Torna a Roma per la sua seconda edizione ADD - Festival di Arti Digitali Duemilaundici: 4 giorni fra performance, installazioni, presentazioni, videoarte nella splendida location del MACRO Testaccio.
Splendida è un aggettivo che mi permetto io: l’eredità storica di questo luogo (un ex-mattatoio ristrutturato con un restauro conservativo: il che significa che ganci, vasche, catenacci sono rimasti intatti e ben visibili) può risultare per molti problematica o troppo connotata, allestirci dentro non è una passeggiata, ma il fascino e la potenza evocativa sono altissimi, in particolare quella dei vasti e spaziosi padiglioni. E ADD Festival avrà a disposizione un’intero padiglione: un grosso corridoio centrale, colonne di ferro quasi a delimitare naturali celle espositive, due ampi soppalchi. Le performance e le installazioni saranno distribuite su tutta la superficie del padiglione, includendo un insieme eterogeneo di opere che vanno dal mapping all’arte interattiva.
Insieme alla mostra, una competizione di videoarte con la premiazione finale dell’opera vincitrice, e una densa proposta formativa concentrata fra sabato 25 e domenica 26 in cui si avvicenderanno docenti universitari, critici, ricerctori per offrire momenti di dilogo e approfondimento teorico con il pubblico.
Manifestazione a ingresso gratuito.

Dal 15 al 18 settembre si svolgerà, presso il complesso della Pelanda - MACRO Testaccio, la rassegna internazionala “FestArte VideoArt Festival“, prodotta da Federculture e realizzata dall’associazione FestArte.
Circa 500 gli artisti, provenienti da 60 paesi diversi, ad essersi interrogati sul tema scelto dagli organizzatori, “VIOLENZA INVISIBILE - privata, pubblica, sociale”, portandoli in alcuni casi a convogliere nelle opere riflessioni intime e private. Divise in tre categorie - In Concorso, Selezionate/Fuori Concorso, Menzioni Speciali -, alle opere in concorso si affianca un programma denso di talk con curatori ed artisti, interventi performativi, performance audio/video e dj set live.
Il 18 il Festival si concluderà con la premiazione delle migliori opere a cura della giuria, composta da 7 curatori. Uno spazio speciale è stato infine dedicato all’artista olandese Erwin Olaf, presente con due sue opere video: Dusk (2009) & Dawn (2010), concesse dal Netherlands Media Art Institute. La mostra proseguirà inoltre alla Triennale di Milano e sarà riproposta presso altri spazi museali italiani.
Mercoledì 30 giugno, a partire dalle ore 15, unaltro appuntamento nella sede della Pelanda: la “Giornata della Creatività“.
Arrivato al suo secondo appuntamento, il progetto a cura della Provincia di Roma nasce con l’intento di diventare un appuntamento fisso in cui gli attori della creatività della vasta area metropolitana di Roma e provincia possano incontrarsi, scambiare progetti e confrontarsi. La riflessione tocca inoltre aspetti importanti come, ad esempio, stimolare le industrie creative della città e aprire un dialogo con le istituzioni. A questo scopo, l’evento apre le porte a scuole, università, agenzie di sviluppo locali e imprese innovative presenti con i loro progetti. Nei locali dellla pelanda saranno infatti allestite istallazioni e spazi espositivi, fra questi: gli atelier di scuole della creatività romana (Accademia di Belle Arti, Accademia di Costume e Moda – IED, ISIA – Istituto Superiore di Fotografia, ITACA La Sapienza), stend dell’editoria romana, presentazione di festival della creatività e della cultura che animano il territorio).
Denso il panel di relatori, da Luca de Biase (Il Sole 24 ore – Nova) che si interroga sul presente della creatività in italia alla presentazione di un brand creativo per la città con l’Università di Roma 3 e l’esperienza di Helsinky capitale mondiale del design 2010, a tavole rotonde e dibattiti. Consiglio di dare un occhio al programma e, a chi fosse interessato di farci un salto, l’ingresso è libero: io ci andrò in ogni caso e vi saprò dire di più.
Il mio resoconto sulla Festa dell’Architettura si conclude con un focus su due installazioni che hanno animato lo spazio della Pelanda: Geografie ExtraVaganti e Atlante di Roma. Di questi due progetti, apparentemente così diversi nella forma, sorprendono le analogie. Provo a raccontarveli in breve.
“Geografie ExtraVaganti. Luoghi e percorsi della migrazione” è una mostra-progetto che nasce dalla collaborazione fra la scuola di italiano Asinita Onlus e lo studio Albori. I proptagonisti reali sono però i circa 70 studenti della scuola, con le loro storie di migrazione e immigrazione, i percorsi, i luoghi e le storie che compongono i loro viaggi. Un percorso laboratoriale, iniziato a febbraio scorso presso, ha portato il gruppo a realizzare una serie di modelli plastici, realizzati con materiali di riciclo (plastica, cartone, tappi di bottiglie, pietre, sassi), a rappresentare i luoghi di partenza e di arrivo, accompagnati da micro-narrazioni delicate e toccanti. Il risultato è una geografia intima, frutto del vissuto personale di queste persone, dove scopriamo campi da calcio, questure, prigioni, ma anche bar, scuole, la fonte di un fiume, una capanna di fieno e argilla. I lavori (francamente bellissimi nella loro semplicità: mi ci sono persa dentro piacevolmente per molto tempo) sono stati posizionati su cassette di legno a mo’ di piedistallo: dei fili colorati univano l’origine della storia, il punto di partenza e il punto d’arrivo di ogni migrante, dando vita ad un ipertesto analogico: seguendo il filo intrecciato agli altri si scopriva il percorso, ricompomendo uno stralcio di storia.
Tale struttura è il legame principale con l’istallazione interattiva “Atlante di Roma“, così difforme nell’estetica e nel medium utilizzato: eppure i fue lavori sono perfettamente sovrapponibili.

