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Tutti gli articoli con tag pop surrealism

Urban Superstar Show al Madre

pubblicato da Lorenzo Mazza


Apre il primo maggio al Madre di Napoli Urban Superstar Show. Un festival che si compone di quattro appuntamenti espositivi, organizzato in collaborazione con Napoli Comicon e MondoPop Gallery di Roma, si concentra sull’underground art, il pop surrealism e lo stile lowbrow. Curatore dell’iniziativa David Vecchiato (Diavù), che ha contatto circa 50 artisti da diverse parti del mondo. Nomi come Robert Crumb e Basil Wolverton per il fumetto underground, Jamie Hewlett (autore di Tank Girl e delle immagini dei Gorillaz), Dave McKean e Charles Burns.

Poi Gary Baseman, Anthony Ausgang, Buff Monster, Joe Ledbetter, Glenn Barr, Mike Davis, Michael Sieben, Jim Avignon e Jon Burgerman, che proporranno le loro performance dal vivo. A rappresentare l’Italia Diavù , Tokidoki, Camilla D’Errico, Blu, Massimo Giacon, AlePop, Dem, Mr.Wany, Zelda Bomba, Licia Viero, Camilla Falsini e Giò Pistone (Serpeinseno), Prof.Bad Trip, Andrea Pazienza e molti altri.

La prima mostra andrà in scena dal 1 maggio al 14 giugno e si intitolerà Back from Black. Dal luminoso Pop al buio Underground. E ritorno. Si tratta del tentativo di unire sotto un’unica cornice tecniche, stili e concetti afferenti al “calderone” dell’arte underground, che sta lentamente emergendo negli scenari del contemporaneo. Anche nei contesti istituzionali, upperground, molti artisti non rinunciano alla loro libertà espressiva, che diventa il filo conduttore attraverso cui questi artisti si ritrovano. Eros, fumetti, feticismo, angeli e mostri, spiritualità e fiction, pittura, musica, video…tutto questo e molto altro, dal 1 maggio a Napoli.

Urban Superstar Show
Urban Superstar ShowUrban Superstar ShowUrban Superstar Show

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Yes We Can. A Roma il Pop Surrealism ai tempi di Obama

pubblicato da margherita

Peppermint Man 17/125, 18/125 - Camille Rose Garcia

“Yes We Can”, lo slogan che è diventato la fortuna e la condanna (in quanto stracitato) della campagna elettorale di Barack Obama, è il titolo della mostra che la Dorothy Circus Gallery di Roma ha scelto per chiudere la stagione espositiva.

La mostra, che inaugura oggi 13 maggio e chiude il 10 luglio, presenta una ventina di opere di 5 artisti americani del Pop Surrealism, secondo un percorso studiato da Gianluca Marziani. Proposte diverse e combinazioni particolari, come quelle di Ron English, che ha unito secondo lo stile pop warholiano, il viso di Obama con quello di Lincoln. E poi Camille Rose Garcia, Kris Lewis, Ken Keirns e Francesco Lo Castro.

La serata inaugurale prevede dalle 21 una sessione di live painting con Tim Biskup, Flying Förtress, The London Police e Elio Varuna. Ma la giornata inizia nel pomeriggio a partire dalle 17, con una serie di iniziative di solidarietà promosse da Dorothy Circus Gallery. Saranno allestiti dei corner attraverso i quali tre associazioni: “Il Colore del grano”, “Millepiedini” e “Armonia”, presenteranno al pubblico le proprie attività di solidarietà, piccoli progetti sostenuti da Dorothy Circus Gallery attraverso la donazione di opere d’arte e oggetti di merchandising d’autore che le associazioni venderanno sul posto. Inoltre, sarà devoluto in beneficienza, a sostegno dei terremotati dell’Abruzzo, una parte del ricavato dalla vendita delle opere d’arte della galleria.

Yes We Can - Dorothy Circus Gallery di Roma
Your Protector is Coming Home - Francesco Lo CastroPhilop - Ken KeirnsWe are Going South - Kris LewisThe Funeral - Kris Lewis

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What if you get lost in space. Viaggio spaziale alla Dorothy Circus Gallery

pubblicato da contemporanea

Il viaggio nel paese delle meraviglie, iniziato dalla Dorothy Circus Gallery nel mese di ottobre 2007, intraprende il 21 giugno alle ore 20 un viaggio attraverso lo spazio cosmico, intitolato “What if you get lost in space” e guidato da Jonathan Pannacciò e Aaron Jasinski, già presenti alla mostra inaugurale.

