
Con l’arrivo della primavera si intensifica l’attività espositiva della Galleria Mondo Bizzarro di Roma, da sempre attenta a proporre autori interessanti nell’ambito dell’arte underground. Per sabato 6 marzo è prevista una doppia inaugurazione. Nella Main Gallery Niba presenta ‘The Beauty and the Beast‘ e nella Project Room Cristina Fabris propone ‘The passion of Sins‘.
Niba è una scultrice italiana, la cui opera è stata spesso accostata a quella di Allen Jones, artista pop-fetish inglese. Niba crea carillon e sculture di terracotta ricoperte di lattice. Un’arte brutale, che rimanda a “una corporeità che esiste solo attraverso la sua superficie e grazie alla pura forma estetizzante dell’abbigliamento”. Poi la serie degli iperrealistici gatti sfinge, nudi e umanizzati , addirittura tatuati, simbolo di eccesso e follia.
Nell’altro allestimento, Cristina Fabris, disegnatrice e illustratrice a china, presenta la sua ultima produzione che “galleggia” tra sacro e profano. Il passato della Fabris è intriso nel fumetto erotico italiano, Crepax, Manara, Barbieri e Cavedon fra tutti. L’erotismo è un universo magico e fantastico, che consente all’artista di condurre un personale percorso liberatorio, popolato da “pin up audaci e ammiccanti, consapevoli protagoniste delle più straordinarie perversioni e feticismi”.

Kelsey Brookes è nato nel 1978. Il suo percorso educativo l’ha condotto verso la carriera dello scienziato e per molti anni ha svolto attività in laboratorio, di monitoraggio virus per il governo degli Stati Uniti. Un bel giorno decide di mollare tutto e adesso vive e lavora in California, a San Diego come pittore.
Il suo universo visivo trae ispirazione dalla spiritualità buddista e hindu, così come dagli animali esotici, dalla sessualità e dallo stile delle vecchie e rustiche trapunte americane. Figure immobili, ghiacciate con intensità primordiale, divinità animalesche che si dissolvono nella frammentazione del quadro.
Del suo lavoro si è parlato in numerose pubblicazioni di arte, cultura pop e design, come GQ e Modern Painters per citarne alcune la cui reazione è stata affascinata ma stordita e confusa.

Un dialogo tutto particolare, divertente e colorato, tra la cultura del pop occidentale e i simboli ancestrali del Giappone. Questo in estrema sintesi il lavoro di Takashi Murakami che ha aperto in questi giorni una personale a La Llotgeta Gallery di Valencia, in Spagna.
Superflat. New Pop Culture è una mostra che raccoglie 21 litografie di varie dimensioni e alcune sculture realizzate da Murakami, considerato uno dei più famosi artisti internazionali contemporanei giapponesi. Superflat è una definizione che riguarda in qualche modo il suo stile, piani di colore piatto e immagini grafiche che richiamano a uno stile fortemente influenzato da anime e manga. Superflat è uno stile artistico che fa il verso alla sottocultura Otaku (おたく/オタク), termine che indica un soggetto ossessivamente interessato a qualcosa, in particolare anime, manga e videogiochi. Un po’ come i nostri ‘nerd’, devoti al consumismo e al feticismo sessuale.
Takashi Murakami seleziona e riassembla pezzetti della cultura di massa, la cultura bassa e li rivende al miglior offerente nel segmento arte dell’arte, del mercato. Quello di Murakami pian piano è divenuto un vero e proprio brand. Dipinti, sculture, video, t-shirt, portachiavi, tappetini per il mouse, bambole di peluche e addirittura una borsa da 5.000 dollari, in edizione limitata per Louis Vuitton.

Si chiama Aryz, è di Barcellona e non ha nulla a che fare con il nostrano Aris. Aryz è un graffitista davvero giovane (21 anni) e molto promettente, che utilizza spray, rulli e pennelli per le sue composizioni. Purtroppo Aryz ha perso il dito indice della mano destra (così importante per un graffitista) in un incidente, ma col tempo si è dato da fare per trasformare questo handicap in un’opportunità per sperimentare nuove tecniche.
Il suo stile è decisamente riconoscibile e contiene rimandi alla cultura dei fumetti e dei cartoons.
L’artista catalano frequenta ancora l’Accademia di Belle Arti (dove studia con fervore la pittura di Diego Velasquez ed altri maestri spagnoli), ma ha già dipinto con un grande come Andrea Sergio aka Mr Wany, street artist con cui condivide l’immediatezza dello stile, una grande capacità nell’uso dei colori e un costante richiamo al mondo del fantasy.
All’incirca un anno fa, nel dicembre del 2008, Aryz ha tenuto una personale nello spazio Inoperable di Vienna. Le sue tele rendono sicuramente più l’idea della direzione in cui sta procedendo il suo linguaggio: pop e surrealismo con un forte interesse nei confronti della figurazione e della psicologia dei soggetti che va a rappresentare.

