
Non vi preoccupate, non sono impazzito a tal punto da proporvi come opera d’arte la ringhiera di recinzione di un parco pubblico coperta in malomodo di vernice bianca. Se guardate bene nelle foto in galleria noterete che… basta cambiare prospettiva, assumere un punto di vista ‘laterale’ e spunta fuori un’immagine.
Nascosto nelle intercapedini di ferro, quasi come un ologramma, il volto di un uomo (?), un bambino (?) appare, fa capolino e ci ricorda che spesso l’arte è proprio riuscire ad attivare questo meccanismo di sorpresa e stupefazione.
Del resto poi, pur nella sua essenza eterea e sfuggente, questo poster dipinto sembra fatto davvero bene. Se vi capita di trovarvi a Berlino e volete vederlo di persona, andate a Bergmannstraße, potrebbe essere ancora lì’.
Via // Spreeblick
Un teaser è una sorta di video di presentazione, una preview di uno spettacolo, una mostra o, nel nostro caso, di un evento artistico. La tecnica stilistica deriva in gran parte dai trailer cinematografici: estrema sintesi, attenzione puntata su un particolare aspetto dell’oggetto da pubblicizzare.
Anche nel caso di questo teaser realizzato per l’Outdoor festival di Roma ci si concentra quindi su un particolare, per lanciare l’intero evento. Cosa vuol dire poster art? Pennarelli, pennelli, spray su carta e poi… affissione! Il video ripropne il processo di creazione di un poster che raffigura una bambina. Passo dopo passo, con la colonna sonora realizzata campionando i suoni degli atrezzi da lavoro, il poster prende forma e trova collocazione su una parete a fianco della scritta, tracciata a bomboletta: “I hate pedophile – Io odio i pedofili”. Il video è realizzato da Frank sent us (progetto sperimentale tra musica e arti visive) e Sine.
Che dire, nel mio caso il teaser ha centrato a pieno l’obiettivo. Dopo averlo visto mi è cresciuta ancor più la voglia di andare a Roma a vedere Sten & Lex, Jb Rock, C215 e l’Atlas all’opera.

Qualcosa si sta muovendo e forse anche politici e dirigenti comunali nel settore dell’arredo urbano e del decoro, cominciano ad accorgersi che dalla street art hanno tutto da guadagnare. In questo senso negli ultimi mesi a Roma il fermento si tocca con mano e Outdoor, la prima rassegna di poster-art in Italia su edilizia a scopo abitativo è un esperimento che accogliamo con grande piacere.
Dal 7 maggio al 15 giugno nel quartiere della Garbatella (Via Caffaro, Via Gerolamo Adorno e Via Ignazio Persico) Sten&Lex, JB Rock, L’Atlas e C215 saranno protagonisti di interventi mirati, affiggendo poster di grandezze monumentali (fino a 12×26 metri) sulle facciate laterali delle palazzine di proprietà dell’Ater, l’Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale Pubblica del Comune di Roma. Niente di nuovo direte voi… di street art a giro nei cantieri edili, con interventi più o meno coordinati e legali, se ne vede molta. Qui però c’è la volontà di dialogare alla luce del giorno con la città e il confronto tra alcune delle voci più interessanti sul panorama europeo, due italiani e due francesi.
L’iniziativa è in collaborazione con il Centre culturel Saint Louis de France, la Fondazione Romaeuropa, Samantha Longhi (Stencil HistoryX, Galerie Itinerrance) e Nufactory. Il 15 giugno, in occasione del finissage, gli artisti romani creeranno un’opera permanente lungo via dei Magazzini Generali.

Artcock, ovvero Niccolò Berretta, Federico Maria Tribbioli e Filippo Silli tornano con una’installazione fotografica di Poster Art e il video Tableau Vivant - The Classical Review, di Maurizio Montesi.
Il Foyer del Teatro Palladium di Roma in collaborazione con Nuartfactory, a partire da lunedì 12 aprile 2010 (h 18), ospita una nuova edizione di The Classical Review. Fotografie digitali stampate con plotter fotografico in bianco e nero incollate con colla vinilica e da parati ne ricopriranno le pareti, accompagnate dalla performance musicale di Taurus.
I protagonisti degli scatti, composizioni spaziali classiche ed a volte familiari, sono proprio loro. La rivisitazione si gioca sul filo non troppo sottile dell’ironia, che ridà vita alle scene, pescate nell’immaginario simbolico consunto della classicità. Infine di ogni scatto si mostrano i dietro le quinte, il making off… ci sarà da farci affidamento su questi ragazzi o sarà tutto un bluff?
Più di un mese, dall’8 aprile al 15 maggio 2010, in cui Torino ospiterà tre eventi dedicati allo stile ”calletero”. Protagonisti nazionali ed internazionali come Alicé (Roma), Assi-One (Argentina, Buenos Aires), Boris Hoppek (Germania, Siegen), Br1 (Biella), Centina (Parma), Dott. Porka’s P-Proj (Torino, Bologna, Bari), Fkdl (Francia, Parigi), Elfo (Brescia), Gec (Cuneo), Halohalo (Torino), Iabo (Napoli), James Kalinda (Parma), Jef Aerosol (Francia), Kenny Radon (Padova), Mister X (Cuneo), Pao (Milano), Pixelpancho (Torino/Valencia), Ramona Vada (Cuneo), Seacreative (Varese) e 999 (Torino). Si parte con Strada Facendo (08 aprile), a cura di Olivia Spatola, prenderà il via presso lo Spazio Barriera di Artegiovane (via Crescentino, 25 ).
747 (9 aprile) è invece l’allestimento presso Cripta 747 nella in Galleria Umberto I, mentre Rewriting (10 aprile) propone tre gruppi di artisti per tre serate (10, 16, 23 Aprile) al Circolo Culturale Amantes (via Principe Amedeo 38/A). Tre gruppi di artisti in tre serate, ognuno alle prese con un pannello di cinque metri per due.
Per il programma dettagliato delle singole iniziative e le informazioni sui singoli artisti, ecco il sito ufficiale della manifestazione.