Pannacciò, giovane artista romano, è autore di un’arte visionaria in cui l’intero spazio entra a far parte di uno stesso immaginario, fatto di forme naturali e fantastiche allo stesso tempo. Come un astronauta di ritorno da galassie lontane, l’artista non si limita a descrivere la realtà ma crea nuovi pianeti dai colori vivaci e dalle forme geometriche che prendono spunto dall’interiorità.

Di Jasinski ho parlato diffusamente tempo fa, quindi stavolta riporto una sua interessante dichiarazione sull’arte e sul rapporto tra la sua opera e il pubblico: “L’arte dovrebbe stimolare il pensiero della gente. Voglio che le persone portino le proprie storie e significati nell’arte che faccio. Voglio che le persone partecipino alla “creazione”. Sento di raggiungere il mio scopo quando sento le spiegazioni degli altri riguardo alla mia arte.”

La mostra si concluderà il 10 agosto.

What if you get lost in space alla Dorothy Circus Gallery

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Le algide inquietudini di Jonathan Viner

pubblicato da contemporanea


Avevo già incontrato le sue opere alla mostra inaugurale della Dorothy Circus Gallery, ma in questi giorni le ho riscoperte e ve le propongo. L’artista in questione si chiama Jonathan Viner (o Weiner, come preferite), è americano e vive e lavora a New York.

Le sue tele presentano molteplici influenze, dai maestri del passato alla pittura pop americana contemporanea (pop surrealismo e low brow art). Gli sguardi taglienti dei personaggi ritratti esplorano in particolare la forza e il potere delle relazioni, il disagio e la malinconia che ne derivano.

Ad accrescere il senso di tensione è la gamma cromatica scelta da Viner, fredda, chiara e dai contrasti intensi, con linee di contorno nette e forti. Non trascurate la sezione dei disegni, molto interessante.

Alcuni lavori di Jonathan Viner

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Solitudine, musica e surrealismo nelle opere di Aaron Jasinski

pubblicato da contemporanea


Per chi avesse avuto la fortuna di vedere le sue tele alla Dorothy Circus Gallery e per chi ha perso l’occasione ma non ne ha abbastanza di low brow art, questo è il post che fa per voi e Aaron Jasinki il nome che dovete ricordare.

Illustratore e musicista, Jasinski nella sua produzione visiva si divide tra dipinti su tela ed elaborazioni digitali che gli hanno permesso di vincere anche qualche premio internazionale. Da qualche parte ho letto l’espressione “surrealismo dark” in riferimento alle sue opere ed effettivamente c’è da essere d’accordo.

L’atmosfera che aleggia in queste tele, infatti, nonostante i colori quasi sempre vivaci e pastosi, è un po’ cupa per via delle espressioni malinconiche ed enigmatiche disegnate sui volti dei personaggi ritratti (che potete vedere, oltre che nel suo curatissimo ed elegante sito, anche su Myspace e Deviantart).

Le opere di Aaron Jasinski

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Dorothy Circus Gallery, la lowbrow art ha trovato casa a Roma

pubblicato da contemporanea

Inaugura oggi a Roma uno spazio espositivo nuovo di zecca, dal nome buffo e un po’ carnevalesco, Dorothy Circus Gallery, nato dalle menti di Alexandra Mazzanti e Jonathan Pannacciò. Nero, bianco e rosa sono i colori di sfondo per un ambiente che si propone di essere centro propulsivo in Italia di quella corrente figurativa nata negli anni ‘60 in America con il nome di Lowbrow o Pop surrealism (ne parlavo anche stamattina nell’articolo su Anthony Lister), una specie di meltin’ pot culturale con un occhio all’underground popolare e uno all’infanzia e al carnevale, il tutto condito da atmosfere noir, fumetto, musica punk, tattoo art, pop art e automatismo psichico surrealista.

Il risultato è un’arte figurativa luminosa e a volte chiassosa, popolata da moderne lolite, figure più simili ad automi che ad esseri umani, buffi animali e scene alquanto visionarie. Un punto di svolta dopo la seriosa stagione minimalista, una corrente volutamente antitetica rispetto alla cosiddetta Highbrow (l’arte alta, quella ufficiale) e a lungo bistrattata e ignorata dalla critica.

Dorothy Circus Gallery la ospita, con l’intento di avvicinarla al pubblico e fornire agli appassionati un punto di incontro e di confronto, in cui scoprire tutte le novità che l’underground è in grado di offrire. L’evento inaugurale, Stories from the Wonderland, è diviso in due capitoli, come dichiarato nel sito, il primo a partire da oggi, il secondo dal 30 novembre. Due mostre in cui troveranno spazio artisti soprattutto americani ma anche europei (e non mancheranno anche nomi italiani).

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