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'Ho voluto essere pittore e sono diventato Picasso', ad ottobre il maestro catalano in mostra a Pisa

pubblicato da Lorenzo Mazza

'Ho voluto essere pittore e sono diventato Picasso', ad ottobre il maestro catalano in mostra a Pisa

Dopo la mostra dedicata a Joan Mirò (su cui una parte del pubblico e della critica aveva espresso alcune perplessità legate alla qualità delle opere), Palazzo Blu di Pisa rilancia, aprendo i battenti ad una grande retrospettiva su Pablo Picasso da venerdì 14 ottobre 2011.

Ho voluto essere pittore e sono diventato Picasso porta nella città toscana 200 opere (dipinti, ceramiche, disegni e opere su carta, alcune celebri serie di litografie e acqueforti, libri, tapisserie) in prestito dalle più importanti istituzioni museali legate al maestro catalano: il Museo Picasso di Barcellona, il Museo Picasso di Malaga e il Museo Picasso di Antibes.

La mostra, visitabile fino a fine gennaio 2012, segue il filo rosso disegnato dalla serie delle 59 linogravure, coprendo un arco di tempo che va dal 1901 al 1970.

‘Ho voluto essere pittore e sono diventato Picasso’, ad ottobre il maestro catalano in mostra a Pisa
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A Pisa si raccontano le 'Donne d'Italia, l'altra metà dell'Unità'

pubblicato da Lorenzo Mazza


Dopo la mostra su Mirò, da mercoledì 16 marzo 2011, Palazzo Blu di Pisa ospita Donne d’Italia. La metà dell’Unità. Si tratta di un singolare percorso espositivo attraverso l’immagine fotografica, dove i protagonisti non sono gli artisti, ma le donne che, con le loro battaglie e la loro passione, hanno contribuito a far nascere l’Italia.

L’esposizione, ideata e curata da Claudia Beltramo Ceppi con Luisa Bezzi, Tiziana Cipelletti e Stefano Rovai, intende quindi andare oltre la narrazione tradizionale dell’Unità del nostro paese. Accanto, dietro, insieme a Mazzini, Garibaldi, Cavour, Turati, Matteotti, De Gasperi e Togliatti, un universo di personaggi femminili ha lavorato, a volte nell’ombra, a volte nella solitudine, per far nascere lo spirito italiano. Stiamo parlando di donne come Cristina di Belgioioso, Rosa Motmasson, Anita Garibaldi, Elena Regina, Maria Montessori, Grazia Deledda, Matilde Serao, Anna Kuliscioff, Edda Ciano, Palma Bucarelli, Tina Anselmi, Nilde Jotti, Alda Merini, Rita Levi Montalcini, Ilaria Alpi e molte altre.

Donne che spesso hanno dovuto nascondere il proprio personaggio pubblico dietro alle figure di mogli, figlie o madri. Donne che hanno ottenuto il diritto di voto solo dopo la seconda guerra mondiale e quello al divorzio e all’aborto dopo un’importante battaglia per l’autoconsapevolezza e il riconoscimento della propria identità.

La mostra apre proprio in occasione della Notte Bianca, Rossa e Verde della città di Pisa, e sarà visitabile fino al 26 giugno 2011. Insieme a materiale documentativo (fotografie, filmati, installazioni, interviste), una serie di dipinti, da Fattori a Guttuso, che offrono una “punteggiatura” particolare degli eventi che hanno fatto l’Italia.

A Pisa si raccontano le ‘Donne d’Italia, l’altra metà dell’Unità’
A Pisa si raccontano le 'Donne d'Italia, l'altra metà dell'Unità'A Pisa si raccontano le 'Donne d'Italia, l'altra metà dell'Unità'A Pisa si raccontano le 'Donne d'Italia, l'altra metà dell'Unità'A Pisa si raccontano le 'Donne d'Italia, l'altra metà dell'Unità'A Pisa si raccontano le 'Donne d'Italia, l'altra metà dell'Unità'A Pisa si raccontano le 'Donne d'Italia, l'altra metà dell'Unità'

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A Pisa 'Joan Mirò. I miti del Mediterraneo'

pubblicato da Lorenzo Mazza


Dopo il grande successo della mostra su Chagall, dal 9 ottobre 2010 al 23 gennaio 2011, Palazzo Blu di Pisa si appresta a ospitare Joan Mirò. I miti del Mediterraneo. La mostra, a cura di Claudia Beltramo Ceppi, Teresa Montaner - conservatrice alla Fundació Miró di Barcellona - e Michel Draguet - direttore generale dei Musées Royaux des Beaux Arts, raccoglie 110 opere, tra dipinti, sculture, litografie, disegni e illustrazioni.

Poesia, mito, bellezza dell’indefinibile immaginario estetico dell’artista catalano, intimamente legato alla luce, ai colori e all’identità del suo paesaggio. Un Mirò che, come un poeta, attraversa la realtà e la racconta nei termini del mito. Lumache, serpenti, insetti e uccelli, figure femminili… l’allestimento parte dalla storia di Dafne e Cloe e arriva a quella del Minotauro, per concludersi con il mito di Madre Natura.

