
Robert Fulton si aggiudicato il premio di 10mila sterline della quinta edizione di Take a View come Landascape Photographer of the Year. Fulton si considera un “serio fotografo amatoriale” che ha come principale interesse i paesaggi: “probabilmente quello che so fare meglio è catturare scene alle prime luci dell’alba, quando prevalgono condizioni meteorologiche transitorie. La mia teoria è che se hai una particolare empatia con il soggetto questo sarà visibile nel tuo lavoro, e vale per qualsiasi genere di fotografia a cui uno sceglie di dedicarsi”. La serie di fotografie per la quale è stato selezionato ritrae i paesaggi invernali dello Stirlingshire, ricoperti di ghiaccio e neve.
Oltre cento dei migliori scatti saranno esposti in una mostra gratuita al National Theatre di Londra dal 5 dicembre. Sono foto di straordinaria intensità, che rivelano quanto Fulton sia sensibile alle lunghe prospettive e alle improvvise rivelzioni di colore, ora tenui ora brillanti, determinate dalle brevi variazioni ambientali e meteorologiche. Per coglierle occorre attenderle e prevederle con estrema attenzione, e bisogna avere un buon occhio. Non proprio le attitudini di un fotografo amatoriale come, forse per modestia, si definisce Fulton.

“O tu cui lenta abbraccia la collina accaldata,
casa persa nel verde, esile volto e bianco,
solo tu durerai, muto, eroico pianto,
non resterai che tu, e la luce assonnata”.
Giorgio Bassani, Per un quadro di Morandi
Giorgio Morandi, conosciuto soprattutto per le sue nature morte, fu anche un esimio paesaggista. La Fondazione Ferrero di Alba apre così i battenti ad un allestimento che celebra un aspetto meno conosciuto del pittore bolognese. Giorgio Morandi, quello del paesaggio, sarà visitabile dal 16 ottobre 2010 al 16 gennaio 2011. Un allestimento curato da Maria Cristina Bandera, autrice del saggio E dire che i paesaggi li amavo di più, dedicato a questa parte della poetica di Morandi e scaricabile qui.
Una produzione limitata e riservata quella dei paesaggi, che Morandi dedicava agli amici ed ai collezionisti, come Cesare Brandi, Cesare Gnudi, Roberto Longhi, Luigi Magnani, Carlo Ludovico Ragghianti e Lamberto Vita. Settanta le opere in mostra, soprattutto dipinti ed alcuni acquarelli.
Si parte con alcuni olii degli anni ‘10, dove si percepisce l’influenza di Cézanne e pian piano emerge la lezione di Piero della Francesca. Una produzione che si intensifica negli anni ‘30, quando il pittore vive isolato sull’Appennino, a Grizzana, tra Bologna e Prato e si evolve negli anni ‘50, con la serie de I Cortili di Via Fondazza. Tornato nel cuore di Bologna, vicino Porta Maggiore, Morandi dipinge quasi per sottrazione, lasciando che nella sua tela, paesaggio urbano e natura morta vengano quasi a collimare, testimoni di una medesima inquietudine.
Infine, aggiungo una nota interessante. Nel catalogo della mostra, tra gli altri, è presente un testo del regista turco-italiano Ferzan Ozpetek.

Nel corso di un incontro dal titolo L’Economia dei Beni Culturali per lo Sviluppo delle Città Metropolitane, che si è svolto ieri a Firenze, il presidente di Confindustria Giovanni Gentile ha parlato del progetto di una Biennale dell’arte e del paesaggio a Firenze. La prima edizione prenderà il via già a partire dal novembre 2010, organizzata proprio da Confindustria, che crede nelle possibilità di Firenze di divenire un ”laboratorio nazionale in questo tipo di economia”.
L’evento sarà presentato ufficialmente nel prossimo febbraio. Dall’intervento di Gentile è emersa la volontà di “farne un evento permanente per la città“, perché, dice, per Firenze ”i beni culturali non dovrebbero essere da meno dellla green economy”. Rincara la dose l’Assessore alla Cultura del Comune di Firenze che il paragone va fatto con “l’industria della difesa americana, un settore in cui il pubblico ha investito importanti risorse, con ricadute in molti altri campi, a partire da Internet. Allo stesso modo nei beni culturali il pubblico dovrebbe impegnarsi nella ricerca di base, certi che le ricadute riguarderanno molti altri settori”.
Si scaldano i motori quindi per la messa in scena della biennale fiorentina,che se non altro sarà un pretesto per cominciare a smuovere le acque a livello del contemporaneo in questa città.

