
Il legame di LPM con le libertà digitali si evince chiaramente anche dalla prima parte del reportage dalle posizioni espresse da Gianluca Del Gobbo e se ci pensiamo bene si tratta di un legame abbastanza naturale. Videoarte e vjing si basano sostanzialmente su pratiche quali remix e mashup e la possibilità di utilizzare musiche, video, tracce è una parte fondamentale di questa “professione”: non deve infatti stupire che LPM sia stato uno dei primi partner del REFF…
Tornando alle libertà digitali, fino al 2007 il Linux Club, locale gestito dall’omonima associazione ha svolto negli anni un’azione di diffusione del software libero e della cultura opensource, è la location dell’evento, veicolandone questa specifica tendenza culturale. Dal 2008, quando il Linux Club chiude e l’evento si sposta, per mantenere questo legame in modo esplicito LPM decide di dedicare la giornata di apertura a questo tema, ospitando ad esempio iniziative e dibattiti sul diritto d’autore come la Degradarte.
E il 2009 non è stato da meno. Il programma di giovedì 28 maggio, denso di presentazioni, workshop, installazioni e tavole rotonde con ospiti internazionali, ha visto una stratta collaborazione con il REFF, di cui vi offro un resoconto per esteso. Con una piccola anticipazione per i curiosi: filo conduttore della giornata sarà un candido WC…
[Foto in alto: particolare TCDTT - “Throwing Copyright Down The Toilet”, installazione interattiva di Salvatore Iaconesi. Lo sciacquone ripreso da dietro…]

Tra il 25 dicembre e l’8 gennaio abbiamo pubblicato su ArtsBlog una trilogia di interviste dedicate alla crisi finanziaria internazionale. Tre tappe, New York - Londra - Torino, coinvolgendo nell’ordine Helen Toringhthon e Joanne Green di Turbulence.org, Marc Garrett di NetBehaviour/Furtherfield, Simona Lodi del Piemonte Share Festival.
L’idea di un viaggio nella crisi che attraverso il multiforme e spesso sconosciuto “spazio” della new media art, nasce da una conversazione via e-mail sul deteriorarsi della situazione negli USA fra Helen Toringhthon e xDxD - artista, haker e esperto di innovazione tecnologica, con cui destino vuole che io viva e lavori da due anni. xDxD mi propone l’idea dell’intervista, che subito si trasforma nella prima trilogia. Il nostro obiettivo era analizzare la crisi attraverso le esperienze di chi “opera” nel settore, ma soprattutto interrogarli su una questione fondamentale: l’arte contemporanea (dalla net.art in poi) e i modelli (sociali, antropologici, economici, politici) da essa scaturiti possono rappresentare alternative percorribili con cui affrontare una crisi dalla caratteristiche “(eco)sistemiche”, quale quella attuale?
Le interviste hanno avuto un ottimo riscontro a livello internazionale, suscitando l’interesse e l’attenzione dei media, ma soprattutto di promotori di progetti, network ed esperienze artistiche grazie ai quali siamo pronti a partire con un secondo ciclo di interviste. Otto i nuovi protagonisti che vi anticipo (elenco in ordine alfabetico):
Stefano Coletto - Fondazione Bevilacqua La Masa (Italia)
Carlo Infante - Performingmedia.org (Italia)
Andreas Jacobs - NictoGlobe (Netherlands)
Robert Labossiere - Department of Culture (Canada)
Alessandro Ludovico - Neural.it (Italia)
Marisa Olson - Rizhome.org (USA)
Francesco “Warbear” Macarone Palmieri - Phagoff (Italia)
Ricardo Ruiz - Descentro (Brasile)
Il progetto sfocerà in una pubblicazione collettiva, di cui ArtsBlog è nuovamente protagonista: le interviste saranno mano mano pubblicate sul blog, per essere successivamente raccolte sul sito dedicato “InterviewingTheCrisis” (la foto in alto raffigura il simpatico banchiere alato che ne sarà il logo). Per quanto riguarda il nuovo ciclo di interviste, partiremo con Carlo Infante di PerformingMedia. La pubblicazione è prevista il mercoledì 4 febbraio. La seconda intervista sarà invece con Andreas Jacobs di Nictoglob, per il 10 febbraio.
Speriamo con ciò di riuscire a mantenere una cadenza settimanale per le prossime interviste, che ci accompagneranno così fino a marzo, scandendo la fine del ciclo invernale.