
I visitatori del Palazzo della Secessione di Vienna - appena uscito da un completo restauro - sono rimasti esterrefatti quando, appena calato il sole, hanno visto una vera e propria orgia prendere vita, in una speciale sezione del museo. Accanto a Klimt e a Schiele, amplessi non simulati per tutti.
Quell’ala espositiva si è trasformata in un set da porno sadomaso, con sedie ginecologiche, una sezione piena di specchi e, soprattutto, uomini e donne seminudi che si davano molto da fare per rispettare la commissione che era stata loro assegnata.
Sì, non si trattava di semplice esibizionismo o di vandalismo generico: il gruppo è un’idea dell’artista svizzero Christoph Büchel. Il quale ha pagato, per conto dello stato austriaco, 90.000 euro per far sì un’associazione culturale di amanti del sesso libero - l’Association of Sociable Revellers - si esibisse nello spazio pubblico assegnatole (aperto ai soli adulti, naturalmente). I politici austriaci sono in subbuglio, e la corsa per far chiudere subito quella sezione trova d’accordo quasi tutti il parlamento locale.
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Ho trovato molto divertenti i ritratti iperrealisti dell’artista neworkese Kurt Kauper, che un amico mi ha recentemente segnalato. Soprattutto questi di Cary Grant che, come vedete, non lasciano molto all’immaginazione dell’osservatore.
Le opere di Kauper sono state esposte, tra l’altro, al Museum of Modern Art di New York e alla Yale University Art Gallery.
Le foto sono tratte dal suo sito.
Kurt Kauper, Ritratti di Cary Grant
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La forma del corpo nudo come oggetto di studio che diventa opera d’arte. Bill Durgin, affascinato dalle linee morbide della carne, fotografa la figura umana in posizioni complesse fino a trasformare la struttura in un oggetto astratto o ad un tronco di scultura vivente.
Ogni gesto e’ pensato dall’artista e poi spiegato ai modelli che sono in genere ballerini, ballerine o performer. Una volta raggiunta la posizione desiderata, Durgin elimina ogni elemento dalla scena per concentrare l’attenzione solo sul corpo, sulle sue ombre e sfumature. Le figure ritratte in questa cornice sospesa nel tempo, sembrano davvero delle opere d’arte.
Lo stesso principio e’ applicato anche con gli abiti indosso, con risultati meno poetici ma piu’ particolari.
Via | E-sushi
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Sul tetto del Kunstmuseum di Bonn, l’artista Christoph Rütimann posa nudo, nella posizione del pensatore come la scultura di Rodin, e aspetta il pubblico.
Una mossa provocatoria ma anche efficace inscenata per attirare pubblico verso la sua mostra “Verdacht” che presto aprirà al museo.
Non ha il fisico da scultura…ma la gente già inizia ad arrivare.
Via | Corriere
Christoph Rütimann nudo sul tetto del museo

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Di ritorno dalla libreria dove ho sfogliato da cima a fondo il nuovo “The Apotheosis of Pleasure” di Terry Rodgers (qui una galleria con una quarantina di immagini). Non conoscevo questo pittore e sono rimasto molto colpito dal suo stile realista e dall’uso molto vivace dei colori ad olio. Eppure ho appena letto in giro che sua intenzione è quella di ritrarre la solitudine che si cela dietro le apparenze, ecc. ecc.
E pensare che io vi avevo visto un languido studio sulla voluttà. Mi piaceva l’idea del party come luogo prediletto, colto ogni volta in tanti istanti significativi. I corpi, quasi sempre semisvestiti raramente si incontrano fra loro. E l’atmosfera vagamente orgiastica sembra sempre essere suggerita nel prima o nel dopo il momento della rappresentazione.
Stavo cercando altre notizie a dire il vero, ma poi mi sono imabattuta in questa immagine e mi è venuto in mente Spencer Tunick.
Probabilmente il nesso è solo da un punto di vista visivo in quanto Charles Ray, l’autore di questa opera, ritrae manichini nudi, mentre fanno sesso in varie posizioni (i manichini sono ad immagine dell’artista stesso). Comunque mi è venuto in mente il collegamento.
L’opera di Ray si intitola Oh! Charley Charley Charley, e fa parte della collezione di arte contemporanea della famiglia Rubell, probabilmente una delle collezioni più importanti di questo genere. Oltre a Charles Ray la collezione si compone di Takashi Murakami, Maurizio Cattelan, Cindy Sherman, Julian Schnabel (di cui, lo ripetiamo, artsblog si occuperà) e tante altre celebrità.