
“Una mostra evento per ripercorrere la carriera del più celebre street artist del mondo”. Nella frase di lancio, Mondo Bizzarro strafà e dimentica se non altro Banksy, ma la promozione, si sa, ha le sue esigenze. L’uomo presentato dalla galleria romana che frequenta i mondi underground e “alternative”, si chiama Shepard Fairey, ma è celebre in tutto il mondo con il nome Obey, diventato a suo modo una sorta di brand. Paradossi del moderno situazionismo, che ha generato strategie incrociate come il guerrilla marketing, almeno da quando il No Logo di Naomi Klein è diventato a sua volta slogan e marchio, nonché grido di ribellione.
Obey, infatti, è come Banksy un artista politico, un rivoltoso dell’immaginario, sebbene il suo lavoro sia molto più composito, e a suo modo glamour, rispetto all’opera ’sporca’, performativa, irriducibile di Banksy. Più decorativo, formale, e meno d’impatto. Ed anche più digeribile. Ad esempio, il Fantomas della street art difficilmente potrebbe fare da megafono visivo a un qualsiasi candidato alle presidenziali, nemmeno se fosse un nero progressista come Barack Obama. Ciò che è invece capitato - anche se un po’ suo malgrado - a Obey, autore dell’ormai celebre manifesto di Obama stilizzato in blu e rosso, con la scritta HOPE. Una vera e propria icona contemporanea, che contribuì non poco alla riuscita stessa della campagna presidenziale, entrando al contempo e con forza nell’immaginario comune.
Comunque la si pensi bisogna riconoscere una grande sapienza nell’arte serigrafica di Obey. Un’occasione per ammirarla da vicino è data proprio da questa mostra di Mondo Bizzarro che “dopo la personale tributata allo street artist americano nel 2011, replica proponendo una retrospettiva che, tra opere in tiratura limitata e pezzi unici, conterà oltre 120 pezzi firmati da Obey, coprendo un arco temporale compreso tra l’ormai lontano 1997 e i nostri giorni”.
Chi conosce Shepard Fairey, sa della sua passione per la musica. Da sempre collabora con musicisti per le copertine di dischi e chi lo ha sentito nelle vesti di Dj dice che Obey ha buon gusto anche come selezionatore e miscelatore.
Da poco è uscito l’ultimo videoclip dei Death Cab for Cutie, Home is a Fire è il primo singolo dall’album Codes And Keys che uscirà il prossimo 31 maggio. La canzone è molto poetica nei toni ovattati, nel procedere energico del groove e anche nel testo, che vi riporto per intero dopo il salto su Continua.
Come vi dicevo il video è stato ideato Shepard Fairey e Nicholas Harmer, bassista del gruppo. La canzone parla della ridefinizione dello spazio familiare e collega una serie di pensieri, azioni, accadimenti ai poster e ai cut-up con cui le parole prendono forma.
Continua a leggere: Shepard Fairey crea il nuovo videoclip dei Death Cab for Cutie

