
Per chi sta al Nord, la Svizzera non è poi così lontana e per una mostra come questa potrebbe valer la pena muoversi. Si è inaugurata proprio ieri e sarà visitabile fino al 26 settembre 2010 Klee incontra Picasso, un percorso alla scoperta di due mostri sacri dell’arte moderna e contemporanea.
La location per questo incontro/scontro, tra divergenze, somiglianze e legami intrecciati fino ad oggi poco conosciuti, è lo Zentrum Paul Klee di Berna. Un confronto quindi, tra due universi artistici a volte agli antipodi. Per Klee, una visione del Mediterraneo e del mondo, romantica e spirituale, intrisa di poesia e ironia. Per Picasso, la realtà si costruisce a partire dal conflitto e la pittura è spesso la resa drammatica di un portato interiore, pieno di sensualità e pathos.
Parlando invece delle affinità, dobbiamo sottolineare la natura innovatrice e sperimentale del lavoro di entrambi. Picasso era un fenomeno naturale ed anche Klee fu profondamente colpito dalla sua poetica, ma non si limitò a soccombere alla sua influenza. Molto probabilmente i due si incontrarono personalmente nel 1933 nello studio di Picasso a Parigi e nel 1937 a casa di Paul Klee a Berna.
Proprio qui, a 70 anni di distanza, i due tornano ad incrociarsi. Oltre 180 opere provenienti da collezioni pubbliche e private ci mostrano come questi due artisti si siano amati, rispettati e forse anche odiati.

Un quadro dell’artista svizzero Paul Klee era stato rubato dalla Galleria Marlborough di New York nel 1989. Ritratto nel Giardino, questo il titolo del quadro, è stato recuperato da Robert Landau, un gallerista di Montreal che si è insospettito ed ha informato le autorità quando un mercante d’arte della Florida ha cercato di venderglielo. Era stata rubata dalla.
Il quadro adesso è nelle mani dell’Art Loss Register, l’organizzazione con base a Londra che gestisce una database impressionante d’opere d’arte rubate, circa 350.000. Con tutta probabilità, già nelle prossime settimane, l’opera di Klee andrà in vendita, partendo da una base d’asta di 80.000 euro.
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“Goya e il mondo moderno“, in mostra a palazzo Reale di Milano dal 17 marzo al 27 giugno, è un tributo al pittore aragonese e una grande celebrazione della sua influenza sull’arte contemporanea. Con oltre 180 opere, Valeriano Bozal e Concepción Lomba, i curatori dell’esposizione, intendono porre in relazione i temi più sentiti da Goya (la nuova società, la soggettività, la violenza) con artisti altrettanto importanti degli ultimi due secoli.
La mostra è organizzata in tre filoni tematici: la nuova società, le reazioni a tale società e la rappresentazione della violenza. Le opere di Goya saranno affiancate da quadri di Delacroix, Klee, Pollock, Giacometti, Picasso, rendendo il confronto tra gli artisti il più diretto possibile. Tra le opere di Goya più famose, spicca il famoso “Autoritratto”, ma anche il ritratto di Asensio Julià e di re Carlo IV.
La mostra è di carattere veramente internazionale, per numero di opere ed enti coinvolti nel prestito delle opere. Una bel modo per approfondire la figura di Goya indagando la contemporaneità dei suoi insegnamenti.
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L’arte non rappresenta il visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è.

Per guardare un quadro ci vuole una sedia