Quale momento migliore per richiamare il lavoro di Massimo Vitali. Le sue fotografie di spiagge affollate rappresentano in modo diretto lo spirito dell’estate, pur non celandone le contraddizioni e ll’abito conformista.
Le spiagge di Marina di Massa, Viareggio, Cefalù, immortalate nella loro essenzialità assumono un’aura epica e indecifrabile. Tutto si sviluppa attraverso il desiderio di rappresentare il piacere, la bellezza e la spensieratezza della vacanza. Per certi versi ne viene fuori anche l’orrore della folla immersa quasi inconsapevolmente nel paesaggio.
Un lavoro molto interessante quello di Massimo Vitali, ai confini tra reportage antropologico e narrazione onirica. Ho avuto modo di apprezzare alcuni suoi lavori alla mostra Ereditare il Paesaggio a Biella qualche tempo fa e posso assicurarvi che dal vivo hanno una grande resa.
Un’altra mostra dedicata a William Turner, quella organizzata nelle sale del Palazzo dei Diamanti di Ferrara dal 16 novembre al 22 febbraio 2009, e tutta concentrata sul rapporto dell’artista con il nostro paese, come si può capire dal titolo stesso “Turner e l’Italia“.
Nel percorso pittorico di Turner, l’Italia ebbe un ruolo importante, non solo per la sua tradizione artistica che il maestro continuò a studiare per tutta la vita, ma anche per l’ispirazione che trovò nel nostro paese a partire dalla luce e dal colore.
Sono stati raccolti olii, acquerelli, disegni, incisioni e taccuini che racchiudono l’intero arco di carriera dell’artista, dai quadri giovanili fino ai capolavori dell’ultimo periodo, ricostruendo i suoi viaggi e spostamenti nella nostra penisola. Sono inclusi i dipinti che riguardano gli scenari montuosi della Gran Bretagna e i paesaggi italiani immaginati da Turner prima di visitarli. Seguono lavori su carta e dipinti realizzati in seguito alla sua prima visita e gli acquerelli realizzati dopo il suo secondo viaggi in Italia. A Roma e Venezia sono dedicati gli olii del periodo della maturità, quelli realizzati dopo la sua terza visita, mentre è ai paesaggi interiori, immaginati e immateriali, che è dedicata la parte conclusiva dell’esposizione.
Turner e l’Italia - Palazzo dei Diamanti - Ferrara



Continua a leggere: Turner e l'Italia a Palazzo dei Diamanti di Ferrara
Dall’8 novembre, presso la Galleria d’Arte Il Bracolo di Roma, sarà possibile visitare l’interessante mostra dal titolo Paesaggi dell’inconscio, curata dall’instancabile Sabrina Falzone.
La mostra consente di esaminare i frutti della ricerca artistica contemporanea sul tema del “paesaggio emotivo”. Una varietà di opere di artisti di provenienza ed estrazione culturale molto eterogenea - scelta tipica dei progetti della Falzone - consentiranno pertanto di analizzare l’uso del colore nella rappresentazione dell’inconscio. Da segnalare, tra gli altri, le opere della croata Ivanka Dukić, della romena Lia Pascaniuc e dell’argentina Paola Colleoni.
La galleria consente di apprezzare il forte impatto visivo delle opere in mostra.
Continua a leggere: Paesaggi dell'inconscio in mostra a Roma dall'8 al 17 novembre
Rachael Sudlow ha realizzato dei paesaggi fotografici particolari. Ha sotituito le tradizionali montagne e colline con dorsi di mucche, che a seconda del manto dell’animale, possono sembrare terre brulle o innevate. Il progetto fotografico si intitola “Cowscapes“. La resa non e’ sempre convincente in tutte le immagini, ma in alcuni casi e’ molto verosimile e sorprendente.
Via | E-sushi
Continua a leggere: Cowscapes. I paesaggi fotografici di Rachael Sudlow
Indagare il paesaggio, attraverso la fotografia, è il tema. Tema che al suono può sembrare vecchio, nella fotografia, ma che proprio per questo vuole invece tornare fra le corde dell’arte.
Testimonianze del nostro paese divise in 5 temi: paesaggi del mercato immobiliare, paesaggi illegali, paesaggio dell’abbandono, paesaggi del consumo turistico e, perchè no, paesaggi eccellenti.
Quindici fotografi per una mostra, dal titolo “atlante Italiano rischio paesaggio,” che innauguerà al Maxxi il 17 ottobre.