
E’ on line da pochi giorni un sito che apre gli occhi su un pezzo di storia dell’arte e di storia tout court. Il sito è “entartetekunst.geschkult.fu-berlin.de“, e raccoglie per la prima volta le opere d’arte che il nazismo fece scomparire nel nulla. Più di 21.000, tra quadri e sculture, e tra queste opere 10.000 non sono mai tornate alla luce. Altre, trafugate, sono giunte, non si sa come, molto lontane.
Il quadro qui sopra, ad esempio, è stato realizzato da Chagall tra il 1911 e il 1912, e dalla Germania è finito addirittura al Museum of Art di Philadelphia. Ma altre opere non sono state così fortunate. Sul sito ci sono anche dei quadri mai più venuti alla luce: e tra questi ci sono opere, tra gli altri, di Giorgio De Chirico.
Nella sezione “desiderate”, inoltre, ci sono opere di cui non si conosce nulla: né autore, né titolo dell’opera, né tanto meno da dove siano state sottratte. E il fatto è che i legittimi proprietari non potranno mai più avere indietro le loro opere, in quanto è ancora in vigore una legge del 1938 che prevede la sottrazione “senza risarcimento” delle opere.
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E’ scontro tra Italia e Usa per la statua che vedete qui sopra: si tratta del “Victorious Youth” (Giovane Vittorioso) o “Getty Bronze”, come viene definito in America, dove attualmente è conservato. Ma ora, Lorena Mussoni, gip di Pesaro, ha disposto la confisca dell’opera, realizzata dallo scultore greco Lisippo.
La statua era stata trovata da un pescatore al largo di Fano (PU), e si presume che facesse parte di un carico trasportato da una nave dalle coste greche a quelle italiane. La statua è diventata di proprietà del Getty Museum di Los Angeles, ma ora l’Italia la riclama a gran voce. Mi sa che è troppo presto per sapere come andrà a finire…