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Freedom to Remix a Torino: serata dedicata a Rip! A Remix Manifesto di Brett Gaylor

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freedom to remix

L’11 marzo, a partire dalle 18.30 a Torino un evento completamente gratuito all’insegna del remix: Freedom to Remix, promosso dai Magazzini Bresso con la direzione artistica del Piemonte Share Festival, si propone indagare temi come le libertà digitali e in particolare il diritto d’autore, così legati all’emergere e al consolidarsi della cultura di rete.

La serata si apre con la proiezione di Rip! A Remix Manifesto di Brett Gaylor. A seguire si avvicendano quattro dei maggiori nomi legati alla scena artistica torinese elettronica: Eniac (Fabio Battistetti) che ha redatto i contenuti extra del dvd Rip!, Pinguino (Alberto Moretti e Stefano Ame) con la loro commistione tra lirismo e elettricità, Fish and Chip 8bit (Gigi de Martino e Alessandro “FIL” Fileccia) con i suoni ridotti all’osso della musica a 8bit, e in chiusura Titta (storico Dj torinese) con i ritmi del clubbing.

Un evento fresco fra arte e pirateria, musica e diritto d’autore, proprio come lo sono gran parte delle opere prodotte dagli artisti digitali contemporanei e proprio come lo siamo noi, semplici utenti, scaricatori file, frequentatori di reti p2p, liberi diffusori e riutilizzatori di contenuti digitali.

Via | ToShare.it

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Progetto SMIR - Spazi Multimediali Innovazione e Ricerca

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Arte, innovazione e piccoli comuni pieni di storia: è questo lo sfondo del progetto SMIR - Spazi Multimediali Innovazione e Ricerca che vede protagonisti Mondovì ed Embrun grazie ad un finanziamento europeo di cooperazione transfrontaliera guidato dall’associazione Marcovaldo.

Il progetto si svolgerà nell’arco di 5 anni (2007-2013), prevedendo il restauro di due plessi architettonici in disuso, rispettivamente la chiesa di Sant’Evasio e il convento dei Cappuccini, che si trasformeranno in centri-laboratori dedicati all’arte contemporanea. In particolare Sant’Evasio dovrebbe diventare un centro di produzione multimediale con un focus sull’arte digitale, come ha voluto dimostrare la prima cinque giorni che ha animato la cittadina a dicembre, con un programma ricco di workshop, performance e mostre sotto la direzione artistica del Piemonte Share Festival.

I lavori di restauro andranno dunque di pari passo con l’attivazione di processi culturali e iniziative che coinvolgeranno la cittadinanza e il territorio, mettendo a confronto l’esperienza francese e quella italiana. Già in primavera si prospettano interessanti iniziative che seguirò, sperando che effettivamente la cultura e l’arte digitale siano capaci di ibridarsi (e relazionarsi) con contesti locali lontani e così diversi dalle grandi metropoli.

Intanto è proprio grazie a SMIR che ho scoperto due interessanti progetti di cui vi parlerò nei prossimi post: SphèrAléas e PLOG.it.

[Foto in alto: preparazione della performance PLOG.it]

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Seppukoo.com - Suicide on Facebook

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seppukoo, sucidio su facebook

Ossessionati da Facebook? Desiderosi di un esperienza virtualmente estrema come la scomparsa dal social network globalmente più famoso? Da qualche tempo è possibile.

Seppukoo.com è l’ultima operazione artistica del collettivo Les Liens Invisibles. Mutuando il termine dalla tradisione giapponese, fare seppukoo significa commettere un suicidio rituale anticamente riservato ai samurai che preferivano togliersi la vita con onore, una volta caduti nelle mani del nemico. Ma nella sua versione contemporanea, con un piglio ironico e irriverente alle dinamiche delle nostre identità virtuali e delle relazioni sociali online, il seppukoo sbarca su Facebook.

Partecipando al progetto, infatti, potrete suicidare il vostro profilo personale e tentare di coinvolgere i vostri amici: chi vi seguirebbe? Intanto, da quando Seppukoo è stato lanciato al Piemonte Share Festival 09, sono oltre 15.000 gli utenti che una scelta la hanno fatta e che sono passati virtualmente a miglior vita…

[Nella foto: rappresentazione tradizionale di guerriero intento a commettere il suicidio ritualale]

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I vincitori di Share Prize '09

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Andreas Muxel

Il Piemonte Share Festival si è concluso domenica scorsa ed ecco a voi una retrospettiva a partire dai vincitori dello Share Prize ‘09, che quest’anno a sorpresa ha assegnato per la prima volta insieme all’Environment Parck di Torino un premio spaciale: il green award per la tecnologia a impatto zero.