Oltre gli esiti prettamente figurativi, lo studio sulla gestualità della pennellata e la vivacità del colore, conducono poi Mirò a imponenti costruzioni simboliche, magari astratte, ma fortemente significative. Emerge l’interiorità dell’artista, anche nel concepire l’esperienza della realtà e trova una sua dinamica compositiva nelle illustrazioni dei libri di poesia, come in Costellations di André Breton.

Joan Mirò - Palazzo Blu, Pisa
Joan Mirò - Palazzo Blu, PisaJoan Mirò - Palazzo Blu, PisaJoan Mirò - Palazzo Blu, PisaJoan Mirò - Palazzo Blu, Pisa

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Lungo il Nilo. Disegni dell'Antico Egitto a Pisa

pubblicato da Lorenzo Mazza



Dopo i record di visitarori della mostra di Chagall, Palazzo Blu di Pisa si prepara ad accogliere Lungo il Nilo, un eccezionale appuntamento espositivo dedicato all’arte egiziana.

L’allestimento ripercorre il viaggio dell’archeologo pisano Ippolito Rosellini con la delegazione franco-toscana in Egitto, avvenuto tra il 1828 e il 1829. In mostra da mercoledì 28 aprile a domenica 25 luglio 2010, ci saranno circa 200 reperti egiziani, soprattutto disegni e manoscritti, in eccezionale stato di conservazione.

Curata da Marilina Betrò, professore di Egittologia all’Università di Pisa, la mostra riunisce alcuni dei più interessanti lavori raccolti durante la spedizione finanziata dal Granduca di Toscana Leopoldo II e dal re di Francia Carlo X.

Lungo il Nilo
Lungo il NiloLungo il NiloLungo il NiloLungo il Nilo

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Report: Chagall e il Mediterraneo (2a parte)

pubblicato da Lorenzo Mazza


Come promesso continua il nostro viaggio all’interno della mostra Chagall e il Mediterraneo a Pisa. Dopo l’immersione nelle grandi tele, al primo piano di Palazzo Blu resta da visitare la sezione dedicata alla Grecia, che il pittore russo definisce una “terra disperatamente vuota se non fosse popolata di cielo, mare e luce”. Qui troviamo le illustrazioni per Dafni e Cloe a gouache e acquerello che Chagall realizzò per l’editore Tériade.

Torno al piano terra, non prima di aver ammirato per una seconda volta Yellow Clown, un dipinto in cui disordine e caos compositivo riescono per antitesi ad esprimere la purezza del soggetto rappresentato attraverso l’identità cromatica del giallo. Eccomi nella sezione dedicata alla Bibbia. Quadri come White Crucifixion rappresentano al meglio la visione di Chagall sulla religione. Un Cristo crocifisso da un raggio di luce occupa il centro di una scena di vita nell’inferno quotidiano. Soldati, briganti, fiamme e disperazione, il quadro è popolato di soggetti che sono indifferenti, che non considerano minimamente il messaggio del Salvatore.

Poi molti quadri che tracciano delle epifanie quasi fallimentari, in cui l’unico spettatore consapevole della magia del momento evocato sembra essere il pittore. Christ on the riverbank, Moses and the table of the law, Ressurrection on the riverbank, The fallen of the angel e la bella scultura del 1952 Maternity or Virgin and child, che ricorda nella semplicità dei tratti il nostro Modigliani.

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Report: Chagall e il Mediterraneo (1a parte)

pubblicato da Lorenzo Mazza

Questo weekend sono stato alla mostra Chagall e il Mediterraneo a Palazzo Blu di Pisa e sono rimasto piacevolmente colpito dall’allestimento. La location è proprio in pieno del centro storico della città toscana, sulle sponde dell’Arno. Il palazzo è stato restaurato con criterio e presenta ambienti ariosi e luminosi. Il percorso espositivo è lungo e ben attrezzato dal punto di vista informativo. Ci sono opere di Chagall che non si sono viste molto in giro, se non altro perché facenti perlopiù parte di collezioni private.

Una frase scritta a caratteri cubitali accoglie lo spettatore poco dopo l’ingresso, è la citazione di un intervento critico di Lionello Venturi: “Chagall ha dato uno dei maggiori contributi alla realizzazione della libertà nell’arte”. La stessa libertà che trafigge il pittore russo a partire dal 1926, ai tempi della sua prima discesa nel Mediterraneo. Nizza e la Costa Azzurra, poi il soggiorno a Peira-Cava, sulle Alpi Marittime. Lentamente Chagall scopre l’autonomia a livello compositivo del colore e della luce e decide di servirsene per dipingere.

