Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag pisa

"Tuttomondo" di Keith Haring restaurato a Pisa

pubblicato da Anna Castiglioni

keith haring

Keith Haring come non lo avete mai visto. Nel senso che sono terminati i lavori di restauro del murales Tuttomondo realizzato dall’artista a Pisa, su una parete del convento di S. Antonio, e ora la famosa opera è tornata ad avere colori accesi e brillanti. Il restauratore Antonio Rava, che ha curato i lavori, spiega come è stata trattata l’opera:


“Abbiamo proceduto a spandere un gel naturale, l’agaragar, un addensante alimentare che permette di portare via il carbonato di calcio, ovvero quella sostanza che opacizza i colori. Una volta finito di ripassare i disegni con questo gel, per il quale è sufficiente la sua applicazione e una posa di mezz’ora prima di ripulirlo, si procedere a spruzzare uno spray idrorepellente che servirà a garantirne la successiva protezione”.

Il murale tornerà allo splendore originale perché è stato possibile restaurarlo con l’ausilio di Caparol, la stessa azienda che nel 1989 fornì i colori ad Haring. Insomma, se avete in programma un week-end fuori porta e non sapete dove andare, Keith Haring potrebbe essere un motivo in più per visitare la città di Pisa, che già di suo è meravigliosa. Il Comune della città spiega in una nota che

“Il murales sarà sottoposto a un monitoraggio continuo, a cura del dipartimento di chimica e chimica industriale dell’Università di Pisa, mentre la Fondazione Keith Haring di New York ha deciso di stanziare 60 mila dollari per continuare il progetto di conservazione dell’opera.”

Tuttomondo - Keith Haring
Tuttomondo - Keith HaringTuttomondo - Keith HaringTuttomondo - Keith HaringTuttomondo - Keith Haring

Via | LaRepubblica

....
condividi 0 Commenti

Lungo il Nilo. Disegni dell'Antico Egitto a Pisa

pubblicato da Lorenzo Mazza



Dopo i record di visitarori della mostra di Chagall, Palazzo Blu di Pisa si prepara ad accogliere Lungo il Nilo, un eccezionale appuntamento espositivo dedicato all’arte egiziana.

L’allestimento ripercorre il viaggio dell’archeologo pisano Ippolito Rosellini con la delegazione franco-toscana in Egitto, avvenuto tra il 1828 e il 1829. In mostra da mercoledì 28 aprile a domenica 25 luglio 2010, ci saranno circa 200 reperti egiziani, soprattutto disegni e manoscritti, in eccezionale stato di conservazione.

Curata da Marilina Betrò, professore di Egittologia all’Università di Pisa, la mostra riunisce alcuni dei più interessanti lavori raccolti durante la spedizione finanziata dal Granduca di Toscana Leopoldo II e dal re di Francia Carlo X.

Lungo il Nilo
Lungo il NiloLungo il NiloLungo il NiloLungo il Nilo

....
condividi 0 Commenti

TemporaneArte. Sette ore di live painting a Pisa

pubblicato da Lorenzo Mazza


Un grande happening cittadino per la città di Pisa. All’interno del programma TemporaneArte (che celebra il ventennale di Tuttomondo di Keith Haring) 26 artisti si esibiranno in un grande live painting alla Residenza Artistica, in via Francesco da Buti angolo Via Vespucci (vicino alla ex-stazione Leopolda), sabato 27 febbraio, dalle 11 alle 18.

TemporaneArte non è solo live painting, ma anche un grande dj set con contest di breakdance, che cerca di ricomporre la frattura tra arte e tessuto urbano. A livello curatoriale una scelta precisa, quella di utilizzare tre colori principali con cui creare le opere: il bianco, il nero e il rosso. Ecco i nomi dei live painter, per avere maggiori informazioni visitate questa pagina: Amina Barosi, Luca Batoni, Luna Colombini, Jacopo Da San Martino, EDFcrew, Liliana Giannecchini, Mirko Giannessi, Sara Lestini, Mauro Mandracchia, Ilenia Rosati, Raffaele Santalucia, Tommaso Santucci, Luca Scopetti, Caterina Siragusa, The Mammaluks.