Ma veniamo ai winners. La giuria, che ha visto le due presenze eccezionali di Bruce Sterling e Andy Cameron (direttore di Fabrica), ha assegnato il primo premio a Connect di Andreas Muxel: la scultura cinetica con il suo moto perpetuo “genera continuamente drammatici episodi di comici fallimenti e di eroica determinazione ” capaci, secondo i giurati, di rappresentare un mondo in crisi in sè concluso. La menzione d’onore è invece stata assegnata al Calculating Space, il complesso lavoro di Ralf Baecker, realmente capace di colpire nella sue bellezza geometrica che ricorda la storia della computazione. Infine il green-award è andato a Squatting Supermarkets di Salvatore Iaconesi, progetto speciale dello Share non in gara che ha sorpreso e coinvolto tutti in un continuo di performance e azioni lungo i sei giorni di festival: speriamo che il green award di quest’anno possa essere una continuità e che si integri nella struttura del concorso.

E adesso - lo avevo promesso - ecco la mia personale graduatoria dopo aver visto le opere dal vivo. Il mio vincitore è Sciame di Francesco Meneghini e William Bottin. Opera che mi ha sorpreso per la sua delicatezza: fili di cotone scuro (quelli da cucito) sospesi, piccoli pezzi di carda rettangolari attaccati ai fili, un ventilatore, una luce blu e i suoni del Grillo Parlante (lo ricordate? Proprio lui, quella primordiale tastiera che molti bambini fra cui naturalmente la sottoscritta, hanno giocato) a creare delicati, organici e artificiali rumori di insetto in una stanza scura. Praticamente una istallazione costruita con nulla da un effetto bellissimo.

[Nella foto: particolare di Connect - Andreas Muxel]

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Squatting Supermarkets. I loghi e i luoghi del consumo: intervista con Salvatore Iaconesi

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Squatting Supermarkets, salvatore iaconesi, to share 2009, market forces

Squatting Supermerkets è un titolo è affascinante, ma il contenuto lo è ancor di più. Per i compulsivi dello shopping e per chi dello shoping non si fida, quest’opera d’arte sfida la percezione ordinaria dell’acquisto proiettandola in una nuova dimensione: sensoriale, etica, estetica. Ma cerchiamo di capire insieme di che si tratta.

Progetto speciale del Piemonte Share Festival 09, Squatting supermarkets è un’installazione interattiva che riproduce un supermercato in Realtà Aumentata. Il cuore tecnologico dell’installazione è un’applicazione iPhone basata sul riconoscimento dei loghi, iSee, che usa l’infrastruttura fisica e informazionale del marketplace (punto vendita+logo) per riprogettare radicalmente atto più estremo, quotidiano e pervasivo del consumismo, lo shopping. A questo punto, la dimensione di squotting evocata nel titolo dovrebbe iniziare a chiarirsi ai lettori.

le potenzialità di un intervento di questo tipo sul tessuto (economico, sociale, antropologico) del consumo. L’arte esce definitivamente dagli schemi mostra/museo/oggetto e si getta con gioia primitiva nel processo, nell’ibridazione con le tecnologie, la comunicazione e la publicità, sbarazzandosi definitivamente di un falso complesso verso mercato: una galleria non confesserà mai di essere un supermercato (d’élite e raffinato, ma sempre un supermercato), mentre chi la frequenta stenta a riconoscersi come un banale consumatore (d’arte ma sempre consumatore). Questa arte non desidera essere esposta, venduta, collezionata: se il supermercato diventa la sua location per eccellenza, l’intervento artistico non non si limita al detournamento della merce, ma è una vera e propria azione di revers engineering delle dinamiche del consumo, costringendo a trasformare in senso ecosistemico il concetto stesso di valore.

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Share Prize 2009: aspettando il vincitore

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share prize 09

Fiore all’occhiello del Piemonte Share Festival, Share Prize è un premio internazionale nato con l’obiettivo scoprire, promuovere e sostenere le arti digitali. Lanciato nel 2007, alla call partecipano in media circa 3-400 artisti da ogni parte del mondo.

