Sarà inaugurata sabato 17 settembre a Lucca la mostra Carte rivelatrici. I tesori nascosti della collezione Peggy Guggenheim, curata dal direttore del L.u.C.C.A. Maurizion Vanni. Attingendo dal patrimonio della Collezione Peggy Guggenheim, la mostra al Lu.C.C.A. porta alla luce opere su carta di alcuni tra i più grandi artisti del XX secolo, quali Alechinsky, Arp, Calder, de Kooning, Ernst, Fontana, Hundertwasser, Kandinsky, Kupka, Man Ray, Masson, Matta, Mondrian, Moore, Picasso, Richter, Rivera, Sironi, Tancredi, Tanguy, Tobey e Vedova. Alcune delle opere furono esposte alla Biennale di Venezia del 1948, altre sono state presentate solo in rare occasioni, mentre altre ancora sono mostrate al pubblico per la prima volta. Per il curatore Vanni:
“L’intento è proprio quello di riscoprire il valore di una collezione su carta non importante solamente per gli autori che ne fanno parte, ma anche per i momenti, umani e culturali, che hanno contraddistinto la raccolta. In un certo momento della sua vita, infatti, Peggy Guggenheim cambiò radicalmente le sue abitudini dedicandosi con tutta se stessa all’arte moderna e alla visita degli studi di quegli artisti che, di lì a poco, avrebbero cambiato la storia dell’arte della propria epoca. Nessuno potrà mai dire con certezza quanto Peggy abbia contribuito al loro successo, ma certamente il Novecento deve molto a questa figura intraprendente, istintiva, sensibile, ma anche passionale, impulsiva, combattiva e lungimirante che ha trasformato un sogno in una meravigliosa ed eterna raccolta di carte rivelatrici di passioni, amori, conoscenze e memorie di un tempo senza tempo. I tesori nascosti della collezione corrispondono alle preziose facce dello stesso diamante che risponde al nome Peggy”.
Alla U of I, la University of Iowa, c’è una ricca collezione d’arte moderna e contemporanea, che comprende un murale di Jackson Pollock del 1946, donato da Peggy Guggenheim al museo universitario nel 1951. Il pezzo considerato un vero masterpiece (capolavoro) ha rischiato più volte di essere messo in vendita per ripianare i debiti dell’università..
Il dipinto è alto 2,5 metri e lungo 6 e, secondo una stima del 2008, il suo valore si potrebbe aggirare attorno ai 100 milioni di euro. Proprio in questi giorni la questione della possibile vendita del pezzo è tornata di grande attualità. Una nuova legge aumenta la tassazione a carico della U of I e la cessione potrebbe garantire u minimo di stabilità economica.
Subito però sono tornate ad alzarsi voci contrarie. L’American Association of Museums ha dichiarato che “un’opera d’arte non può essere trattata come un bene finanziario usa e getta” e d’altronde è vero che una vendita di questo tipo mortificherebbe la fiducia di quanti hanno contribuito alla nascita di un museo dentro l’università, per non parlare del contenzioso che gli eredi di Peggy Guggenheim potrebbero aprire.
Dall’altro lato bisogna anche considerare che la vendita andrebbe a finanziare i fondi dell’università per le borse di studio e quindi gli studenti ne trarrebbero un beneficio istantaneo. Voi cosa ne pensate?
Un murale di Pollock all’Università dell’Iowa rischia di essere venduto
Presentata ufficialmente ieri la mostra che sarò la protagonista della primavera all’Arca di Vercelli: 1900-1961 Arte Italiana nelle Collezioni Guggenheim a cura di Luca Massimo Barbero. Aprirà i battenti dal 26 febbraio al 5 giugno 2011, confermando la collaborazione tra il capoluogo piemontese e la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia.
La ricetta della mostra è semplice: quaranta opere di artisti italiani selezionati da collezionisti americani. Un punto di vista tutto particolare quindi, la ricerca artistica d’avanguardia in Italia secondo la parabola che ha avuto all’estero. Si comincia con una tela del 1961 di Giuseppe Capogrossi, si prosegue con 8 lavori di Mario Sironi e poi si va alla scoperta di lavori di Alberto Burri, Lucio Fontana, Giorgio Morandi, Filippo De Pisis, Arturo Tosi, Amedeo Modigliani, Arnaldo Pomodoro.
Infine una sezione completamente dedicata al futurismo, che ha influenzato gusti, tecniche e poetiche al di fuori dei patrii confini. Medardo Rosso, Gaetano Previati, Adolfo Wildt, Giacomo Balla e Umberto Boccioni i protagonisti.
A tutti i visitatori sarà fornita un’audioguida, che oltre agli autori sopra citati, fornirà informazioni sugli affreschi e gli impianti decorativi della chiesa di San Marco. Come nella tradizione delle recenti iniziative dell’Arca, la mostra non si esaurisce con l’allestimento, ma prosegue con una serie di eventi collaterali sparsi per la città.