Ne escono piccoli gioielli esposti in questa prima sezione della mostra. Litografie su carta finemente realizzate e poi disegni a pastello o acquarelli. Sono scorci delle città costiere francesi, ma soprattutto accenni a quella poetica che verrà. Donna con bouquet, Fidanzati nel cielo di Nizza, La coppia e il pesce. Quadri che sono poesie che parlano di solitudine, bellezza, colori del pubblico e del privato. A vederli da vicino viene da pensare che forse ogni amore ha un animale che lo protegge e in due si vola davvero sui cieli di Nizza.

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Chagall e il Mediterraneo a Palazzo Blu di Pisa

pubblicato da Lorenzo Mazza


Comincia il conto alla rovescia per l’apertura della mostra Chagall e il Mediterraneo a Palazzo Blu di Pisa. Tra 20 giorni, esattamente il 9 ottobre, nella splendida location del lungarno pisano 150 tra dipinti, sculture, ceramiche e litografie. Tutte opere nate dopo il 1926, anno della prima visita dell’artista russo in Francia, Grecia e Terra Santa. Un viaggio alla scoperta della luce del Mar Mediterraneo, che tantò affascinò Chagall con i colori dei suoi paesaggi.

Tre le sezioni dei dipinti, la Costa Azzurra, la Grecia e la Bibbia, percorse attraverso la magia della fascinazione cromatica che rende poi ogni scorcio un elemento autonomo, un mondo a parte ricco di sensualità e personaggi misteriosi. Conclude l’allestimento una rassegna di sculture e ceramiche, che rappresentano la volontà dell’artista di confrontarsi con l’arte classica e una piccola selezione di collage, ultima testimonianza dell’artista di liberarsi da ogni vincolo espressivo.

La mostra, a cura di Meret Meyer e Claudia Beltramo Ceppi è stata resa possibile grazie alla collaborazione con il Musée National Marc Chagall di Nizza, il Centre Pompidou di Parigi e il Musée Matisse di Le Cateau Cambrésis. Sarà visitabile fino al 17 gennaio 2010. Per il prossimo anno vi anticipiamo che Palazzo Blu sta organizzando una grande retrospettiva su Joan Miró.

Chagall a Palazzo Blu di Pisa
Chagall a Palazzo Blu di PisaChagall a Palazzo Blu di PisaChagall a Palazzo Blu di PisaChagall a Palazzo Blu di Pisa

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A Pisa una mostra sulla scienza e l'arte nell'età di Galileo

pubblicato da margherita

Nautilus decorato, Calci, Museo di Storia Naturale del Territorio - Foto: Nicola Gronchi

In occasione del IV centenario delle prime rilevazioni astronomiche, la città di Pisa rende omaggio a Galileo Galilei attraverso una mostra e una serie di iniziative collaterali.

Palazzo Blu, dal 9 maggio al 19 luglio ospiterà “Il cannocchiale e il pennello. Nuova scienza e nuova arte nell’età di Galileo” la mostra che attraverso 150 opere tra dipinti, sculture, disegni, incisioni, libri ed oggetti, indagherà sia i rapporti tra lo studioso e i maggiori artisti del suo tempo, sia la trama di relazioni tra le arti e le scienze.

Saranno esposti quadri di Cigoli, Ribera, Arcimboldo, Jacopo Ligozzi, Caravaggio, Artemisia Gentileschi, Frans Francken, Filippo Napoletano, Pietro Paolini, Guercino.

Il percorso prende avvio dagli anni di formazione di Galilei, analizzando le letture, gli insegnamenti e le prime opere ed esperienze. Si passa quindi ai rapporti tra la cultura scientifica e la cultura artistica nelle principali realtà italiane per arrivare ai dipinti e disegni che documentano i rapporti tra lo scienziato pisano e Ludovico Cardi detto il Cigoli, l’artista che rappresenta una delle voci più autorevoli della rinnovata pittura fiorentina del tempo. Rapporti che includono tanti altri artisti che fecero proprie le scoperte astronomiche costituendo una bottega galileiana. La parte finale è dedicata all’eredità di Galileo in rapporto sempre alla arti e alla scienza.

Per le attività collaterali vi rimando al sito dedicato all’Anno Galileiano a Pisa.

Il cannocchiale e il pennello. Nuova scienza e nuova arte nell’età di Galileo - Palazzo Blu - Pisa
Ritratto di Galileo Galilei - 1605 - Domenico Robusti detto il Tintoretto - London, National Maritime Museum, GreenwichRitratto di Galileo Galilei - Justus Sustermans - Firenze (FI), Galleria degli Uffizi, Soprintedenza Speciale per il Polo Museale FiorentinoIl bibliotecario - 1565 - Arcimboldo - Sweden Skokloster Castle - Photo: Samuel UhrdinBetsabea al bagno - Artemisia Gentileschi - Firenze (FI), Galleria Palatina, Soprintedenza Speciale per il Polo Museale Fiorentino - Foto: Antonio Quattrone Inconorazione di spine - 1605 - Caravaggio - Prato, Cariprato spa, ©1990. Foto scala, Firenze

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