La giuria, composta da Andy Cameron (spcial curator dell’edizione ‘09), Bruce Sterling (giornalista e scrittore amico storico dello Share), Emma Quinn (curatrice new media art, Londra), Giovanni Ferrero (presidente Accademia delle Belle Arti, Torino), Rosina Gomez-Baez (direttrice Laboral Centro de Arte y Creación Industrial, Gijon), ha selezionato 6 i finalisti le cui opere evidenziano le relazioni fra gli elementi di un sistema complesso.

Fra caos e valore, significato e casualità, politica ed economia, queste astrazioni instabili si concretizzano sotto forma di sculture-installazioni, mentre la loro forte fisicità unita a una bellezza tradizionale a cavallo artigianato e attitudine hacker ci svela un quasi-rifiuto ad essere “soltanto” digitali.

[Nella foto: Ernesto Klar - “Convergenze Parallele”]

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5° edizione del Piemonte Share Festival. A Torino dal 3 all'8 novembre

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Piemonte Share Festival 2009

Si apre a Torino dal 3 al 8 novembre la 5° edizione del Piemonte Share Festival. Interamente dedicato all’arte e alla cultura digitale, il festival è in Italia il maggiore per importanza nel suo settore, inserendosi ampiamente in un contesto internazionale e proponendo scelte artistiche e curatoriali di alto livello.

Quest’anno Share non delude le nostre aspettative. A partire dalla tematica che ispira lo statement artistico: “Market Forces”, nell’anno della crisi finanziaria internazionale sembra quasi una premonizione, dimostrando la grande capacità di questa manifestazione nell’interpretare, rielaborare e contestualizzare le dinamiche profonde che regolano la complessità del contemporaneo.

Ed è proprio la complessità il filo conduttore delle sei opere finaliste in gara per lo Share Prize: istallazioni-sculture che in modi diversi svelano le forze invisibili e le relazioni fra gli elementi di un sistema complesso. Ernesto Klar (USA/Venezuela) con “Convergenze Parallele” svela l’impercettibile: , in un cono di luce, le particelle di polvere presenti nell’aria vengono tracciate, visualizzate, sonorizzare e proiettate su una parete a creare suoni e immagini. Chris O’Shea Audience (Gran Bretagna) inverte il rapporto fra osservato e osservatore creando “Random International”, una comunità di specchi che insegue gli spettatori. Ralf Baecker (Germania) simula una rete neurale logica fatta di legno, cordini e pesi, ma perfettamente funzionante: “Rechnender Raum” (Calculating Machine). Francesco Meneghini e William Bottin (Italia) si ispirano al comportamento collettivo degli insetti, “Sciame 1”, un oggetto costruito attraverso una ventola e un campo magnetico. Andreas Muxel (Germania), con la sua scultura cinetica “Connect”, modella il caos. Lia (Austria) presenta “Proximity of need”, un sistema generativo interattivo in cui, a partire da un set di parametri, immagini e suoni creano composizioni audiovisive.

Presidente e guest curator di questa edizione è Andy Cameron, dal 2001 direttore creativo di Fabrica, preceduto da Bruce Sterling, giornalista e scrittore ormai amico storico dello Share.

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Ars Electronica con Simona Lodi

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Simona Lodi e Martina Coletto con Hiroshi Ishiguro, professore presso l'Università di Osaka e guest group leader di ATR Intelligent Robotics and Communication Laboratories

Come promesso, ecco un piccolo resoconta dirattamente da Linz che ci offre Simona Lodi, art director del Piemonte Share Festival, che avrà luogo a Torino dal 3 all’8 novembre 2009.

Comne immaginate, Simona e tutto lo staff dello Share (evento che vi anticipo seguiremo da vicino in diretta), è in fibrillazione, la ringrazio quindi di aver trovato il tempo per rispondere alle domande nonostante gli impegni onerosi dell’organizzazione.

La Arts Electronica che ci racconta si presenta interessante, ma forse un po’ meno rispetto alle edizioni passate. Parlando invece dell’Ars Electronica Center e della possibilità di realizzare progetti simili in Italia, dal suo punto di vista potremmo sfruttare molto bene le nostre strutture museali, aprendo le collezioni alla new media art, ma per adesso Simona non sembra particolarmente ottimista sulle prospettive di realizzazione concrete.

Come sempre, buona lettura.