Proprio ieri vi avevamo parlato della prossima mostra dedicata a Shepard Fairey a Roma ed oggi torniamo con una bizzarra notizia. Il crescente interesse dell’opinione pubblica per la street art sta conducendo ad episodi di vera e propria pazzia. Avevamo già visto casi di gente che ruba pezzi di arte urbana e li mette in vendita su eBay… oggi il protagonista è stato proprio lui, Obey!
La notizia è stata riportata da The Gothamist, per 100 dollari si può acquistare su eBay un minuscolo pezzetto del poster murale che Shepard Fairey realizzò a New York da Deitch Project. Un’offerta davvero poco appetibile, se pensiamo che una stampa originale, firmata e in edizione limitata di Fairey, può costare dai 45 ai 70 dollari, se comprata direttamente dall’artista.
Era stata annunciata con largo anticipo, la nuova personale di Shepard Fairey allo spazio Subliminal Projects di Los Angeles aprirà i battenti il prossimo 16 settembre. Una mostra che è soprattutto l’occasione, per lo street artist più famoso ed economico del mondo, di proporre una riflessione sul suo modo di fare arte. Worldwide Propaganda Delivery, la consegna del suo pensiero attraverso la propaganda, ai quattro angoli del globo, funziona e i suoi lavori, stampati in qualità eccellente, firmati e numerati, costano meno di 50 euro.
Printed Matters, la stampa conta dunque e in questa nuova mostra ci saranno stampe su legno, metallo, cover di album e collage su carta. “Alcuni dicono che la stampa è destinata ad uscire di scena, che sarà spazzata via dai media digitali, ma io dico che non si può mai sostituire l’affascinante esperienza tattile di una stampa d’arte su strada o in galleria.”
560 anni dopo l’invenzione della stampa a caratteri mobili di Gutenberg, Fairey rilegge il suo lavoro alla luce dell’uso, imprescindibile, della stampa. Illustrazione, fotografia, collage, disegno grafico e serigrafia convergono. “Ho sempre creduto nell’arte come una parte del dialogo pubblico, e la mia campagna di street art Obey Giant aspirava a provocare un blocco a livello visivo ed intellettuale […]. Ho stampato i miei poster in una dimensione standard e con una serie di tavolozze dei colori precise, così ho potuto costruire le griglie modulari di immagini ed ampliare continuamente la mia libreria”.

Nel Lower East Side di New York c’è un grande murale di Shepard Fairey, all’altezza di Houston Street, realizzato soltanto pochi mesi fa, i primi di maggio. In questi giorni il pezzo ha subito un attacco ad opera di vandali.
Grandi parti del muro sono state rimosse, altre coperte da graffiti, strappate e disperse. A fianco di un buco campeggia la scritta “Bring back Keith Haring”, “Ridateci Keith Haring”. Odio verso uno street artist di successo, invidia, semplice vandalismo?
In realta i buchi nelle pannellature di legno del pezzo di Obey, hanno portato nuovamente alla luce il precedente lavoro di Os Gemeos (realizzato un anno fa all’interno di Deitch Projects), offrendo un punto di vista, esteticamente discutibile, ma sicuramente interessante.
Foto via DNAinfo

Il presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama è giunto a New York questa mattina. Sembra che nella sua agenda di impegni ci sia anche una visita al nuovo murale che Shepard Fairey a realizzato stanotte a Houston Street.
Obey è quindi l’ultimo artista a lavorare a Houston & Bowery. Il suo pezzo May Day si compone di wheat paste (colla liquida, utilizzata anche nella cartapesta) e aerosol mural called. Il pezzo è stato realizzato per promuovere la prossima mostra di Faireys da Deitch Projects, che partirà proprio il primo maggio.
L’artista ha inoltre concesso una lunga intervista, in cui non si è risparmiato di parlare proprio di Obama, dell’azione dei democratici e di un suo collega…niente meno che Banksy! Domanivi proporremo un estratto delle sue interessanti dichiarazioni.

Di ritorno dalle vacanze nei prossimi giorni avrò modo di condividere con voi le mie impressioni su un po’ di mostre che visitato in giro per l’Europa e magari anche alcune foto di posti come Lille, Bruxelles ed Amsterdam, tra street art ed arredo urbano.
Comincerei proprio dalle immagini che mi hanno accolto alla stazione dei treni della città olandese. Si tratta di un lavoro di Shepard Fairey, che ricopre una pannellatura esterna lunga circa una quindicina di metri. Questa zona di Amsterdam è un cantiere aperto e l’intervento a poster di Obey trova posto proprio davanti alla facciata principale dell’edificio principale della stazione.
Never trust your own eys. Believe what they say e camminando magari con una valigia in mano si entra nel ritmo di questa straordinaria composizione che è un po’ una sintesi del lavoro di Shepard Fairey. Comunicazione oropaghanda, il suo stile nell’affichage è quello della carta da parati con più strati diversi sovrapposti e quelli vecchi tornano fuori. Meccaniche di controllo e di potere messaggi antimilitaristi e molta spiritualità…questi sono i contenuti più diretti che mi ha suggerito questo lavoro. Naturalmente qualcuno si è già divertito a “spaccarlo” con una bella strisciata di verde…

