
Si chiamerà “Omar, Roma, Amor”- l’esposizione di opere dell’artista Omar Galliani, che si terrà al Museo Bilotti (Aranciera di Villa Borghese) dal 16 marzo al 6 maggio 2012. Esponente di spicco negli anni Ottanta del gruppo degli Anacronisti e del Magico Primario, riconosciuto e premiato a livello internazionale - nel 2003 ha vinto il primo premio con tre grandi opere del ciclo Nuove anatomie alla Biennale di Pechino - l’artista emiliano torna ad omaggiare Roma con un’opera originale e grande, sia di dimensione che di significato.
“Arrivato a questo punto felice della mia carriera, dopo le grandi mostre agli Uffizi e al Poldi Pezzoli e i riconoscimenti avuti nel mondo, avvertivo l’urgenza di ringraziare Roma. L’ho finalmente fatto concependo un’ unica grande tavola, un disegno persino esagerato, realizzato interamente a matita su tavole di pioppo. E’ esagerato quanto è esagerata, assoluta, questa città. Per me Roma è la metropoli che più di ogni altra ha attraversato il tempo divorandolo e rigenerandolo, in un susseguirsi di riti pagani o religiosi sempre mantenuti sul filo di un rasoio, affilato.
Esistono oggi metropoli ben più allineate su skyline oceanici o Desert City al petrolio, in competizione tra loro per l’affermazione di un primato. Il primato di Roma non esiste in quanto non c’è partita o meglio manca la competizione in quanto Roma preferisce “guardare” anziché correre! L’ha sempre fatto, dalle origini ad oggi. E’ su questo profilo che nasce ” Omar Roma Amor”, acrostico di 4 lettere che mi coinvolgono sul piano del mio nome, della mia storia con la città e oltre”.
Una “lei che guarda dall’alto” - così la definisce l’artista - è l’omaggio per Roma, una tavola enorme (315 cm. per 400 cm.) raffigurante un soggetto immobile che guarda la Capitale dal Pincio e che racconta idealmente la storia della città eterna e dei suoi personaggi, “da Giulio Cesare a Pasolini - continua Galliani - da Fred Buscaglione a Papa Wojtyla”.
Oltre alla grande tavola, saranno esposti anche 25 disegni preparatori e una selezione di disegni del ciclo “Notturno”. In mostra altre 10 opere di grandi dimensioni che Galliani ha richiamato in Italia per questa occasione dalle città che sono state sedi di sue recenti esposizioni: Seoul, Buenos Aires, Shanghai, Il Cairo, Mosca, Montevideo, New Delhi, Pechino, Hong Kong, Saint Etienne.

Détournement Venise è un progetto giunto alla seconda edizione che prevede la creazione di percorsi en plein air dedicati all’arte contemporanea. Nato da un’idea di Elisabeth Sarah Gluckstein, prenderà il via il prossimo weekend e più precisamente venerdì 28 e sabato 29 maggio. Tre gli scenari che si animeranno: l’Isola della Certosa, i giardini di Palazzo Soranzo Cappello e di Palazzo Gradenigo e l’Università Ca’Foscari.
L’operazione di ribaltamento, di détournement appunto, si realizzerà in primis portando a stretto contatto la storia della città di Venezia ed i linguaggi della contemporaneità. Recupero, rifunzionalizzazione, riqualificazione, lo spazio urbano come spazio di vita e di creatività. Le passeggiate proseguiranno fino a novembre 2010, riportando alla vista luoghi poco conosciutu come calli, anfratti, piazze, passaggi dimenticati. L’isola della Certosa ospiterà installazioni artistiche dedicate ai bambini, giardini e chiostri storici si animeranno con performance di action painting.
Sei generazioni di artisti a confronto, da quelli nati negli anni ‘30 a quelli nati negli anni ‘80. Per conoscere dettagliatamente le biografie dei singoli artisti, vi rimando al sito. L’appuntamento è per veberdì 28 maggio alle 12 con la presentazione all’Isola della Certosa ed alle 17 con il vernissage ufficiale a Palazzo Soranzo Cappello - Palazzo Gradenigo. Sabato 29 alle 11 la performance di Omar Galliani.

