
Torna a Milano un festival unico nel suo genere in Italia. Uovo Performing Arts Festival 2010 è lieto di presentare le espressioni più curiose e innovative delle arti performative. L’attenzione è rivolta verso quegli artisti interdisciplinari e indisciplinati.
Uovo è quindi un progetto dentro alle discipline ma senza disciplina, un festival itinerante che va in scena dal 18 al 21 marzo in varie location di Milano (Teatro dell’Arte, Teatro Franco Parenti, la Triennale). Il concetto di performing arts spazia dall’arte, alla moda, al design e alla cultura del clubbing, che questa rassegna include e coinvolge, tenendo coome principale filo conduttore quello dell’ironia e della freschezza.
Si parte giovedì 18 marzo al teatro dell’Arte. Alle 19 e alle 21 Linda Fregni Nagler (I/SE) con Conscious/Unconscious - video loop e alle 21 con Gob Squad (D/GB), Super Night Shot (Italian premiere). Per il palinsesto completo potete seguire questo link di Facebook creato dagli organizzatori o aspettare che il programma definitivo appaia sul sito ufficiale. Esiste anche un videoblog dove vengono pubblicate anteprime degli artisti partecipanti.
photo Giuseppe Chico/Barbara Matijevic
by Julien Correc
Uovo Performing Arts Festival 2010




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Pedro Perelman [ aka bleep / fase] è un pittore e illustratore argentino. Col nome di bleep è conoscuto nell’ambiente della street art. Fa poi parte del collettivo Fase, insieme a Gustavo Gagliardo aka Defi, che si occupa di sperimentazioni audiovisive live.
Nella sua pittura la musica, gli apparecchi per registrarla e riprodurla, diventano spesso protagonisti. Strani robot ed esseri mutanti, nati dall’assemblaggio di vecchie apparecchiature analogiche popolano i suoi quadri.
La relazione tra la musica e il performer, sia esso un musicista o un dj, viene analizzata attraverso i mezzi da cui passa attraverso. Un’umanità “distesa” o se vogliamo una tecnologia che si radica nei processi quotidiani fino a diventarne parte fondamentale.

Nei Giardini del Palazzo delle Esposizioni a Venezia nel maggio 2010 parte Il primo Festival Internazionale della Performance, Paolo Baratta che presiede la Biennale ha invitato giovani performers e artisti di fama internazionale per un festival nato per promuovere nuove produzioni.
La partecipazione al festival è stata aperta attraverso nu bando presente da dicembre 2009 sul sito labiennale.org. L”idea è quella di un festival che interseca vari ambiti artistici (arti visive, danza, musica, teatro, poesia) dando spazio al locale (Veneto) al nazionale e all’internazionale. Verranno selezionati 11 artisti che parteciperanno alla Selezione Finale.
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Davvero particolare e coinvolgente questo nuovo lavoro di videoarte frutto della collaborazione tra la performer Leyna Marika Papach e l’artista Jerry Smith. Noi di Artsblog siamo i primi a proporvelo in quanto pubblicato in rete soltanto poche ore fa.
Leyna Marika Papach è un compositrice, violinista e video artista di origini giapponesi e statunitensi. Ha lavorato con diversi artisti a livello internazionale nel campo del cinema, teatro e danza, e ha scritto e diretto musical e spettacoli teatrali.
Le musice del video sono state da lei composte originariamente per una messinscena de Il piccolo principe realizzata a Washington.
Se amate la ricerca nell’ambito del live media, dell’interazione tra musica e arti visive, dovreste conoscere il Raum. Il Raum è in via Cà Selvatica a Bologna, un luogo magico che è la casa base del collettivo Xing, i tipi che organizzano da quasi un decennio ormai il Festival Netmage.
Domani sera mercoledi 16 dicembre dalle ore 20 alle 23 nell’ambito di Redirect va in scena Same Moment, performance, eventi e oracoli sullo spettatore. Un grande evento che contiene in flusso gli interventi di Antonio Rinaldi (The real light is the real light), Codice Ivan [Bubblebash___Visitors (Space)], la coppia Nadaproduction dall’Austria (performance WE), Davide Tidoni (installazione video e un live sound environment Ultras Sound [01]); Fagarazzi & Zuffellato (Lezione di Moshpit) e Fabio Acca feat. Wen Ting Yang [performance /installazione Oracolo (Intervallo)].
Same Moment propone un cambiamento a 180° di prospetiva. Ruotare lo sguardo dalle parti dello spettatore, per vedere cosa accade a chi riceve il flusso. La ricerca si dirige verso ‘Lo spettatore emancipato’ che “non è più spettatore, ma partecipante attivo di una performance collettiva. L’epoca dei grandi artisti della scena e dei maestri è finita. Gli artisti non c’entrano più nulla. Sono stati definitivamente travolti dalla forza dello spettatore” (Romeo Castellucci).

