
Per chi sta al Nord, la Svizzera non è poi così lontana e per una mostra come questa potrebbe valer la pena muoversi. Si è inaugurata proprio ieri e sarà visitabile fino al 26 settembre 2010 Klee incontra Picasso, un percorso alla scoperta di due mostri sacri dell’arte moderna e contemporanea.
La location per questo incontro/scontro, tra divergenze, somiglianze e legami intrecciati fino ad oggi poco conosciuti, è lo Zentrum Paul Klee di Berna. Un confronto quindi, tra due universi artistici a volte agli antipodi. Per Klee, una visione del Mediterraneo e del mondo, romantica e spirituale, intrisa di poesia e ironia. Per Picasso, la realtà si costruisce a partire dal conflitto e la pittura è spesso la resa drammatica di un portato interiore, pieno di sensualità e pathos.
Parlando invece delle affinità, dobbiamo sottolineare la natura innovatrice e sperimentale del lavoro di entrambi. Picasso era un fenomeno naturale ed anche Klee fu profondamente colpito dalla sua poetica, ma non si limitò a soccombere alla sua influenza. Molto probabilmente i due si incontrarono personalmente nel 1933 nello studio di Picasso a Parigi e nel 1937 a casa di Paul Klee a Berna.
Proprio qui, a 70 anni di distanza, i due tornano ad incrociarsi. Oltre 180 opere provenienti da collezioni pubbliche e private ci mostrano come questi due artisti si siano amati, rispettati e forse anche odiati.

I grandi artisti, si sa, continuano a far parlare di loro anche da morti. Così in questi giorni si fa strada in Spagna l’ipotesi che Pablo Picasso, attivista e militante comunista della sinistra anti-franchista, autore del monumento contro la barbarie di Guernica, sia stato in un’occasione tentato dal Generalissimo, per organizzare una retrospettiva dei suoi lavori a Madrid.
Correva l’anno 1956 e molte pressioni da parte del partito ostacolarono il progetto. La notizia ci giunge dallo storico britannico John Richardson che ha appena dato alle stampe il quarto volume della biografia del pittore di Malaga.
Le implicazioni di questa rivelazione vanno oltre l’ambito strettamente politico. Da una parte Picasso sentiva una grande nostalgia per la sua terra e cercava di far passare un’immagine diversa di se stesso, considerato che il regime lo aveva più volte tacciato come traditore. Dall’altra molti amanti della sua arte hanno tirato un respiro di sollievo, pensando che se Pablo avesse ceduto alle lusinghe di Franco, arebbe forse perso parte della sua libertà espressiva.
Furto clamoroso nella notte al Museo nazionale di arte moderna di Parigi. Sembra che un solo uomo sia penetrato nel palazzo (almeno secondo le telecamere) portandosi via capolavori d’arte per un valore di 500 milioni di euro.
I dipinti sono: L’olivier près de l’Estaque di Georges Braque; Nature morte aux chandeliers di Fernand Lèger; La Pastorale di Matisse; La donna con il ventaglio di Modigliani e Il piccione a pois di Picasso.
Via | Repubblica

Una grande mostra al Philadelphia Museum of Art, Picasso e l’Avant-Garde a Parigi (dal 24 febbraio), getta maggiore luce sul ruolo di pioniere che l’artista spagnolo ha giocato nello sviluppo del cubismo e il suo dialogo con il surrealismo e altri movimenti artistici importanti negli anni 1920 e 1930.
Se forse non possiamo parlare di una vera e proprio scuola di suoi seguaci, sappiamo che in settant’anni di intensissima carriera Picasso ha davvero lasciato il segno. L’appuntamento di Philadelphia traccia un percorso fatto di 200 dipinti, disegni e sculture di Picasso, Georges Braque, Juan Gris, Fernand Léger, Joan Miró, la cosidettà ’scuola di Parigi’.
L’arrivo nella capitale francese è del 1904 (a 23 anni), po il il vivace scambio con georges Braque tra il 1910 e il 1913, con cui avrebbe costruito un vocabolario condiviso e una tavolozza dei colori ridotta del beige, ocra, bianco e grigio. Una sezione della mostra intitolata Americani a Parigi tratta degli espatriati tra cui Max Weber, Charles Demuth, e Carles Arthur Beecher.