A Vercelli ‘1900-1961 Arte Italiana nelle Collezioni Guggenheim’


L’impressionismo americano sta suscitando sempre più interesse anche dalle nostre parti, come ha dimostrato la buona riuscita della mostra sulla Collezione Peggy Guggenheim a Venezia partita nel novembre 2009. Fino al 5 novembre al Cheekwood Botanical Garden & Museum of Art di Nashville andrà in scena Gli impressionisti americani nel giardino, una mostra che esplora il tema del giardino dell’arte nella società americana tra la fine dell’ Ottocento e primi del Novecento.
In mostra circa quaranta quadri raffiguranti giardini europei e americani di Americani, realizzati da artisti impressionisti e quattro sculture in bronzo create per il giardino.L’allestimento è diviso in tre grandi sezioni: “Giardini europeo”, dove a farla da protagonista è Giverny, in Francia, che ha affascinato tanti artisti come Maria MacMonnies, Childe Hassam e Ernest Lawson; “Giardini in America” con le Art Colonies di Old Lyme, nel Connecticut e Cornish, nel New Hampshire; “Giardino della scultura”, che esplora la tridimensionalità all’interno dell’ambiente del giardino.
Dopo il grande successo di pubblico delle mostre degli anni scorsi dedicate al lavoro di collezionista di Peggy Guggenheim, l’Arca di Vercelli (nel complesso di S.Marco) prosegue l’omaggio a questa figura la cui azione ha lasciato un profondo solco nell’arte contemporanea. Inaugura domani venerdì 16 ottobre la mostra di fotografie “Peggy Guggenheim, la casa, gli amici, Venezia” di Gianni Berengo Gardin.
Il percorso è curato da Pina Inferrera e restituisce il profilo intimo e privato della collezionista americana, durante la sua permanenza a Venezia tra gli anni ‘70 e ‘60. Proprio qui Gianni Berengo Gardin la incontra nella sua splendida casa sul Canal Grande, quel Palazzo Venier dei Leoni, che oggi è sede dela Peggy Guggenheim Collection.
Ne esce un reportage vivo della vita quotidiana di Peggy, scandita dagli incontri e dai caffé con artisti e collezionisti americani. Così come viva e in fermento è la vita culturale veneziana di quegli anni. La mostra fotografica, che sarà visitabile fino al 13 dicembre 2009, è anche un succulento preludio della mostra in programma a Vercelli il prossimo anno. “Peggy e Solomon Guggenheim: le avanguardie dell’astrattismo”, con capolavori di Cézanne, Seurat, Matisse, Calder, Maleevich, Kandinskij, Mondrian, Klee e Vedova, sarà inaugurata il 20 febbraio 2010.
Sarà inaugurata il 20 novembre a Vercelli, presso lo spazio espositivo Arca, e resterà aperta al pubblico fino all’1 marzo 2009 la mostra dal titolo Peggy Guggenheim e la nuova pittura americana.
Promossa dalla Regione Piemonte e dalla Città di Vercelli in collaborazione con la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia (presso il cui museo - lo ricordo - è possibile ammirare fino al 12 ottobre una bella esposizione di opere americane più risalenti) e curata da Luca Massimo Barbero, la mostra costituisce la seconda tappa del progetto iniziato l’anno scorso con la mostra Peggy Guggenheim e l’immaginario surreale. Saranno esibite molte straordinarie opere dell’avanguardia della prima metà del ‘900, selezionate dalla sensibilità artistica della Guggenheim.
Un ruolo centrale nell’esposizione sarà riservato a Jackson Pollock (del quale potranno ammirarsi ben quattordici opere) e a Mark Rothko, di cui verranno esposte alcune rare opere degli anni ‘40.
Peggy Guggenheim e la nuova pittura americana
Continua a leggere: Peggy Guggenheim e la nuova pittura americana a Vercelli
Peggy Guggenheim è famosa in Italia per la sua leggendaria collezione, con sede a Venezia a Palazzo Venier dei Leoni, in cui mostre temporanee e permanenti offrono il meglio dell’arte europea e americana contemporanea del primo ‘900. In realtà, la dinamica e avventurosa mecenate americana ha amato molto anche l’arte etnica, una fascinazione scaturita dalla altalenante relazione con Max Ernst, grande appassionato di reperti etnici.
Con “Ethnopassion. La collezione di arte etnica di Peggy Guggenheim”, la Galleria Gottardo di Lugano dedica una mostra a questi particolari oggetti, una cinquantina di opere provenienti da Africa e Oceania, che lei si divertiva a mescolare con elementi di arte contemporanea nella sua incredibile casa, già crocevia dei talenti più significativi del secolo scorso.