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Tutti gli articoli con tag plan c

Lies Inc. [Nuclear Anxiety]

pubblicato da penelope.di.pixel


Per questa domenica nucleare piovosa, mentre i nostri appuntamenti giungono al termine e a quanto pare agli italiani è è stata definitivamente accordata la possibilità di esprimersi su tutti i quesiti referendari, presentiamo Lies Inc., personale di Eva e Franco Mattes, al secolo 0100101110101101.ORG, ospitata a Sheffield (UK) presso la Site Gallery a partire dall’8 giugno.

La mostra è una retrospettiva che include recenti performence online come “No Fun”, “Freedom”, Catt, ma soprattutto Plan C: la giostra radioattiva che abbiamo a suo tempo recensito, torna a manifestarsi come surreale monumento dell’era atomica. Per chi non lo ricordasse, la giostra è costruita con materiali “rubati” nei dintorni della zona vietata di Chernobyl ad agosto, nel corso di un eccentrico viaggio: per Lies Inc. è prevista l’anteprima della versione beta di “Let Them Believe”, il cortometraggio a cura di Todd Chandler e Jeff Stark girato durante il viaggio. Ryan Doyle, che ha partecipato alla realizzazione del progetto Plan C, arà inoltre presente all’inaugurazione.

Chiudo con una piccola curiosità: la prima riga del comunicato ci informa che la coppia di artisti ha rifiutato di partecipare al Padiglione Italiano della Biannale, “a causa ella sua assurda organizzazione” (riporto qui la frase per intero: “YES, we refused the invitation to participate in the Italian Pavilion at the Venice Biennale, due to its ludicrous organization”)

Lies Inc.

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Plan C. Giostra radioattiva nel cuore di Manchester

pubblicato da penelope.di.pixel

Plan C: The Ride from Eva and Franco Mattes aka 010010 on Vimeo.

Quest’estate, ad agosto, un gruppo di artisti ha fatto un viaggio molto particolare. Direzione Chernobyl. Il gruppo era composto da Ryan C. Doyle, Eva e Franco Mattes aka 0100101110101101.ORG in compagnia di Todd Chandler (filmaker), Tod Seelie (fotografo), Jeff Stark e Steve Valdez. I cinque sono condividono la stessa ossessione: Stalker, pellicola girata nel 1979 dal regista Tarkovsky…

Fin qui potreste dirmi che la cosa è del tutto irrilevante. Ma il gruppo aveva uno scopo, o meglio un “Plan C“, segretissimo: sottrarre un reperto dai luoghi del disatro nucleare che nel 1986 (e ben oltre) ha terrorizzato il mondo. Luogo del “furto” è la città fantasma di Pripyat, dove trovano un parco giochi realizzato nell’86 e mai inaugurato: il gruppo è arrivato alla meta del viaggio. Il reperto si staglia davanti ai loro occhi: è la giostra rossa (The Red Ride). I resti vengono presi e trasportati in una casa di Manchester. In un mese di lavoro non-stop “Liquidator” è pronto, una sinistra scultura che per una settimana viene posizionata a Whitworth Park.

Dopo questa apparizione, Liquidator è scomparso e non sappiamo dove riapparirà. Eva Mattes dichiara che l’idea nasce dall’incontro con James Acord, scultore che usa materiali radioattivi per le sue opere (ogni artista usa i materiali del suo tempo e cosa c’è di più contemporaneo del nucleare?). Anche Manchester non è casuale, città-simbolo della rivoluzione industriale, vicina al più grande impianto nucleare europeo. Franco Mattes ci ricorda invece in modo pungente e diretto come con tutta probabilità materiali e metalli radioattivi siano trasportati ogni giorno dalla Zona, venduti a rissi e cinesi e comprati sui nostri mercati sotto forma di cucchiaini.

La radioattività fa parte della nostra vita quotidiana ed è di fatto “senza forntiera”: allora perchè non iniziare a farci i conti e ad usarne gli artefatti fin dalla più giovani generazioni?

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