
Inaugura il prossimo venerdì 19 marzo presso la Galleria Luigi Proietti di Roma una grande retrospettiva su Paola Epifani, in arte Rabarama, artista nata a Roma nel 1969. Un centinaio le opere in mostra, tra scultura e pittura, in un allestimento che tenta di avviare una riflessione sulla sua complessa e sfaccetata produzione.
Trasferitasi a Padova, Rabarama ha subito proiettato la propria ricerca su scala internazionale, dal Messico agli Stati Uniti, dalla Francia alla Cina. Pur avendo cominciato seguendo un impulso non figurativo, che l’ha avvicinata, in certi esiti, all’opera del grande Lorenzo Viani, Rabarama ha pian piano siluppato una propria poetica simbolico-realista.
Col passare del tempo, l’armonia plastica è divenuta centrale nelle sue composizioni scultoree, in cui prendono sostanza esseri di forma umanoide, creature nel bozzolo o semplicemente semi di uomini che saranno.

Inaugura oggi alle 19 all’Ortobotanix Gallery di via Cà Moro 121 a Cittadella (Padova) la personale di Elena Rapa, pittrice e disegnatrice ferrarese di base a Pesaro classe 1978. Il suo lavoro l’ha condotta spesso nel mondo dell’illustrazione per bambini, da cui ha mutuato idee e forme. Il risultato che ne è venuto fuori in questa Teste di rapa è un mondo fiabesco e crudele, popolato di bambini-vampiro persi nei loro gozzovigli. Un mondo popolato da esseri uniti in doppio legame con l’elemento naturale.
Hanno collaborato con Elena Rapa alle illustrazioni, ai murales e agli skateboard per questa mostra Erika Preli, Laura Giardino, Massimo Gurnari e Simone El Rana. L’inaugurazione all’Ortobotanix (all’interno dell’ Ale’s Surf Shop) sarà allietata dalle selezioni del trio al femminile Donna’s DJ di Vicenza.
Ecco come si presenta il lavoro di Elena Rapa nelle parole del curatore dello spazio Ortobotanix Manuel Pablo Pace “...ebbi la fortuna che il fato incrociasse le nostre strade, e conobbi un folletto, un folletto di nome Rapa. Probabilmente è lì che è nata, sottoterra, un vero e proprio tubercolo sempre intento a conversare con chi trova nell’aldilà ma anche all’aldiqua. Presenze silenziose, accasciate chiedono che le sia prestato il massimo ascolto; velleità ascendentali bisognose di raccontarsi e di emergere da tutto quel buio. Incubi e favole, miele e sterco, in una sorta di trip da paese delle meraviglie. Sinergico abbinamento tra pubertà e prematura maturità, reali processi autarchici destinati ad esplodere in pennellate e disegni. Generosa, rigurgita fiabe allucinate regalandoci continuamente l’eterna giovinezza. Benvenuti nel fantastico mondo di Elena Rapa”.

Torna a Padova la rassegna dedicata alla fotografia, Padova Aprile Fotografia con eventi a partire dal 4 aprile. Giunta alla quarta edizione, la manifestazione ha come tema le “forme dell’identità”: umana, sociale, culturale.
Tre le mostre temporanee: una dedicata ai ritratti di Douglas Kirkland, che strizza l’occhi al mondo del cinema e delle celebrities. Ritratti patinati, la cui identità è controllata dall’appartenenza del mondo dello spettacolo, ma di cui Kirkland cogliere smorfie e gesti inusuali.
Completamente diversa l’atmosfera per The Oxford Project di Peter Feldstein, che descrive l’identità di una cittadina americana attraverso i suoi abitanti fotografati prima nel 1984 e successivamente nel 2004. Volti suburbani, vita reale, nessun riflettore.
Infine, 10 fotografi d’oro, la mostra dedicata alla fotografia italiana i cui nomi, seppur di qualità non sembrano aggiungere nulla a ciò che si era visto l’anno precedente: Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Luca Campigotto, Giovanni Chiaramonte, Mario Cresci, Mario De Biasi, Franco Fontana, Guido Guidi, Mimmo Jodice, Fulvio Roiter, Marco Zanta. A me sarebbe piaciuto un po’ di rischio nel proporre qualche nuovo nome.
Una rassegna che non stupisce, ma consente di conoscere a poco a poco la storia della fotografia contemporanea.
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La Galleria Fioretto di Padova dedica una personale interessante all’artista Grazia Varisco. Figura storica della scena artistica milanese negli anni Sessanta, fu una dei componenti del Gruppo T e di quella tendenza artistica che il genio di Bruno Munari definì Arte Programmata.
La poetica attorno alla quale ruota il lavoro dell’artista vede il movimento come parte integrante dell’opera d’arte: questo può essere reale – ottenuto tramite congegni meccanici – o illusorio, basato solo su effetti ottici e percettivi.
In mostra sono esposte le opere più recenti dell’artista, definite Quadri Comunicanti, riflessioni a metà tra scultura e pittura sul concetto di consequenzialità, tempo ed equilibrio. La Varisco è un’artista da conoscere poiché le riflessioni a cui ha dato vita attraverso la sua arte hanno aperto la strada a uno dei temi più importanti della contemporaneità, quello dell’interattività.
Fino al 21 marzo in Riviera A. Mussato, 89/a, Padova.
L’arte programmata di Grazia Varisco