[Nella foto Simona Lodi e Martina Coletto con Hiroshi Ishiguro, professore presso l’Università di Osaka e guest group leader di ATR Intelligent Robotics and Communication Laboratories]

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In visita al Pervasive Media Studio di Bristol

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Prima di continuare il nostro viaggio insieme a Banksy, una parentesi dovuta è alla nostra visita al Pervasive Media Studio, un laboratorio di sperimentazione sulle nuove tecnologie e i media digitali nato da qualche anno a Bristol grazie alla collaborazione delle istituzioni locali della città e dell’HPLabs. Ci siamo andati in delegazione sempre con [A][O][S] grazie al ToShare, nella persona della sua frizzante e attivissima art director Simona Lodi (che vedete nelle foto: capelli ricci e biondi sempre sorridente), e di Gianni Corino (docente presso la Plymouth University e membro del supervisory team del Centro i-DAT), che ha fatto da rèlais fra noi. Fondamentalmente un’occasione per un confrontarsi con questa realtà, conoscersi e scambiare idee e opinioni su quello che facciamo nei rispettivi paesi d’origine, su quali sono le possibilità e i campi di sperimentazione più vivi.

Un pomeriggio interessante che è iniziato con la visita del centro, un laboratorio/incubatore che ospita incontri, promuove residenze artistiche, eventi e progetti, realtà giovani imprenditoriali e non che sperimentano i nuovi media offrendo loro un ecosistema positivo e aperto, una connessione e un open space dove lavorare: l’ultimo evento ospitato, un vero peccato averlo perso per un solo giorno, era il raduno di DorkBot. Come vedete dagli esterni e dagli interni nelle foto, uno spazio molto bello e completamente ristrutturato, che nel passato era una fabbrica di di tubi di gomma da tempo chiusa.

La visita è stata inoltre l’occasione per conoscere dal vivo alcune realtà, fra cui segnalo Simon Game, una giovane start-up che ha scelto di concentrarsi sui giochi interattivi, giochi che avvengono generalmente il luoghi pubblici invadendoli, e che presuppongono l’utilizzo di tecnologie web based come il GPS, i social network o semplicemente la mail. La start-up si chiama Simon Game perché a lavorarci ci sono due Simon, prontamente ribattezzati da tutti noi come Simon&Simon della nota serie televisiva (che adoravo da bambina), che stanno preparando la nuova edizione del IgFest, un festival interamente dedicato agli street game interattivi che in UK ha già attirato l’attenzione dei media nazionali.

Ne abbiamo ricevuto una spiegazione esaustiva e molto professionale, ma per avere un’idea del festival la cosa più facile è che diate un occhio a questo link dove troverete alcuni video decisamente efficaci.

Pervasive Media Studio
Pervasive Media StudioPervasive Media StudioPervasive Media StudioPervasive Media Studio

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Speciale LPM/Digital Freedom: installazioni, performance e round table con il REFF [PART 2]

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Il legame di LPM con le libertà digitali si evince chiaramente anche dalla prima parte del reportage dalle posizioni espresse da Gianluca Del Gobbo e se ci pensiamo bene si tratta di un legame abbastanza naturale. Videoarte e vjing si basano sostanzialmente su pratiche quali remix e mashup e la possibilità di utilizzare musiche, video, tracce è una parte fondamentale di questa “professione”: non deve infatti stupire che LPM sia stato uno dei primi partner del REFF…

Tornando alle libertà digitali, fino al 2007 il Linux Club, locale gestito dall’omonima associazione ha svolto negli anni un’azione di diffusione del software libero e della cultura opensource, è la location dell’evento, veicolandone questa specifica tendenza culturale. Dal 2008, quando il Linux Club chiude e l’evento si sposta, per mantenere questo legame in modo esplicito LPM decide di dedicare la giornata di apertura a questo tema, ospitando ad esempio iniziative e dibattiti sul diritto d’autore come la Degradarte.

E il 2009 non è stato da meno. Il programma di giovedì 28 maggio, denso di presentazioni, workshop, installazioni e tavole rotonde con ospiti internazionali, ha visto una stratta collaborazione con il REFF, di cui vi offro un resoconto per esteso. Con una piccola anticipazione per i curiosi: filo conduttore della giornata sarà un candido WC…

[Foto in alto: particolare TCDTT - “Throwing Copyright Down The Toilet”, installazione interattiva di Salvatore Iaconesi. Lo sciacquone ripreso da dietro…]

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