
La Toscana si conferma ancora una volta terra d’incontro tra street artist. A Pisa venerdì 25 e sabato 26 è in programma ‘N-Joy-Street, una due giorni di performances artistiche fra pittura e musica. L’evento è a cura dell’associazione culturale Joyride e di Switch Creative Network.
Gli artisti si dedicheranno ad un intervento di riqualificazione urbana del sottopasso ferroviario di via Quarantola, realizzato nel 2006. L’evento fa parte del progetto comunale TemporaneArte - Museo di Arte all’aperto dei venti anni dala realizzazione di Tuttomondo di Keith Haring a Pisa. Line-up di grande livello con due conoscenze dei lettori di artsblog come Ericailcane e Massimo Pasca.
Poi da Berlino Aris “veterano della scena toscana…tra i primi a passare dal writing classico ad uno più intimista, utilizzando tinte e pennelli per le sue famose donne addormentate”, l’approccio originale ai confini della grafica del collettivo Truly-design di Torino e Andrea Pioli (Pisa), Nocci (Taranto), Linea piatta - Tosh, Porto, Resko, Wilma (Roma, Pisa, Bologna,Modena), the Mammaluks (Pisa), Hitness (Roma) e A.C.P. (Pisa).

Eccoci a parlarvi di una nuova tendenza artistica, l’adhesive tape art o meglio l’arte del nastro adesivo. Aspettate a storcere la bocca, perché si tratta di qualcosa di realmente innovativo ed interessante. Innanzitutto si parla si una tendenza e non di un vero e proprio movimento, visto che i “tape artists” sono pochi e sparsi in giro per il mondo.
I tipi del Cantiere San Bernardo in pieno centro storico a Pisa (via Pietro Gori), spazio polivalente che ospita e produce eventi di grande qualità, hanno chiamato un grande nome dell’adhesive tape art. L’australiano Buff Diss, di Melbourne, è un giovane artista che usa il nastro adesivo per creare enormi immagini che prendono posizione nel paesaggio urbano. Marciapiedi, mura, fermate degli autobus, cartelloni pubblicitari, automobili, ogni superficie disponibile è buona.
Il suo lavoro è passato da Tokyo, San Francisco, Parigi e Reykjavik. Nei giorni 25-26-27 settembre e 2-3-4 ottobre dalle ore 19.00 Buff Diss presenterà la sua prima personale europea, una grande installazione ambientale intitolata God has left the building (Dio ha lasciato l’edificio). Il titolo allude alla sede che ospita l’evento, l’ex chiesa di San Bernardo appunto.
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Non capita tutte le sere di poter assistere ad una serie di concerti (Uochi Tochi, Frankie Hi-nrg), ad una sessione di live painting ed ad una mostra. Tutto gratuito, tutto successo ierisera, giovedì 25 giugno a Pisa. Nella zona di Porta al Mare, a ridosso delle mura, una serata intrigante e piacevole.
Stiamo parlando di Metartrock che ha visto diversi wall painter confrontarsi con l’annichilente tematica dell’apocalisse, unendosi in un abbraccio ideale a Keith Haring. Fake autoproduzioni, Tommaso Santucci, Banana Artista, Luca Batoni, Antonio Sileo, Tuono Pettinato, Umberto Staila.
Cerimoniere della serata Massimo Pasca, instancabile pittore neodada e fomentatore di happening artistici in giro per la Toscana. Per l’occasione è stato invitato ad esporre Marco Cazzato, illustratore dal tratto delicato ed originale.

E’ cominciato lunedì 22 giugno, nei locali del Laboratorio per l’Arte Contemporanea dello Stabilimento Teseco a Pisa lo workshop di Cuoghi Corsello dal titolo Degrado 4 U. L’iniziativa si inserisce nella piattaforma Walls on walls off, progetto avviato nel 2008 e pensato come un ponte tra cultura ufficiale, street art e graffitismo.
L’apertura al pubblico, per visionare i lavori conclusivi dello workshop a cui hanno partecipato 11 giovani street artist, è prevista per venerdì 26 alle ore 18:30. Si tratta di un cantiere di cinque giorni che si propone di innescare nuove modalità di confronto tra writers, artisti e spazi pubblici.
L’attività di Monica Cuoghi e Claudio Corsello si muove tra scultura, pittura e riutilizzo di spazi privati. Per molti anni gli artisti hanno occupato grandi spazi industriali dismessi per “poter usare tutto il tempo della vita nelle nostre passioni e trasformare l’ambiente intorno in una grande opera che ci rappresentasse esteticamente ed eticamente”.