La nuova Residenza Artistica per studenti, costruita secondo le ultime tecnologie dell’edilizia biosostenibile, indirà nel prossimo futuro un bando, per individuare l’artista che ne dipingerà la facciata principale.

....
condividi 0 Commenti

Steet art incorniciata

pubblicato da Lorenzo Mazza


Un fenomeno che sta crescendo è quello della street art incorniciata. Si vedono sempre più spesso cornici a “proteggere” o semplicemente segnalare dipinti murali. L’ultimo che mi è capitato di vedere è lo stencil di C215 a Roma che vedete qui sopra (foto thanks to Romephotoblog). Chissa chi è stato…magari i padroni della casa

Non una cornice, perché viste le dimensioni sarebbe stata un’impresa, ma una protezione in vetro, è stata applicata alla base di Tuttomondo di Keith Haring a Pisa. Molte sono le opere di Banksy che si è cercato di incorniciare per preservarle con scarsi risultati. Ormai i ladri di street art sono ben organizzati e si portano via anche un intero muretto.

Girando in rete ho poi scoperto che addirittura è stata lanciata una piattaforma online da Tim Tribù, che raccoglie foto e video di utenti che hanno “adottato” delle opere di street art. C’è proprio una classifica dei vari curatori 2.0 che presentano le opere online. Il video dopo il salto (che fa parte appunto di streetmuseum.it) documenta alcune azioni di guerrilla art in cui un gruppo di ragazzi mette una cornice di legno e un foglio informativo a un pezzo di Tv Boy e ad un bellissimo poster di Obey a Milano. Quest’ultima cornice però ha resistito davvero pochi giorni, come vedete dalle immagini in galleria, è stata rimossa ed adesso il manifesto di Shepard Fairey è coperto per metà di vernice grigia.

Framed street art
Framed street artFramed street artFramed street art

Continua a leggere: Steet art incorniciata

....
condividi 0 Commenti

Intervista a Buff Diss, artista del nastro adesivo

pubblicato da Lorenzo Mazza


Continua il nostro ciclo autunnale di conversazioni con alcune voci interessanti della scena contemporanea. Come promesso vi presentiamo in esclusiva per l’Italia un’intervista al tape artist Buff Diss, che ha recentemento lavorato a Pisa. L’abbiamo raggiunto a Berlino, dove si trova per lavorare al negozio Klebeland.

Durante la conversazione ho colto l’occasione per farmi raccontare che posto è Melbourne e cosa succede nel campo dell’arte contemporanea. Buff ci parla del ruolo della pigrizia e dell’improvvisazione all’interno dei suoi processi creativi. Purtroppo la chiacchierata si è limitata al suo approccio nei confronti dell’arte. Per motivi di tempo non mi sono avventurato a chiedergli da cosa nasca la sua passione per il nastro adesivo, né tantomeno quale tecnica usi.

1) Quand’è che da bambino hai incontrato per la prima volta l’arte?

Probabilmente quando la mia mamma per distrarmi mi mise davanti una matita e un pezzo di carta, una tattica piuttosto efficace!

2) Chi sono i tuoi eroi?

Credo che il mio eroe, nel vero senso della parola, sia Paul Robeson (cantante, attore ed attivista americano n.d.). Uno degli uomini più impressionanti che il secolo scorso abbia conosciuto, non solo per le sue parole e le sue conquiste, ma anche per il contesto in cui le ha ottenute. Poi i miei genitori, che sono passati attraverso molte difficoltà personali, ma soprattutto per essere stati le grandi persone che sono.

3) Quando hai realizzato il tuo primo artwork? (intendo una cosa che volevi far vedere alla gente come un’opera d’arte) Che cos’era ?

Fammi pensare … opera d’arte… in realtà la prima cosa che ho realizzato è stata una stupida scultura in carta ai tempi della prima elementare. Ricordo che la maestra mi chiedeva se fossi un artista e quando io le risposi sì, lei mi lasciò continuare, mentre tutti dovevano iniziare gli esercizi di matematica. Ora che ci penso, questo episodio dice davvero tutto.

