
Pubblico con grandissimo piacere questa intervista e celebro una vittoria della libertà di espressione (artistica e politica) in Italia.
Questa storia inizia nel 2007, anno in cui scoppiò lo scandalo di pedofilia nella chiesa che probabilmente molti di voi ricorderanno. Gli artisti di Molleindustria realizzarono al tempo l’”Operazione Pedopriest”, un videogame che venne rimosso sotto la pressione politica, in prima linea il capogruppo della camera dell’UdC Luca Volonté. Les Liens Invisibles decisero di intervenire in sostegno di Molleindustria con operazione “Libertè Egalitè Volontè: The Blasphemous Art Riot”, ospitata sul sito www.lucavolonte.eu contenente un clone del gioco rimosso e i link al sito ufficiale del deputato, con l’idea di sfruttare i meccanismi di ranking di google per - uso le loro parole - “oscurare almeno simbolicamente” il censore.
Il sito non solo viene immediatamente rimosso, ma parte contro il gruppo una denuncia per diffamazione che arriverà a chiedere un risarcimento di 300.000 euro. Recentemente il tribunale di Pisa ha emesso una sentenza in favore de Les Liens Invisible, facendo prevalere l’articolo 21, la liberà di espressione e di satira e sancendo in questo modo per la prima volta che tali diritti valgono anche per il mezzo web.
Vi lascio alle loro parole per saperne di più su una battaglia che ha un significato profondo non solo per artisti/artivisti/attivisti, ma per tutti noi. Grazie a di tutti quelli che, ogni tanto, decidono rischiare e che mi danno la possibilità di scrivere articoli come questo.