
Intersezioni, progetto che lega insieme arte contemporanea ed archeologia, giunge alla quinta edizione. Michelangelo Pistoletto, con il suo Dna del Terzo Paradiso, ne sarà il principale protagonista.
Due le sedi espositive, il Parco Archeologico di Scolacium e il Marca - Museo delle Arti di Catanzaro, che ospiteranno l’installazione I temp(l)i cambiano-Terzo Paradiso, Love Difference-Le sponde del Mediterrano e Il Dna del Terzo Paradiso appunto.
Dal 24 luglio al 3 ottobre, Catanzaro, sotto la guida di Alberto Fiz, ospita dunque il maestro dell’arte povera, con l’intenzione di dare spazio, oltre che ai suoi artefatti, alla potenza del suo messaggio. Dal nuovo segno di infinito, al Terzo Paradiso, che segna un nuovo ricongiungimento tra l’umano e il naturale.
La primavera del PAC - il Padiglione d’Arte Contemporanea vicino a Porta Venezia a Milano si anima con una mostra a più livelli. Ibrido. Genetica delle forme d’arte, dal 13 al 31 marzo 2010, è un’esposizione che ne contiene altre al suo interno.
L’allestimento è a cura di cura di Giacinto Di Pietrantonio (curatore, tra l’altro della sezione contemporanea di Miart 2010) e Francesco Garutti e viene accompagnato da una serie di incontri e conferenze, che si interrogano nel punto d’incontro tra arte e vita, territorio liminale per antonomasia.
Alla luce dei nuovi scenari geopolitici, con l’impeto della globalizzazione che rende più estese le relazioni sociali, si infittiscono le dinamiche crossculturali e il mondo si riconfigura sulla base di parametri ibridi. Nel lavoro degli artisti in mostra (Beuys, Pistoletto, Getulio Alviani, Alcide Paolini, Alessandro Mendini, Gianni Pettena, D.Silver, S.Xhafa, J.Wolfson, O.Breuning, M.Nelson, L.Hempel, T.Rollins, G.Matteucci, G.Kuri, D.Hirst, R.Hamilton, Y.Morimura, A.Garutti, A.Pessoli, R.J.Galindo, V.Carrubba, O.Eliasson, N.Solakov, M.Rubbi, P.Tuttofuoco, K.Smith, M.Nigro, F.Arena, L.Vitone, P.Parreno, R.Tiravanija, Gilbert) la postmodernità si ricompone, a volte con l’ausilio e la fondazione di una nuova ‘ecologia della mente‘, a volte fugge in immagini inquietanti e allarmanti, che sfruttano il potere provocatorio e corrosivo dell’arte contemporanea.

Da dodici anni a questa parte Torino d’inverno s’illumina e si colora con il progetto Luci d’Artista. Ogni anno alcuni artisti vengono invitati a pensare installazioni luminose da collocare nelle vie e nelle piazze della città e le loro opere si affiancano a quelle degli anni scorsi. Un appuntamento importante che rende unico il capoluogo piemontese.
Luci d’Artista 2009 si è appena conclusa e noi vi presentiamo una galleria fotografica delle installazioni. Tra le ‘new entry’ di quest’anno c’è Marco Gastini, che ha installato alla Galleria Subalpina L’energia che unisce si espande nel blu ed Enrica Borghi che ha realizzato Mosaico in via Lagrange.
Le fotografie sono di proprietà del Comune di Torino.
Aprirà il prossimo 17 dicembre la mostra “Arte Povera: energia e metamorfosi dei materiali. Opere dalle collezioni del Mart”: per chi non avesse mai visitato quel gioiello di Villa Panza, o per chi ci torna sempre volentieri, ecco una nuova ottima scusa.
Arrivano a Varese direttamente dal Mart di Rovereto venti opere dell’avanguardia dell’Arte Povera, tra cui due installazioni in ferro, legno e carbone di Jannis Kounellis, un igloo di Mario Merz, la famosa “Orchestra di stracci” di Michelangelo Pistoletto, una delle “stelle” di Gilberto Zorio, un arazzo di Alighiero Boetti e un’opera di Giuseppe Penone.
Le opere saranno allestite sia nelle sale della Villa, sia nello spazio delle Scuderie, andandosi ad unire alla Collezione d’arte contemporanea della Villa del FAI - Fondo Ambiente Italiano: ricchezza degli spazi e “povertà” dei materiali delle opere in mostra, per un contrasto e un dialogo di sicuro effetto. Fino al 28 marzo.

Come promesso, iniziamo la settimana con una nuova galleria di immagini dalla 53a Biennale di Venezia. Come per la volta precedente, saremo guidati nella nostra visita virtuale da una fotoreporter d’eccezione, Shunzan.
Partiamo subito con Bertozzi&Casoni, Nicola Bolla, due degli artisti invitati da Beatrice Buscaroli e Luca Beatrice per il nuovo Padiglione Italia, sito alle Tese delle Vergini dell’Arsenale. Questa sezione, di cui avevamo già parlato qualche mese fa, parte da un chiaro omaggio a Marinetti nel centenario della nascita del futurismo. Si tratta di qualcosa di inconsueto per la Biennale, oltre alla selezione anche una proposta di adesione a un tema specifico. Collaudi è il titolo della mostra che raccoglie un buon numero di artisti italiani nati intorno agli anni ‘60 e che sta facendo molto discutere, tra polemiche e fervidi entusiasmi.
Per quanto riguarda le altre sezioni, sono rimasto molto colpito dalle installazioni eteree di Tomas Saraceno, fatte con corde elastiche. L’artista argentino classe ‘73 si era già fatto conoscere in Italia con un bel lavoro a Palazzo Ducale di Genova nel 2007. Pistoletto ci propone un altro tassello del suo lavoro di ricerca con le superfici specchianti, costruendo un ambiente di riflessi. Decisamente curioso l’ambiente realizzato da Cildo Meireles, artista brasiliano che lavora sulle connessioni tra colori e spazi a livello immersivo. Sul versante dell’arte ‘politica’ e partecipativa l’operazione dell’artista norvegese di origine zambiana Haloba Anawana, The Greater Advertising Market – Theme: Emancipation of the World Trade 2009.