Buff Diss - Tape Arts
Buff Diss - Tape ArtsBuff Diss - Tape ArtsBuff Diss - Tape Arts

Continua a leggere: Intervista a Buff Diss, artista del nastro adesivo

....
condividi 2 Commenti

Report: Chagall e il Mediterraneo (2a parte)

pubblicato da Lorenzo Mazza


Come promesso continua il nostro viaggio all’interno della mostra Chagall e il Mediterraneo a Pisa. Dopo l’immersione nelle grandi tele, al primo piano di Palazzo Blu resta da visitare la sezione dedicata alla Grecia, che il pittore russo definisce una “terra disperatamente vuota se non fosse popolata di cielo, mare e luce”. Qui troviamo le illustrazioni per Dafni e Cloe a gouache e acquerello che Chagall realizzò per l’editore Tériade.

Torno al piano terra, non prima di aver ammirato per una seconda volta Yellow Clown, un dipinto in cui disordine e caos compositivo riescono per antitesi ad esprimere la purezza del soggetto rappresentato attraverso l’identità cromatica del giallo. Eccomi nella sezione dedicata alla Bibbia. Quadri come White Crucifixion rappresentano al meglio la visione di Chagall sulla religione. Un Cristo crocifisso da un raggio di luce occupa il centro di una scena di vita nell’inferno quotidiano. Soldati, briganti, fiamme e disperazione, il quadro è popolato di soggetti che sono indifferenti, che non considerano minimamente il messaggio del Salvatore.

Poi molti quadri che tracciano delle epifanie quasi fallimentari, in cui l’unico spettatore consapevole della magia del momento evocato sembra essere il pittore. Christ on the riverbank, Moses and the table of the law, Ressurrection on the riverbank, The fallen of the angel e la bella scultura del 1952 Maternity or Virgin and child, che ricorda nella semplicità dei tratti il nostro Modigliani.

Continua a leggere: Report: Chagall e il Mediterraneo (2a parte)

....
condividi 0 Commenti

Report: Chagall e il Mediterraneo (1a parte)

pubblicato da Lorenzo Mazza

Questo weekend sono stato alla mostra Chagall e il Mediterraneo a Palazzo Blu di Pisa e sono rimasto piacevolmente colpito dall’allestimento. La location è proprio in pieno del centro storico della città toscana, sulle sponde dell’Arno. Il palazzo è stato restaurato con criterio e presenta ambienti ariosi e luminosi. Il percorso espositivo è lungo e ben attrezzato dal punto di vista informativo. Ci sono opere di Chagall che non si sono viste molto in giro, se non altro perché facenti perlopiù parte di collezioni private.

Una frase scritta a caratteri cubitali accoglie lo spettatore poco dopo l’ingresso, è la citazione di un intervento critico di Lionello Venturi: “Chagall ha dato uno dei maggiori contributi alla realizzazione della libertà nell’arte”. La stessa libertà che trafigge il pittore russo a partire dal 1926, ai tempi della sua prima discesa nel Mediterraneo. Nizza e la Costa Azzurra, poi il soggiorno a Peira-Cava, sulle Alpi Marittime. Lentamente Chagall scopre l’autonomia a livello compositivo del colore e della luce e decide di servirsene per dipingere.

Ne escono piccoli gioielli esposti in questa prima sezione della mostra. Litografie su carta finemente realizzate e poi disegni a pastello o acquarelli. Sono scorci delle città costiere francesi, ma soprattutto accenni a quella poetica che verrà. Donna con bouquet, Fidanzati nel cielo di Nizza, La coppia e il pesce. Quadri che sono poesie che parlano di solitudine, bellezza, colori del pubblico e del privato. A vederli da vicino viene da pensare che forse ogni amore ha un animale che lo protegge e in due si vola davvero sui cieli di Nizza.

Continua a leggere: Report: Chagall e il Mediterraneo (1a parte)

....
condividi 3 Commenti

Intervista a Robert Cahen

pubblicato da Lorenzo Mazza

Vincenzo Letta delle Edizioni Ets di Pisa ci segnala quest’interessante intervista a realizzata ieri a Robert Cahen. Due chicacchiere per capire cosa ci attenderà alla mostra che sta per inauguarare alla Fondazione Ragghianti di Lucca.