Non sarà forse il numero uno delle vendite per la street art sul mercato dell’arte internazionale, ma ha molta voce in capitolo. Shepard Faireys prima di tutto ci mette la faccia e lavora alla luce del giorno, poi, a differenza di Banksy, le sue opere le potete comprare a partire da 35 dollari, direttamente sul suo sito.
La sua presenza non poteva mancare nella settimana che Milano dedica all’arte contemporanea e così Superstudiopiù ospita una sua personale, curata da Alberto Mattia Martini. Il progetto è partito da SMS Venice, l’iniziativa che aveva portato nel maggio 2009 Faireys a Venezia in Piazza San Marco.
Il vernissage in Via Tortona 27 a Milano è previsto per oggi lunedì 22 marzo alle 18. La mostra resterà aperta fino al 30 marzo in orario 16 – 20 all’interno delle iniziative di (in)Contemporary. Le foto nella galleria qui sotto non riguardano i lavori in mostra a Milano, ma sono rappresentative dell’ultima produzione dell’artista.

Il padre della ‘poster-art’ italiana torna con una bella retrospettiva. Mimmo Rotella, Opere 1949-1989 prende in considerazione l’intera carriera dell’artista, dai collages ai décollages, ai retro d’affiches, alla Mec Art, fino ai blanks e alle sovrapitture.
La mostra inaugura martedì 9 febbraio alle 19 alla Fondazione Marconi di Milano (Via Tadino, 15). Si parte con gli anni ’50, in cui Rotella abbandona la pittura classica e si dedica al collage. Nel ‘52 nascono i primi décollages, cartelloni pubblicitari strappati dalle mura delle città e poi i retro d’affiches, che utilizzano il dietro dei poster dando luogo a esiti non figurativi.
Si arriva agli anni ‘60 in cui Rotella aderisce all’Arte Meccanica e realizza gli artypo, stampe su tela o plexiglass. Poi nascono le coperture, manifesti pubblicitari ricoperti da uno o più fogli monocromi per annientare la comunicazione, i blanks appunto. Infine ritorna l’intervento pittorico, condotto su lamiera, dipingendo su manifesti integri o lacerati. Sono le sovrapitture che Mimmo Rotella realizzerà nel corso degli anni ‘80.
Il poster come corrente della street art si è ritagliato una nicchia sempre più presente, non solo in strada, ma in eventi e community online. Ad esempio ci sono “l’International Poster Festival di Roma” e “Stick My World“, evento itinerante nato da un’idea di Omino71 come gruppo su flickr.
A Torino questo sabato è partito il “Torino Poster Festival“. Seguendo lo stesso principio della strada, che non decide chi può essere uno street artist e chi non lo è, BR1 ha organizzato l’evento presso l’associazione culturale Hiroshima Mon Amour. Sono stati invitati sia artisti urbani molto conosciuti, sia artisti meno noti ma altrettanto creativi, provenienti da diverse parti del mondo.
Il risultato è un enorme collage di poster, un’opera armonica di grandi dimensioni, in mostra permanente nella sala Modotti dell’associazione culturale, che si può visitare in orario di apertura serale.
Tra i tanti artisti che hanno preso parte c’erano anche Lucamaleonte, Burlabox, Opiemme e un paio di artisti i cui lavori mi è capitato di vedere per strada a Roma, Hogre e ArtCock.
Torino Poster Festival 2008 - Hiroshima Mon Amour - Torino
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Il poster “Hope” di Shepard Fairey ha generato consensi, ma anche tante parodie. Alcuni artisti/autori non sempre identificabili, hanno preso a prestito l’idea modificando in alcuni casi il personaggio, in altri la scritta “Hope”.
Non tutti i poster sono a favore di Barack Obama, come la lunga galleria raccolta da Rene Wanner’s Poster Page dimostra. Su flickr altre risorse.
Via | CR blog
Parodie sul poster di Obama di Shepard Fairey




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