
Un grande appuntamento tra arte e suono saluta l’arrivo della primavera al Parco Archeologico di San Vincenzino di Cecina (Villa Guerrazzi), in provincia di Livorno. Metasound va in scena sabato 20 e domenica 21 Marzo (h 16:00 – 20:00) con installazioni audio, video proiezioni e incontri che offriranno numerosi spunti di dibattito.
Almeno tre le generazioni di autori a confronto, tra studiosi, artisti e musicisti, scelti per la loro esperienza di sperimentazione nell’ambito dell’intermedialità. Massimo Bartolini, Die Schachtel, InFlux, Christina Kubisch, Sandra Lischi, Francisco Lopez, Fabrizio Modonese Palumbo, Otolab, Pietro Riparbelli/K 11, Tommaso Tozzi, Giacomo Verde. Esperienze di confine, radicali e radicate, che rispondono a nuove urgenze e vecchi impeti creativi.
Metasound, curata da Sandro Gronchi si arricchisce poi con Incontemporanea - Incontri di Arte Contemporanea, (sabato 20 Marzo dalle 16), una rassegna presentata da Vittore Baroni, che ripercorre la nascita dell’archivio E.O.N. di Viareggio, dell’etichetta multimediale Trax (1981-1987) e del progetto Bau. Nell’occasione verrà presentata la ristampa di Trax 0983 Anthems, leggendario album di inni nazionali alternativi.

Al via a Gorizia sul border italo-sloveno tra pochi giorni la nuova edizione di Pixxelmusic Festival, a cui si affianca la decima edizione della mostra Pixxelpoint. Pixxelmusic è un festival d’arte digitale e musica elettronica che si svolgerà il 4, 5 e 11 dicembre tra Gorizia / Nova Gorica.
Un evento transfrontaliero che viaggia sul confine tra le discipline, con un occhio di riguardo a tutto ciò che è sperimentale. Live media floor, performances audiovisive, incontri con gli artisti ed interventi di teorici dei nuovi media. Parallelamente si svolgerà Pixxelpoint, un evento dedicato alla New Media Art, dal 4 all’11 dicembre alla Mestna Galerija di Nova Gorica.
La conferenza stampa di presentazione è prevista per giovedì 26 novembre 2009 alle ore 11
Stazione Transalpina di Gorizia / Nova Gorica. Il 4 dicembre alle 22 al Mostovna aprirranno le danze gli Otolab, pionieri delle interazioni tra suono ed immagine digitale, con la performance LCM - Les champs magnétiques, che ha vinto il Premio Celeste 2009 a Settembre a Berlino.
Ne abbiamo parlato proprio oggi, pertanto credo sia giusto, visto che la rete lo permette, guardare insieme questo video di Otolab. Hemline è un’audiovisual performance nata nel 2004, che ben rappresenta le modalità operative del gruppo.
La texture sonora parte da un progetto audio open source che utilizza suoni in parte sintetici e in parte ripresi dalla vita reale. Suoni comunque filtrati e manipolati, selezionati per infondere al lavoro una traccia del ritmo della quotidianeità. A livello visivo c’è una grossa ricerca di software engineering che ci consegna un lavoro estremamente complesso e delicato, unico direi. La traccia video è composta da due strumenti che si fondono in unico oggetto visivo.
Il software serve a manipolare, far muovere e danzare alcune delle forme vettoriali bidimensionali che vengono passate dentro al mixer video. Questo riceve il segnale e lo trasforma, tramite procedimenti di feedback, in strutture tridimensionali. Il risultato è sorprendente, sotto ai nostri occhi si generano paesaggi lunari ed ambientazioni appartenenti ad altre realtà. Un viaggio polisensoriale che trascorre in una dimensione in bilico tra il controllo, la modulazione delle emozioni e la libertà che prendono le forme, il consistente automatismo dell’interiorità.

Va in scena da oggi e fino al 25 luglio alla Traffic Gallery di Bergamo Giardini Neri. Un percorso che documenta e fa rivivere l’ultimo progetto di live performance audiovisiva di Otolab. Per chi non lo conosce, Otolab è un gruppo di architetti musicisti, dj, vj, videoartisti, videomaker, web designer, grafici e architetti di base a Milano.
Dal 2001 Otolab produce progetti di altà qualità e costituisce una punta di diamante per l’Italia all’interno della scena della performance audiovisiva a livello mondiale. Un successo che si basa sul costante lavoro di laboratorio, seminario e liveset. La logica che sostiene il gruppo è quella del confronto, dell’in-disciplinarietà, dell’open source, della libera circolazione dei saperi e della sperimentazione.
Giardini neri si basa sul concetto di “giardino come visione dell’anima e procede attraverso uno storyboard non lineare. Immagini e suoni sono mixati durante la live performance per ricreare una onirica esperienza sinestetica in un giardino notturno”. A Bergamo, nella versione “gallery”, sarà presente una videoinstallazione e 23 stampe in alluminio.