Eccoci dunque alla seconda parte del mio pomeriggio all’Opificio Telecom: la visita alla mostra Digital Life. In serata ci siamo infatti spostati verso la Pelanda, in zona Testaccio, il nuovo spazio espositivo di cui ArtsBlog ha subito segnalato l’apertura.
Ero molto curiosa di visitare la mostra, prima di tutto per il titolo: la vita digitale e l’arte che si interessa di questo argomento è uno dei miei filoni di ricerca preferiti e qui a Roma difficilmente questo tipo di sperimentazione trova un suo spazio negli spazi museali e nei grandi circuiti espositivi: per la scena underground valgono analisi e valutazioni differenti, che però non riguardano questo articolo.
Tornando alla Pelanda, senza nessun dubbio, posso iniziare a farvi la mia classifica personale delle istallazioni che ho apprezzato di più: per descrivere le opere ho inoltre utilizzato alcuni video di Musei In Comune 2.0, seguendo il filo che unisce il reportage a Marina Bellini come ricorderete dall’intervista.
Continua a leggere: Un pomeriggio all'Opificio Telecom - Part 2: la mostra Digital Life

Giovedì 25 marzo ho partecipato all’evento Digital Caput Mundi, organizzato da Carlo Infante all’Opificio Telecom, attuale sede della Fondazione Romaeuropa.
Lo spunto dell’incontro era una mappatura delle realtà che producono creatività e innovazione a Roma, francamente da quello che ho visto molto orientato ad esperienze sul modello incubatore d’impresa: poca università, poca arte, poca cultura in senso lato. Nella seconda metà del pomeriggio era inoltre prevista una visita alla mostra Digital Life, che vi avevo segnalato e che avevo in programma di andare a vedere.
Infatti la seconda parte del mio reportage sarà proprio un articolato resoconto della mostra, come vi avevo promesso. Mentre aspettavo la fine degli interventi, ho però incrociato Marina Bellini, responsabile di Musei in Comune 2.0, così, munita del mio registrtorino portatile, ne ho approfittato per farle un’intervista sulla sua attività e su qualche novità in cantiere per la rete dei musei capitolini: Marina ci infatti ha dato anche una piccila anteprima su un progetto che sarà reso pubblico la settimana prossima. Le ho anche chiesto un parere su Digital Life, così avrete due punti di vista su questo evento da poter confrontare.
Intanto buona lettura.