Vi vogliamo segnalare un libro, questa settimana, che costituisce una piccola guida sia per esperti che per colroo che non sono mai riusciti a capire, e quindi apprezzare a pieno, un’opera d’arte: “Guardare un quadro” di Mary Acton (Einaudi, pagg. 272, 28 euro) è una sorta di guida all’osservazione e alla comprensione di un quadro, un viaggio nella pittura dell’Occidente alla scoperta delle tecniche e agli stili di alcuni, importanti, artisti.
Attraverso l’analisi di singole opere, l’autrice, storica dell’arte inglese, fa inoltrare il lettore nella testa dell’autore di un quadro, facendogli notare i colori, la composizione, i toni, la gestione dello spazio: insomma, le mille possibilità di agire davanti alle quali il pittore si è trovato prima di prendere in mano il pennello.
E gli autori presi in considerazione (e sempre inquadrati storicamente) vanno da Piero della Francesca a Caravaggio, da Rembrandt a Botticelli, da Picasso a Rothko, a Matisse… un libro che non solo insegna a guardare con più attenzione un quadro, ma ci pone davanti alla storia degli stili e delle idee occidentali.
Continua a leggere: Un libro a settimana: "Guardare un quadro" di Mary Acton
Il 2 febbraio Christie’s sferrerà un altro colpo a Sotheby’s nella storica battaglia tra due delle più famose case d’asta. Quel giorno, infatti, verranno messe all’incanto opere di Matisse e Picasso sulle quali il mondo dell’arte a pagamento nutre molta aspettativa. Tra le opere più attese figurano sicuramente “Homme assis sur une chaise” e “Tete de femme” di Pablo Picasso, così come “Nu aux jambes croisées” di Henri Matisse, stimato tra i 2.5 e i 4 milioni di sterline.
Ma a fare la parte del leone saranno “Gitane” di Kees van Dongen (5.5 - 7.5 milioni di sterline) ed “Espagnole” di Natalia Goncharova (4 - 6 milioni di sterline). Insomma, la rivincita dei meno noti al grande pubblico, si direbbe; ma aspettiamo a vedere la risposte di Sotheby’s…
Picasso e Matisse all’asta da Christie’s
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“Goya e il mondo moderno“, in mostra a palazzo Reale di Milano dal 17 marzo al 27 giugno, è un tributo al pittore aragonese e una grande celebrazione della sua influenza sull’arte contemporanea. Con oltre 180 opere, Valeriano Bozal e Concepción Lomba, i curatori dell’esposizione, intendono porre in relazione i temi più sentiti da Goya (la nuova società, la soggettività, la violenza) con artisti altrettanto importanti degli ultimi due secoli.
La mostra è organizzata in tre filoni tematici: la nuova società, le reazioni a tale società e la rappresentazione della violenza. Le opere di Goya saranno affiancate da quadri di Delacroix, Klee, Pollock, Giacometti, Picasso, rendendo il confronto tra gli artisti il più diretto possibile. Tra le opere di Goya più famose, spicca il famoso “Autoritratto”, ma anche il ritratto di Asensio Julià e di re Carlo IV.
La mostra è di carattere veramente internazionale, per numero di opere ed enti coinvolti nel prestito delle opere. Una bel modo per approfondire la figura di Goya indagando la contemporaneità dei suoi insegnamenti.
Continua a leggere: A Palazzo Reale di Milano, Goya e il mondo moderno
Vi sarà capitato qualche volta in un museo di accostarvi così vicino a un quadro da poterlo toccare. Capita in quei posti dove non c’è un perimetro di protezione intorno alle opere. La mancanza di questa precauzione però è costata cara per L’Attore, un quadro del grande Pablo Picasso presente nella collezione permanente del Metropolitan Museum of New York.
Lo scorso venerdì pomeriggio una donna facente parte di un gruppo in visita guidata al Mem accidentalmente ha perso l’equilibrio ed è caduta addosso a L’Attore, strappando la tela di diversi centimetri all’ angolo in basso a destra. Adesso il quadro che raffigura un acrobata del circo, uno dei più famosi appartenenti al ‘Periodo Rosa’ dell’artista, è stato portato nel centro di conservazione del museo.
Per fortuna che il danno non si è verificato nel punto focale della composizione e la riparazione, che si svolgerà nelle prossime settimane, cancellerà i segni della rottura della tela. Di sicuro il quadro dovrebbe essere pronto per il 27 aprile, data dell’inaugurazione della grande retrospettiva ‘Picasso al Metropolitan Museum of Art’ che presenta qualcosa come 250 opere dell’artista.
Continua a leggere: New York: signora cade su quadro di Picasso