Obey, Manifacturing quality dissent since 1989…Che cosa fa Shepard Fairey, alias Obey, per creare dissenso di qualità dal 1989. Si occupa in continuazione di progetti che hanno a che fare con l’attivismo politico, la rivendicazione dei diritti delle minoranze e come vettore utilizza la sua arte (“Worlwide propaganda delivery”). Uno stile ironico e pungente che indaga nelle pieghe dei rapporti tra individuo e società, tra totalitarismo e individualismo.
Al momento Shepard fairey è impegnato nel progetto Love Unites, che intende recuperare finanziamenti a sostegno della lotta per l’Uguaglianza nel Matrimonio, vale a dire per un trattamento paritario di tutti i matrimoni, indipendentemente dal genere dei congiunti. Obey sembra proprio fare le cose per bene: il prossimo 12 novembre a Los Angeles a fianco di un aperitivo offerto da un famoso marchio di superalcolici, ci sarà il dj Sets di Shepard Fairey e Ryan Kenney. Inoltre l’artista presenterà alcuni manifesti della serie Love Unites personalizzati da alcuni personaggi famosi e un suo pezzo originale. Per l’ingresso all’evento quote da 30 a 100 dollari…ma sono per una buona causa.
La sensibilità di Fairey è veramente notevole, infatti attualmente sta vendendo anche una stampa del ritratto di una donna sopravvissuta al cancro. Inutile dire che i ricavati vanno in toto alla ricerca cotro i tumori. Chi lo conosce sa che nei suoi lavori affronta quotidianamente tematiche importanti come la antimilitarismo, sostenibilità ambientale, ecologia della mente con uno stile davvero unico ed ogni volta impressionante. Godetevi qualcuna delle immagini in galleria, parlano davvero da sole!

Apocalypse Wow! Un’eccezionale mostra al Macro Future di Roma (ex-Mattatoio, Piazza Orazio Giustiniani) apre i battenti questo sabato 7 novembre. Un percorso che prende le mosse dal lascito del surrealismo e della cultura pop, per affrontare le forme e le modalità espressive del neopop e dell’urban art. Un sottobosco legato alle arti applicate che ha sviluppato uno stile riconoscibile legato alle controculture e ai movimenti giovanili ed ha trovato riconoscimenti ufficiali soltanto negli ultimi mesi.
L’arte dell’advertising, tra locandine, manifesti e campagne virali, il mondo dei comics, i toys e tutto l’universo delle illustrazioni per vinili e delle pubblicazioni cartacee. Poi spot televisivi, prime pagine di giornali, collezioni di moda, prodotti di mercato ‘firmati’ da artisti più o meno noti (c’è anche Shepard Fairey, Obey), che portando i linguaggi della urban culture all’interno delle industrie culturali, hanno trovato momento di espressione e di confronto. La mostra Apocalypse Wow! - Apocalittici - pop surrealisti - creatori di mondi senza frontiere sarà visitabile fino al 31 gennaio 2010 ed è curata da Julie Kogler e Giorgio Calcara. Circa 80 opere le opere in mostra tra dipinti, sculture e installazioni.
Questi gli artisti in mostra: Alexone, Anthony Ausgang, Andras Bartos, Gary Baseman, Tim Biskup, Bo130, Victor Castillo, The Clayton Brothers, Desiderio, Stephan (Calma) Doitschinoff, Ron English, François Escalmel, Jeremy Fish, Flying Fortress, Doze Green, David Hochbaum, Boris Hoppek, Richard Kirk, Franco Losvizzero, Travis Louie, Ver Mar, Barry McGee, Tara McPherson, Microbo, Junko Mizuno, Aiko Nakagawa, Obey, Lisa Petrucci, Camille Rose Garcia, Kei Sawada, Todd Schorr, Jeff Soto, Kathy Staico Schorr, The London Police, Elio Varuna, Nicola Verlato, Eric White.