L’intervista è realizzata da Sandra Lischi, che insegna audiovisivi e arti elettroniche per il Corso di Laurea in Cinema, Musica e Teatro presso l’Università di Pisa, che si è occupata di curare l’allestimento di quella che si preannuncia come la più completa retrospettiva sul videoartista francese.

La Lischi è anche autrice del Dvd “Il respiro del tempo - Cinema e video di Robert Cahen”, una monografia aggiornata e giunta alla terza edizione, che ripercorre il percorso di Cahen tra musica, arti visive, cinema e danza.

....
condividi 0 Commenti

Buff conquista il Cantiere

pubblicato da Lorenzo Mazza


Come promesso lo scorso weekend sono andato a Pisa per l’apertura di God has left the building, prima personale europea del tape artist australiano Buff Diss. Intorno alle 22 sono entrato nella Repubblica di San Bernardo. All’ingresso non ho fatto in tempo a dare un’occhiata all’installazione con la proiezione di F for fake di Orson Welles, che subito Buff si è messo all’opera.

Scotch carta alla mano (si vede che aveva finito quello più buono), l’artista del nastro adesivo ha disegnato in meno di mezz’ora la scena di una mano che frusta l’altra. Sospinto dalla musica dei dj di San Bernardo non sbaglia un colpo, si ferma solo per prendere le misure con la mano. Poi mi giro e pian piano mi rendo conto di quello che già c’è nella ex chiesa di San Bernanrdo.

Al centro campeggia una torre, mentre sulle due pareti principali due grandi rielaborazioni di opere di Michelangelo e Caravaggio. Sembra impossibile che anche questi grossi pezzi siano fatti col nastro adesivo. Non ci voglio credere. Mi avvicino e noto che questa volta si tratta di nastro adesivo con fibra, che permette di essere tagliato precisamente a mano.

Buff Diss in Pisa
Buff Diss in PisaBuff Diss in PisaBuff Diss in PisaBuff Diss in Pisa

Continua a leggere: Buff conquista il Cantiere

....
condividi 0 Commenti

Buff Diss, il ragazzo a lavoro

pubblicato da Lorenzo Mazza


Ho conosciuto Buff Diss senza sapere chi fosse, quando il 16 giugno mi trovavo a Pisa per la luminara e la festa del patrono di San Ranieri. Svoltando per caso in una delle tante stradine perpendicolari al lungarno mi sono imbattuto in questa strana mano che vedete qui sopra. Dapprima sono rimasto basito, quasi indifferente, pensando ad un gioco di buio e luci che aveva creato un’immagine irreale, quasi un’allucinazione.

Guardando meglio mi sono accorto che si trattava proprio di una mano disegnata con lo scotch ed era strano e imprevedibile il fatto che sembrava esserci sempre stata lì. D’altronde Buff Diss stesso in un’intervista dice “Mi piace la confusione che si crea con i miei pezzi all’interno delle architetture”. Una confusione che rimanda al significato latino di ’sciogliere insieme’. Per Diss ogni singolo spazio va interpretato e un palazzo, una strada, una panchina si trasformano in una tela su cui dipingere col nastro adesivo. Con un approccio integrato all’ambiente e non invasivo per la vista, questo tape artist australiano realizza interventi che, una volta compiuto il loro ciclo vitale, non lasciano segni sulle superfici che l’hanno ospitati.

Tutto questo per ricordarvi che oggi alle 19 inaugura la sua installazione al Cantiere San Bernardo di Pisa. Per invogliarvi a farci un salto (a Pisa tra l’ altro oggi c’è anche ‘N Joy Street) vi proponiamo una piccola galleria di foto e, dopo il salto, un video del ‘ragazzo’ al lavoro.

Buff DissBuff DissBuff DissBuff Diss

Continua a leggere: Buff Diss, il ragazzo a lavoro

....
condividi 1 Commenti