Si chiama Jerome Zodo ed è una nuova galleria che aprirà i battenti il 21 gennaio 2010 a Milano in via Lambro 7. L’appuntamento inaugurale è la collettiva (Ex)communicate, che unisce artisti italiani e internazionali come Simmons & Burke, Terry Chatkupt, Zackary Drucker, Ben Grasso, Tigran Khachatryan, Simon Senn, Andrew Schoultz, Federico Solmi, Bertold Stallmach.
La galleria Jerome Zodo si trova proprio a ridosso della cerchia dei Bastioni di Porta Venezia ed è stata progettata dallo studio di architettura A++ di Milano. Non soltanto uno spazio neutro, uno spazio espositivo bianco, ma anche un luogo che sa diventare protagonista offrendo contenuti.
(Ex)communicate è pittura, fotografia, video, performance e installazione e si concentra quindi su un gruppo di artisti intenti a restituire un ruolo centrale al fruitore dell’opera d’arte, ciascuno offrendo la propria visione da completare. Più che opere quindi meccanismi. Per l’inaugurazione, giovedì 21 gennaio, alle 20.00 si terrà la performance di Zackary Druker.
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All’interno del festival Performa 09 di New York, Marcella Vanzo, Lucie Fontaine e Jennifer Walshe hanno presentato il loro progetto Performat. Le tre artiste stanno vivendo un periodo di residenza presso la Fondazione Claudio Buziol e domani, giovedì 10 dicembre alle ore 16 (Facoltà di Design e Arti dell’Università Iuav, ex-Convento delle Terese) all’interno dei laboratori ClasAV Iuav di Cornelia Lauf e Cesare Pietroiusti presenteranno il progetto al pubblico italiano.
Performat è un viaggio, una performance site specific ispirata dal femminismo degli anni settanta, in cui la famosa rivista Vogue, lo show televisivo del Grande Fratello e la chirurgia plastica si mescolano. Protagonista la splendida Lucie Fontaine, che interpreta un’idea di Marcella Vanzo, con musiche di Jennifer Walshe. La performance sarà disponibile in seguito come un LP in edizione limitata.
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Gli orizzonti di Artsblog sono sempre aperti e come sapete ogni tanto ci piace buttare uno sguardo un po’ più in là, oltre i confini dei patri lidi. Due settimane fa mi era capitato di vedere alla Florence Art Factory l’artista cileno Javier De Cea.
Il suo lavoro mi è sembrato subito interessante perché porta all’interno dei confini della pittura la tecnica dell’assemblaggio e della ricombinazione di materiali raccolti per strada. L’universo urbano dell’advertising, della street art, della grafica, prendono nuova forma nelle sue tele e nelle sue performances. Sono riuscito a intervistarlo nel mentre si trovava a Madrid, preparando una nuova mostra per Alicante.
* In che modo ti sei avvicinato all’arte le prime volte, da bambino?
Ho iniziato a dipingere all’età di 16 anni, normalmente, a scuola. A quell’epoca in Chile nella mia scuola gli studenti potevano scegliere tra diversi indirizzi, umanista, matematico, scientifico e artistico. La mia scelta è stata artistico. Comunque ho sempre disegnato, mi divertivo a creare fumetti, riviste, cose del genere.

Questa sera, dalle 18 alle 22, presso il centro artistico Zia Zona Interazione Artistica di Bologna si terrà una mostra fotografica assieme ad una Live Portraits’ Session.
La scelta dello strumento con cui esprimersi implica una declinazione di linguaggio e un’auto-definizione di sé; un potenziamento delle proprie capacità e allo stesso tempo una serie di limitazioni e costrizioni.
Da questo presupposto nasce l’idea di Laura Arlotti di immortalare i soggetti fotografati con l’oggetto che essi hanno individuato come fondamentale espressione di loro stessi: uno solo, fra tanti, in grado di rappresentarli.
Così anche coloro che presenzieranno all’evento potranno portare con se’ il proprio strumento fondamentale, quello di cui non potrebbero mai fare a meno, il solo tra i tanti possibili, e potranno lasciarsi fotografare…
Zia Zona Interazione Artistica
Piazza della Mercanzia 2 Bologna
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Pslayer di Nico Vascellari + Z’EV è un evento musicale e performativo che andrà in scena venerdì 13 novembre alle 21 al Monotono (Viale Milano, 60) di Vicenza e sabato 14 novembre a Codalunga, lo spazio fondato da Nico Vascellari stesso in Via Martiri 20 a Vittorio Veneto (Tv). Z’EV è considerato uno dei precursori dell’industrial e dialogherà con l’artista performer Nico Vascellari.
Un concerto molto particolare che tiene insieme le percussioni oscure e metalliche del musicista americano che ha influenzato band come Einsturzende Neubauten e Foetus e collaborato con musicisti quali Psychic TV, Glenn Branca, KK. Null e Stephen O’Malley, alla la voce di Vascellari, impastata dei suoni provenienti dalla performance Gnawing my own teeth behind a closet door realizzata per la mostra Marina Abramovic presents al Manchester Festival.
Un evento che si propone anche da apristrada per una condivisione di percorsi tra Monotono e Codalunga, due spazi dedicati alla produzione del contemporaneo in Veneto.