I lettori più affezionati ormai lo dovrebbero conoscere, Massimo Pasca è un artista che percorre con originalità i territori del pop e della street art. Come ogni estate il buon papamassi fa ritorno nella sua terra natìa, quella Puglia che brucia di fuoco, amore ed energie creative.
Ecco che il Comune di Collepasso (Lecce) e l’Associazione Cantieri Ideali hanno colto l’occasione per presentare una sua personale di pittura che inaugura oggi lunedì 24 agosto alle 21:30. La mostra nel Palazzo Baronale di Collepasso resterà aperta fino al 4 settembre.
In esposizione le ultime opere realizzate dal pittore/cantante salentino che per l’inaugurazione ci delizierà con una performance di live painting condotta parallelamente all’esibizione musicale del pianista Mo. Gianluigi Antonaci. Ne viene fuori un segno che si lascia condurre dal ritmo, che dialoga con i timbri, che produce automazioni indecifrabili. Assonanze esecutive, rimandi casuali e soprattutto l’arte come un gomitolo di lana che si srotola dalle teste dei due performer per segnare un territorio non più di confine, ma di convivenza, tra pittura e musica.
In Puglia vicino a Taranto dalle parti di Grottaglie si tiene per il secondo anno Fame, festival dedicato alla street ed urban art, ai murales insomma.
Molti di voi sapranno che questi sono i luoghi delle acciaierie Ilva, un’azienda ad alto impatto ambientale che inquina il territorio provocando un’alta insorgenza di tumori nella popolazione. Come se non bastasse dal 1996 anche un impianto per lo smaltimento di rifiuti speciali ha fatto capolino. Fame nasce così come momento di incontro internazionale ed happening artistico che trasforma un luogo reso triste dall’inquinamento in un grande museo a cielo aperto, dove la città è colorata, multiforme, imprevedibile.
Per presentarvi Fame e il contesto che la ospita, non c’è pezzo migliore di quello che ha realizzato blu alcuni giorni fa. Credo che non abbia bisogno di commenti e lasci ancora una volta a bocca aperta per l’accuratezza e l’originalità dell’impatto visivo. Un altro tassello all’interno della mappatura antropologica che blu conduce da tempo portando alla luce i rituali, le nefandezze, le dipendenze a cui si lascia andare la razza umana.
Ah, dimenticavo…quelli che si vedono nelle foto sono alcuni abitanti del posto che si sono dati da fare per aiutare l’artista bolognese.

L’arte di Ryan McGinness, artista americano residente a New York, è frutto di una mistura tra pittura e arti grafiche, una sorta di Pop Art evoluta alla luce della rivoluzione digitale.
I colori squillanti e acidi dei suoi dipinti segnano pattern grafici che si sovrappongono a creare visioni quasi lisergiche. La pittura non è l’unico interesse di McGinness, che da qualche tempo realizza anche sculture coloratissime, con lo stesso spirito con cui crea le tele: ritagliando, sovrapponendo e incastrando elementi fino a creare elementi unici e irresistibili.
In questi giorni è in corso una personale presso la Deitch Projects di New York, ma ricordo di aver visto le opere di McGinness anche in Italia, nella galleria milanese Paolo Curti/Annamaria Gambuzzi.
Via| Deitch Projects

Il grande scultore autodidatta Ernest Tino Trova è morto questa settimana a Richmond Heigths, non lontano da Saint Louis, nel Missouri. The Falling Man, soggetto ripetuto in serie di sculture, ritratto in vari dipinti con varie tecniche, era un simbolo universale della condizione dell’uomo di fronte alla sua imperfezione e al trascorrere del tempo, e lo rese uno dei principali esponenti della pop-art americana, con una nota di surrealismo sempre sottaciuta. Anzi, si può dire che il suo surrealismo fosse pop perché seriale, e la sua componente pop fosse surreale perché parlava principalmente all’inconscio.
La prima raffigurazione del tema risale all’inizio degli anni sessanta e, per quanto poi The falling man sia ricordato soprattutto in forma scultorea e monumentale (celeberrime le installazioni all’ingresso di grandi sedi di imprese americane), fu pittorica. Senza faccia, senza braccia, senza sesso, la figura si slanciava nel vuoto nelle più disparate pose e attitudini, sempre sorprendendo per la sua rassegnazione nel dover precipitare, per la coscienza del suo destino.
Un omaggio della sua città a questo maestro dell’arte figurativa si può già trovare a Saint-Louis, al Laumeier Scupture Park.
Isabel Samaras è un’artista newyorkese, “narratrice enigmatica che usa la pittura al posto delle parole”, come leggo su Paintalicious, dove l’ho scoperta.
Osservando i suoi dipinti vi troverete di fronte a rivisitazioni di personaggi della storia, come Napoleone, delle favole, come Cappuccetto Rosso, o dell’arte, calati in un’atmosfera pop che li trasforma in ironici e dissacranti miti contemporanei.
Oppure, nell’universo stratificato di questi lavori, potete imbattervi in immagini come la Natività, i Santi o Adamo ed Eva, i cui protagonisti sono però i personaggi delle serie anni ‘70 come la Famiglia Addams o Star Trek. Un mondo in cui sacro e profano, si mescolano.
Uno degli artisti viventi di maggiore successo dell’edizione di LAF del 2006, con la vendita della scultura “the Precious One”, Mauro Peruccheti è italiano ma residente in Inghilterra, dove lavora ed espone. Anche quest’anno era presente alla fiera, con il buddha in gelatina e l’Oscar di cristalli.
Il suo stile viene definito minimalista e pop con guizzi d’ironia. Usa prevalentemente resina lucida trasparente per realizzare le sue sculture e in alcune occasioni cristalli Swarovski.
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