Keith Haring, pittore pop statunitense e pioniere della street art, realizzò la sua ultima opera di arte pubblica in Italia e più precisamente a Pisa. Nel 1989, l’anno della caduta del muro di Berlino, dipinse nei pressi della chiesa di Sant’Antonio Abate un enorme murales che chiamò Tuttomondo. I pisani sono molto orgogliosi di questo lavoro, dedicato alla pace universale. In particolare c’è un artista contemporaneo che ha sempre portato nel cuore quest’opera. Si tratta di Massimo Pasca artista di origini salentine di base a Pisa.
In occasione del ventennale della visita di Keith Haring, la città sta organizzando Temporane/arte/museo di arte all’aperto, rassegna itinerante dedicata all’artista newyorchese. Proprio Massimo Pasca è il curatore del primo appuntamento, MetArtRock 2009, in scena nella splendida cornice del Giardino Scotto giovedì 25 giugno. Per “rispettare” la tradizione dell’happening e dell’improvvisazione, durante i concerti dei rapper Uochi Toki e Frankie Hi-nrg, un gruppo di pittori dipingerà dal vivo.
I pittori chiamati a raccolta da Massimo Pasca renderanno omaggio a Haring a partire da una riflessione che egli ha spesso affrontato, l’Apocalisse. Introdurrà l’evento l’architetta Francesca Mea dell’Accademia di Brera a Milano che proprio su questa questione sta per pubblicare uno studio.
A Pontedera (PI), dal novembre del 2006 si è svolto il progetto Officina Canuti. Mostre, installazioni, murales, laboratori d’arte e didattica (ai quali hanno attivamente partecipato anche molti studenti) hanno dato luogo al processo educativo sviluppato dall’artista Nado Canuti.
Il progetto ha interessato e coinvolto critici e personaggi della cultura, come Gillo Dorfles, Vittorio Sgarbi, Dino Carlesi, Paolo Crepet e Gianni Pettena.
Venerdì 12 settembre, alle 15,30, presso il museo Piaggio “Giovanni Alberto Agnelli” di Pontedera, il progetto chiuderà con la presentazione di due volumi che ne testimoniano il formidabile percorso.
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La “volpe” di oggi è un gigante dell’arte e della scienza, la cui varietà di interessi nei più diversi ambiti dello scibile umano è rimasta proverbiale. Così come la sua incostanza. Di lui disse Giorgio Vasari:
… avrebbe fatto profitto grande, se egli non fusse stato tanto vario e instabile. Perciocchè egli si mise a imparare molte cose e, cominciate, poi l’abbandonava.
Della volpe (nel senso in cui ne parla Isaiah Berlin) Leonardo da Vinci ha anche la spiccata sensibilità per la complessità del reale. Figlio del suo tempo, e ancora lontano dal metodo galileiano, il grande Maestro fiorentino fu però sempre orientato, nelle ricerche tecniche e scientifiche così come nella sua produzione artistica, dalla consapevolezza dell’importanza che l’esperienza riveste per il conseguimento della vera conoscenza. La sua straordinaria curiosità e il formidabile intuito ne hanno fatto l’emblema del genio universale e intorno alla sua figura sono sorte leggende che ne alimentano, ancora oggi, la grande fama. Si pensi solo alla più recente letteratura inaugurata dal celebre romanzo di Dan Brown.
Anche per questo, probabilmente, il Prof. Mallegnini, noto paleoantropologo pisano, e Silvano Vincenti, Presidente del Comitato nazionale per la valorizzazione dei beni storici e ambientali, stanno tentando di riesumarne i resti, al fine di applicare ad essi le più evolute tecniche di analisi del DNA e di ricostruzione del volto. Dopo le riesumazioni di Padre Pio e di Bach, l’analisi sui resti di Leonardo potrebbe offrire ulteriori elementi a quella nuova disciplina che qualcuno ha efficacemente battezzato ‘necrostoria‘ e che non ha mancato di suscitare già accese polemiche.

La città di Pisa ha un nuovo museo: quello della Grafica che è stato inaugurato nelle sale di Palazzo Lanfranchi. In esposizione ci saranno le collezioni del gabinetto dei disegni e delle stampe del dipartimento di Storia delle arti dell’università di Pisa, fondato nientemenochè da Carlo Ludovico Ragghianti.
La mostra inaugurale si intitola “Segni multipli. Opere grafiche dalla collezione Argan” messa insieme dal grande storico dell’arte che lo scorso anno è stata donata all’ateneo pisano. La raccolta è prevalentemente d’arte contemporanea e raccoglie opere dei grandi artisti del XXesimo secolo. Sul sito dell’università è possibile consultare l’intero catalogo.