Due interpreti dell’arte contemporanea italiana arrivano alla LABA (Libera Accademia di Belle Arti) di Brescia: una doppia personale dedicata a Omar Galliani e Arcangelo, Coniunctio Oppositorum, dal 22 al 29 aprile a cura di Alberto Zanchetta.
Arcangelo e Galliani si sono affermati negli anni ‘80 e per l’occasione alla LABA le loro opere saranno messe a confronto in un rapporto dialettico. Arcangelo esporrà una serie di sculture che ripercorrono un ventennio di fervida attività creativa: una Casa magica in gesso e legno degli inizi dell’80, un’Anfora in terracotta e una Madonna in cera datate agli anni ’90, infine una Nave in bronzo e un Orto in ceramica degli inizi del 2000. Galliani presenterà invece alcune grandi tavole dal ciclo Tutti i Denti di Santa Apollonia, realizzati per la mostra al Museo Diocesano di Venezia tenutasi l’anno scorso in concomitanza con la Biennale, e una serie di 8 disegni a carboncino e bitume su carta foderata su tela, a testimoniare l’attuale ricerca dell’artista.
Oltre alla mostra due gli incontri in programma: con Galliani giovedì 22 aprile alle 11:00, con Arcangelo martedì 11 maggio alle 15:00. Gli incontri sono gratuiti e aperti alla cittadinanza, non saranno quindi i soli studenti a beneficiarne. Quindi un consiglio agli appassionati d’arte del blog: se nella vostra città c’è un’accademia visitate il loro sito e informatevi sulle attività, perchè potrebbero riservarvi delle belle sorprese.
L’arte non si fa solo nei musei e nelle gallerie.
Ancora una mostra a Torino in occasione dell’Ostensione della Sacra Sindone. Il Sepolcro vuoto: un percorso d’arte contemporanea intorno alla Sindone va in scena da sabato 10 aprile a venerdì 23 maggio a Palazzo Barolo di Torino.
55 opere di 33 artisti che ripercorrono episodi della vita, della morte e della risurrezione del Cristo, attraverso i linguaggi dell’arte contemporanea. Sergio Agosti, Michele Baretta, Ermanno Barovero, Anna Borgarelli, Sergio Cappellini, Antonio Carena, Neri Ceccarelli, Enrico Colombotto Rosso, Willy Darko, Davide De Agostini, Roberto Di Pasquale, Carlo D’Oria, Omar Galliani, Gabriele Garbolino Ru, Titti Garelli, Mario Giammarinaro, Piero Gilardi, Francesco Gonin, Alexander Kossuth, Piero Lerda, Nene Martelli, Ottavio Mazzonis, Carlo Rivetti, Vito Russo, Mario Schifano, Federico Severino, Luigi Stoisa, Francesco Tabusso, Gianni Maria Tessari, Sergio Unia, Alessandro Verdi, Huang Yang, Maya Zignone.
Un allestimento curato da Giovanni Cordero ma reso possibile grazie all’appello del Papa, che nei mesi scorsi a chiamato a raccolta gli artisti più devoti, invitandoli a offrire generosamente alcune loro opere alla Chiesa. Il Vaticano rinnova così il suo millenario rapporto con le arti (da diversi decenni in stand-by), nel tentativo di affascinare anche attraverso il contemporaneo, i pellegrini che da molte parti d’Italia e d’Europa giungeranno a Torino.

Per celebrare trent’anni di intensa attività di Omar Galliani, la città di Lucca dal 13 agosto apre ‘Omar Galliani. Dalle stanze dei miei disegni’. In mostra al Museo Nazionale di palazzo Guinigi e a Villa Bottini cinque grandi opere/installazioni e la serie dei Taccuini di viaggio.
L’inaugurazione della mostra curata da Alessandro Romanini è prevista per mercoledì 12 agosto alle 17,30 . Un allestimento che mira a valorizzare a pieno l’opera dell’artista emiliano. A Villa Bottini sarà infatti presente una grande opera per ognuno dei piani nobili. A Palazzo Guinigi trenta grandi disegni e i cahiers de voyage. Una testimonianza verbovisuale, impressioni, ricordi raccolti durante pellegrinaggi da est a ovest, dal Messico all’Africa, alla Cina.
“Lucca - ha affermato Omar Galliani -, così ricca di tradizione artistica e di tesori architettonici e allo stesso tempo aperta alle più innovative suggestioni culturali contemporanee internazionali, protetta e silenziosa ma anche meta di un turismo culturale raffinato e cosmopolita, mi è sembrata il luogo ideale per fare il punto sulla mia lunga e complessa ricerca estetica”.
Parallelamente alla Biennale, sono stati programmati diversi eventi. Tra i tanti mi sembra particolare quello allestito nel Chiostro di Sant’Apollonia, sede del Museo Diocesano di Venezia, intitolato “Santa Apollonia, Omar Galliani e qualche dente di Andy Warhol”. Dal 4 giugno al 15 agosto sarà possibile vedere questa strana storia che vede coinvolti la vergine santa protettrice dal mal di denti e patrona dei dentisti, e i lavori dei due artisti dedicati a lei.
La storia dai contorni macabri della martire Sant’Apollonia, ha attirato l’attenzione e colpito l’immaginazione di molti nel corso degli anni. Anche quella di Andy Warhol, che nel 1984 realizzò una serie di opere su carta interamente dedicate alla santa. Inedite e presentate nella mostra, le opere la raffigurano con in mano le tenaglie, simbolo del martirio e quindi, di riflesso, l’ossessione verso i denti, le simbologie legate ad essi, il morso, il sapore, la fisiognomica del volto.
Omar Galliani da tempo si confronta con la raffigurazione contemporanea dei santi, e dato che sta portando avanti una sua precisa ricerca sugli elementi costitutivi del corpo umano, i denti, in questa sua ricerca, occupano uno spazio speciale. Quasi naturale quindi il passaggio a Sant’Apollonia. Per la mostra ha creato 7 lavori di grande formato in cui offre una visione personale del martirio della santa: piogge di denti, denti sospesi nel cielo, il dente visto come elemento mistico, inquietante, stellare o anche più dichiaratamente sessuale accostato al viso angelico di Sant’Apollonia.
Di seguito breve storia del martirio della patrona dei dentisti.
Sant’Apollonia Omar Galliani e qualche dente di Andy Warhol - Chiostro di Sant’Apollonia di Venezia



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