E’ il fenomeno dell’estate 2011 in Francia, palazzi in vetro ed edifici dalle grandi finestre competono a chi mostra il disegno più bello; un disegno riconoscibile da lontano e pixeloso, perchè deve essere realizzato con i quadratini colorati dei Post-it, ancora meglio se ispirato ai personaggi del mondo dei videogames.
E infatti recita il sito di Post it war: “dichiarate guerra -visuale- ai vostri vicini, e poi inviateci le immagini…“; appello accolto alla grande dal pubblico di workers in open space e affini dell’Ile de France, a giudicare almeno dal tripudio di immagini inviate anche sulla pagina facebook del progetto.
Resta da vedere se questa moda estiva si diffonderà anche da noi, nel dubbio, facciamo scorta dei famosi blocchetti colorati; intanto ecco i mostrini alieni stile anni ‘80, le ciliegie pop colorate, pikachu, Lara Croft, il pesciolino Nemo, Sponge Bob (o meglio, Bob l’Eponge) e i personaggi di South Park; tutto fa brodo per bombardarsi di immagini -carine- e vedere un po’ chi ha le finestre più stilose e creative di tutto il quartiere.
La prima cosa che leggi nel sito di Christian Faur è una frase di Frank Lloyd Wryght: “Ogni materia ha un suo messaggio”, e probabilmente piace molto all’artista perchè questa frase esprime bene il senso dello scoprire i differenti strati di complessità insiti anche nell’oggetto più semplice.
Questo artista nella fattispecie, realizza ritratti composti di tanti crayons (pastelli a cera) incastonati in cornici di legno, che nelle mille sfumature di colore vanno a costruire l’immagine d’insieme; sono opere che fondono il senso di scultura e fotografia; i pastelli a cera si trasformano in pixel reali, il DNA dell’oggetto raffigurato.
Con il risultato di produrre dei significati nascosti: perchè tra l’altro Faur, si è inventato l’alfabeto del colore, un suo sistema personale per comunicare attraverso l’accostamento dei colori; con la possibilità di convertire i colori in testo e viceversa.
Si parla molto di digitalizzazione del mondo, di nuove frontiere della percezione e quindi anche di nuove frontiere dell’arte. L’arrivo dell’informatica ha portato alla nascita di un genere artistico: la net art, l’arte attraverso il computer. L’arte dentro il computer. Ecco - in un certo senso - a ben vedere, l’opera di Shawn Smith è invece il primo esempio di net-art che si trasporta nel mondo fisico.
L’idea del 38enne artista texano infatti è molto semplice, far strabordare i pixel dal loro luogo naturale e farli diventare elementi concreti del mondo materiale; atomi macroscopici di sculture in 3D che ritraggono soggetti decisamente eccentrici rispetto all’immaginario digitale: gli animali. Questo perché - come dichiara sul suo sito:
Il mio lavoro si interroga sul confine tra realtà digitale e reale. In particolare mi interessa il modo in cui percepiamo e viviamo la natura tramite la tecnologia. Quando vediamo immagini naturalistiche in TV o sul monitor di un PC siamo convinti di star guardando la natura ma, in realtà, stiamo vedendo solo combinazioni di punti di luce colorata.
Veramente sorprendente quello che riescono a fare i koreani quando tengono veramente a un team sportivo, o quando hanno semplicemente molto, molto tempo da perdere.
Interi tabelloni luminosi (di dimensioni che sarebbero realizzabili a costi proibitivi, se fossero veri) sono resi possibili tramite i movimenti coordinati di tanti pixel umani dagli occhi a mandorla.
Alcuni “effetti speciali” mai visti per questo genere di performance sono resi possibili dallo sfruttamento del movimento dei vestiti. E’ davvero commovente vedere tanto affiatamento in gente che ha comunque preso dei posti di tribuna.
Il tema delle immagini è chiaro, ma l’effetto pixel come censura è un’idea divertente. L’ha pensata Jean-Yves Lemoigne per il terzo numero di Amusement, rivista che si occupa di video e cultura interattiva. Il titolo non poteva che essere “Pixxxel”.
Via | Terra pixela
Pixxxel - Servizio realizzato da Jean-Yves Lemoigne per Amusement



Continua a leggere: Sex & Pixel Art nelle fotografie di Jean-Yves Lemoigne
Un Astro Boy fatto di 138.000 biglietti usati della metropolitana.
Lo hanno realizzato a Tokyo alcuni volontari dell’area metropolitana di Shinjuku e del negozio del grande magazzino dove ora è esposto. Il pannello illustra Astro Boy, Uran, il Professore Ochanomizu e Higeoyaji (Mr. Mustachio) e sullo sfondo si può vedere Shinjuku e il treno Fukutoshin. Originale idea per ricordare l’imminente apertura della linea metropolitana.
Via | Pink Tentacle