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Blue & Joy, i due “eroi dello scoraggiamento” nati dalla fantasia di Fabio La Fauci e Daniele Sigalot, approdano (tra i mesi di settembre e dicembre, dopo il salto le date esatte) a Padova, Lugano e Milano per tre eventi durante i quali saranno esposti 100 nuovi lavori, 38 dei quali a Padova, presso lo Spazio Tindaci.
I due personaggi nascono nel 2005 con caratteristiche ben precise: Blue, con una lacrima sempre sul punto di scivolargli da un occhio e il cuore spezzato in due, è in realtà amato da tutti ed è dunque il pupazzo più felice del mondo, mentre Joy, apparentemente il ritratto della felicità grazie al sorriso stampato in faccia, è sempre triste. Questa contraddizione li completa a vicenda e fa vivere loro tante (dis)avventure, anche grazie alla presenza di altri pupazzi amici.
Il loro mondo, fatto di emozioni e forme tanto elementari quanto precise, incontra nell’ambito delle tre mostre anche opere e maestri del passato: Lucio Fontana, la Merda d’artista di Piero Manzoni, l’Urlo di Munch, le Quattro stagioni di Alphonse Mucha ma anche la figura del Piccolo Principe.
Blue e Joy (Alcune delle opere a Padova)



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Kenny Random è uno street artist, il suo marchio sono personaggi un po’ allampanati e dallo sguardo un po’ vacuo, disegnati con tratto preciso ed essenziale. Di solito affollano i muri della città di Padova ma fino al 20 agosto hanno trovato dimora anche presso lo Spazio Tindaci, sempre a Padova, nella mostra “Somewhere anywhere everywhere”.
L’evento nasce dalla collaborazione tra la galleria, l’artista e Samsonite Blacklabel, che lancia così la sua nuova linea Trunk. Il tema della mostra, manco a dirlo, è quello del viaggio, inteso in senso materiale o anche figurato, attraverso il colore, le forme e la materia.
Come si legge nel comunicato stampa, “l’ esposizione comprende tele, disegni, stencil e installazioni molto particolari, alcune delle quali eseguite adoperando o come supporto o come soggetto proprio la linea Trunk”.
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La città di Padova rende omaggio ad uno degli artisti più anticonformisti del ‘900: Antonio Bueno. E’ una mostra personale al Museo al Santo fino al 3 settembre e mi piacerebbe proprio vederla dal vivo. In primis perchè è una panoramica del periodo pittorico di Bueno, scomparso nel 1984, che alle opere affianca il fitto carteggio con grandi maestri del dopoguerra come De Chirico e Sciltian, e poi ci sono i reperti che definiscono la sua biografia: pubblicazioni, fotografie e oggetti personali.
Bueno era di origine spagnola e la sua carriera artistica è fiorita Parigi verso la fine degli anni ‘30, per poi evolversi con i “Pittori moderni della realtà” e in seguito nell’estetica metafisica degli oggetti. Per dipingere si ispirava al passato, soprattutto nelle tecniche e nei materiali, con cui però si lanciava nella sperimentazione più pura. In seguito ha passato varie fasi, come per esempio l’ “arte tecnologica”, e lambito la pop art, ma la sua peculiarità è indubbiamente il mirabile lavoro dedicato ai d’après lungo tutta la sua carriera, a partire dal pittore che lui amava di più: Ingres.
In ogni caso, diciamo che il curatore della mostra è già una garanzia, quel personaggio in tutti i sensi che è Philippe Daverio, a proposito, avete visto che bella la scorsa puntata di PassepArtout?
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Inaugura sabato 31 maggio la doppia mostra su Dearraindrop e Devin and Ian Flynn alla Perugi artecontemporanea di Padova.
Il primo è un gruppo americano composto da Laura Grant, Billy Grant e Joe Grillo che proviene dal mondo delle fanzine di fumetti. I lavori che realizzano rispecchiano le camere dei tipici adolescenti, fatte di caos, colore, creatività involontaria. Titolo della mostra “Scared Straight”.
La seconda esposizione “Drawings and Animations”, è dedicata ai fratelli Flynn, alla loro prima europea. Ian è un disegnatore mentre Devin si occupa di animazioni televisive, così trasgressive, da essere vietate ai minori.
Le mostre proseguono fino al 20 settembre.
Scared Straight di Dearraindrop - Drawings and Animations di Devin e Ian Flynn - Perugi artecontemporanea - Padova


Inaugurazione sabato 15 marzo alla Perugi artecontemporanea di Padova della mostra “Women and Children” del gruppo canadese The Royal Art Lodge (Michael Dumontier, Marcel Dzama e Neil Farber).
Si tratta di 200 quadri grandi pochi centimetri, dove in stile vecchi fumetti e illustrazioni si può rintracciare il tema del divagare sognante e malinconico che gira e rigira, come un mal di testa, intorno ai due differenti tipi umani dichiarati dal titolo, cioè donne e bambini. Processi mentali, paure e fobie che occupano la scene delle piccole tele circondate da apparizione oniriche.
L’esposizione, curata da Guido Bartorelli, chiude il 20 maggio.
Women and Children - The Royal Art Lodge - Perugi artecontemporanea



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Il suo nome è buffo, la sua arte apparentemente. Sotto il disegno da cartone animato, si nasconde un’anima pulp-splatter dove i personaggi perdono arti e testa e il cervallo straborda dal cranio. Benvenuti nel mondo di Laurina Paperina, artista trentina il cui mondo creativo si ispira ad internet, Mtv, Simpson e South Park, alla cultura street e skate e ancora di più ai supereroi.
Su Pinkblog l’hanno intervistata. E si scopre così che la matrice funerea è sempre più presente nei suoi lavori, secondo uno stile macabro in crescita nella giovane arte.
La galleria Perugi Artecontemporanea ha concluso da poco la sua seconda personale, è uscito il suo primo libro e a breve due esposizioni a Vienna e Parigi.
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