Mi piace parlare spesso di stencil art perché è una delle tecniche che si sta maggiormente evolvendo a livello di contenuti e stili. Quando ho visto il pezzo nella foto qui sopra sono rimasto subito piacevolmente colpito. Questo è quello che mi aspetto da uno stencil. Un pezzo che ti colpisce subito, semplice e diretto, e suscita magari un sorriso interiore, un sospiro di sollievo che alleggerisce l’anima in una giornata metropolitana. Così è stato per questo Picasso accovacciato intento a taggare. Ti dice subito tutto e ti lascia in testa con una serie di pensieri sinceri su cosa avrebbe fatto Pablo se fosse vissuto… una birra ai piedi del pittore è ulteriore elemento di cortocircuitazione.
L’autore si fa chiamare Señor X e da qualche anno a questa parte arrichisce con la sua arte il perimetro urbano di molte città spagnole. “Una regola che seguo è quella di non danneggiare nessuno con quello che faccio. Cerco facciate delle case in rovina o pareti in abbandono. Naturalmente devo anche prendere in considerazione la visibilità della zona. In tanti anni però nessuno si è mai lamentato e ho sempre ricevuto complimenti”.
Uno stencil deve rompere la monotonia del cemento, l’incedere sempre uguale dell’edilizia fallimentare, priva di una qualsivoglia identità. Questo è quello fanno i pezzi di Sr.X, che hanno sempre una tensione verso la comunicazione e un timbro ironico e sottile. Sono meravigliosi gli stencil della serie ‘Coloquios Historicos‘.

A cura della Galleria Valentina Moncada in collaborazione con l’Associazione Internazionale di Via Margutta, il MACRO (Msueo d’Arte Contemporanea di Roma) e con il Patrocinio del Comune di Roma, si apre lunedì 26 ottobre la personale di Luigi Ontani “Tableau Vivant – Via Margutta XXI Secolo”.
Lo studio del maestro si trova in Via Margutta e questa mostra è un omaggio alla celebre strada, rievocando i “tableaux vivants” dei Carnevali romani di fine Ottocento in cui, in un grottesco ed eterogeneo danzare e sfilare, gli artisti animavano i saloni del Circolo Artistico Internazionale la notte del martedì grasso.
Ontani realizzerà una serie di maschere-sculture che raffigurano famosi artisti, frequentatori abituali di Via Margutta. Ed ecco chi ha deciso di rappresentare: Nicolas Poussin, Luigi Valadier, Antonio Mancini, Filippo de Pisis, Gino Severini, Nino Franchina, Pablo Picasso, Peter Van Lear, Mariano Fortuny, Nino Costa, Episcopo Lipinsky, Federico Fellini, Sibilla Aleramo, Giulio Aristide Sartorio e Giulio Turcato.
[Foto in alto. Luigi Ontani: bozzetto preparatorio per la maschera di Federico Fellini]
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