
Ha chiuso i battenti con 190.230 presenze la mostra Da Rembrandt a Gauguin a Picasso. L’incanto della pittura, alla Rocca Malatestiana di Castel Sismondo. Rimini si prepara ad un nuovo appuntamento: Parigi. Gli anni meravigliosi. Impressionismo contro Salon, che apre i battenti dal 23 ottobre al 27 marzo 2011.
L’esperto dei Salon parigini, che da anni conduce una ricerca per rivalutare alcuni artisti e un preciso momento storico, si chiama Marco Goldin. L’allestimento propone circa 70 dipinti da musei e collezioni private, che ci conducono nella Parigi della seconda metà del XIX secolo. Il Salon, dal 1725, era la rassegna annuale delle Accademie di Belle Arti.
Durante l’ottocento la manifestazione assunse grande importanza nel mondo occidentale e divenne luogo d’incontro tra artisti da tutto il mondo. Non solo artisti visivi, ma anche letterati (Baudelaire, Zola, Proust), perché un’apposita sezione del Salon era dedicata ai libri. Parigi, tra Salon e impressionismo, in un accostamento dove convivono Monet, Bazille, Renoir, Cézanne, Monet, Sisley, Pissarro, Renoir, Caillebotte, Guillaumin, Van Gogh, Ingres, Bonnat, Bouguereau, Gerome, Couture, Meissonier, Cabanel, Doré, Fromentin, Henner, Laurens.
Con la primavera tornano le grandi mostre e Roma si prepara ad ospitare Corot, Monet, Sisley e Pissarro. La Natura protagonista, dal 6 marzo al 29 giugno al Museo del Vittoriano. Una mostra che per certi punti di vista ribalta la prospettiva. Non sono più soltanto gli autori, le correnti, i periodi della storia dell’arte, a dettare il filo conduttore del percorso espositivo. La grande protagonista è la natura, che prende vita attraverso 150 opere, prima, durante e dopo l’impressionismo.
Un allestimento reso possibile dalla collaborazioni con prestigiose isituzioni museali in tutto il mondo, dall’Art Institute di Chicago, al Metropolitan di New York, la National Gallery di Washington, la Bibliotheque Nationale de France di Parigi e il Museo Ermitage di San Pietroburgo.
La mostra rappresenta proprio quel cambiamento nella rappresentazione della natura che prese il via con i Barbisonniers, quei pittori che si ritrovarono vicino alla foresta di Fontainebleau tra il 1830 e il 1870, abbandonando la visione classica della natura, per definire un paesaggio più selvaggio. Da qui procede la sfida degli impressionisti che integrano natura e cultura, città e campagna, nei loro paesaggi e molte fotografie d’epoca documenteranno l’evoluzione del rapporto tra arte e natura.