, nel programma di “Aspettando… La Notte Bianca”.
Via | lanottebianca.it
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Attendo con molta curiosità l’intervento installativo site specific studiato da Afredo Pirri per il Foro di Cesare a Roma, che sarà inaugurato alle 18 del 7 settembre in occasione di “Aspettando… La Notte Bianca”. Il tema delle luci e del loro impatto sullo spazio urbano e in generale sull’arte è tra i fili conduttori dell’evento romano e forse in generale di questo tipo di manifestazioni en plain air. Ne abbiamo dimostrazione nei lavori proposti da Giancarlo Neri, Philipp Geist e altri. Luce e immagine sono anche elementi della riflessione di Pirri, che usa come materia per il suo intervento gli specchi, che abbiamo già incontrato nella mostra di Paolo Hermanin.
Peculiare e suggestivo l’uso che ne fa Pirri, nell’installazione “Ultimi passi. Un segno nel Foro di Cesare”, cura di Ludovico Pratesi e allestita fino al 15 ottobre: l’artista cosentino ricopre il travertino della pavimentazione dell’area archeologica, 400 metri quadri, con uno strato di specchi. Su questa superficie vitrea e riflettente, che amplifica lo spazio circostante ed è ben visibile per i passanti di via dei Fori Imperiali, il pubblico è invitato a camminare, frantumando passo dopo passo il pavimento, in modo analogo a quanto proposto anche nell’Ex Chiesa di Santa Maria del Suffragio a Pesaro.
Via| lanottebianca.it
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La Notte Bianca capitolina è un trionfo di installazioni luminose e interventi site specific che rimodellano il paesaggio urbano. Per annunciare la prossima, attesa, riapertura del Palazzo delle Esposizioni, la facciata di via Nazionale ospita l’intervento “Time Lines”, video installazione di Philipp Geist. L’appuntamento è venerdì 7 settembre alle 22, per “Aspettando… La Notte Bianca”.
Il prospetto monumentale del celebre spazio espositivo sarà ridisegnato dal video, che scioglierà l’architettura e il travertino in un sognante scenario digitale, vibrante di citazioni dall’arte classica e dalla storia millenaria dell’Urbe.
La notte di sabato 8 settembre, inoltre, per il clou della manifestazione, l’arte si riappropria delle sale del Palazzo, con le creazioni di Metamkine, Claudio Sinatti, N!03 e PIPS:lab.
Via | lanottebianca.it
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Apre al pubblico oggi la mostra “7 + 2 specchi” Paolo Hermanin, allestita al Casino delle Civette di Villa Torlonia fino al 7 ottobre e inserita nel programma degli eventi della Notte Bianca di Roma, ma io ho avuto l’occasione di vederla ieri sera in occasione del vernissage e dell’anteprima per la stampa.
Una piccola selezione di opere insolite nella tecnica e nel supporto, ma classicissime per linguaggio, stile e immaginario. Hermanin incide con piccoli tocchi precisi e accurati, assestati con estrema maestria e meticolosità, il retro di uno specchio, come farebbe con una lastra di metallo o di legno per una tradizionale incisione. Asportando la sostanza riflettente dal vetro, si produce un disegno in negativo, apprezzabile in positivo con una retroilluminazione. E’, dunque, un lavoro di vuoti e di pieni, di bianchi e di neri, di materia riflettente che paradossalmente corrisponde al pieno, allo scuro, e di materia sottratta che si fa luce, aspirazione, respiro, infinito.
I soggetti che Hermanin ferma sono vertigini di asperità rocciose, nuvole, lampi di fiamme, rapiti in una circolarità che ha un centro metafisico. Accanto a sette visioni di paesaggio ’sublime’ viene proposto un mandala, come a svelare un arcano autoevidente. L’ultima opera è metanarrativa, una casa che si specchia forse sull’acqua, mentre lo spettatore si guarda a sua volta riflesso nel vetro. Una mostra curiosa, insolita, ma non particolarmente entusiasmante.
Via | lanottebianca.it
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