
Quante volte li abbiano aspettati con ansia, quei tre barbuti dalle vesti preziose che portavano doni dai nomi esotici. “Oro, incenso e mirra” come recita la tradizione, sostanza mitiche che si traducevano, ben più profanamente, in calze cariche di cioccolato e caramelle, appesantite solo in parte, da qualche pezzo di carbone di zucchero. Erano proprio loro che facevo avanzare di nascosto sul tappeto del presepe di famiglia. Eppure ad ogni passetto in più c’era chi “correggeva la rotta” tracciata dalle mie dita impazienti di bambina, per rimettere le cose al giusto posto. Un solo avanzamento in più e i tre Re venuti da lontano seguendo la stella cometa, non avrebbero raggiunto la grotta il giorno predetto.
E invece eccoli qui puntuali “I re Magi”, tracciati dal tratto sicuro ed immaginifico di di Emanuele Luzzati, con i loro splendidi cavalli, le stoffe scintillanti e i copricapi maestosi. Eccoli raggiungere il loro scopo, portare il loro messaggio e rendere onore anche alla creatività di quell’autore che ha ricomposto con la sua mano, le loro fattezze incantate.
Sarà inaugurata l’8 dicembre a Jesolo l’imponente scultura di sabbia rappresentante la natività, dal titolo Sand Nativity 2011. Giunta oramai alla decima edizione è una delle rappresentazioni presepistiche più importanti d’Italia. Solo qualche numero per comprendere il lavoro di quest’opera: circa 1.500 tonnellate di sabbia lavorate da 9 artisti internazionali e uno spazio di 470 metri quadrati. Un presepe monumentale che, oltre a ricreare il classico scorcio natalizio, rappresenta come ogni anno le personalità universalmente riconosciute come “portatori di pace”. Le scorse edizioni hanno visto come protagonisti Papa Wojtyla e Roncalli, Nelson Mandela, Madre Teresa di Calcutta e Gandhi. Quest’anno l’omaggio va invece Sir Robert Baden-Powell, fondatore del movimento scoutistico.
Gli artisti chiamati a lavorare alla grande scultura sono Damon Farmer e Daniel Belcher, dagli Stati Uniti, degli olandesi Susanne Ruseler e Marielle Heessels, di Baldrick Buckle, dal Regno Unito, Radovan Zivny, dalla Repubblica Ceca, David Ducharme dal Canada, il russo Alexey Schictov e gli spagnoli Etual Ojeda e Pedro Mira. La rappresentazione sarà inoltre arricchita da alcuni pannelli dipinti a mano da Damon Farmer. La natività sarà esposta fino al 31 gennaio 2012, come nella migliore tradizione italiana del Natale.
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La recente scomparsa di Amy Winehouse, morta probabilmente a causa di un’overdose di exstasy secondo i risultati dell’autopsia le indiscrezioni apparse su Repubblica, ha scosso il mondo e le migliaia di fan della cantante appena ventisettenne.
Fra questi, il maestro presepiaio Marco Ferrigno di San Gregorio Armeno ha deciso di ricordarla in un modo del tutto particolare, mettendo all’opera la sua sapienza artigiana. Amy Winehouse, vestita con un abito corto e di colore verde acceso, con la tipica acconciatura raccolta e il trucco pronunciato, scarpe rosse con il tacco e tatuaggi sulle braccia, entrerà nei presepi dei napoletani e dei collezionisti. La statuina, alta 30 centimetri, è già entrata in produzione, perché le richieste sono già tantissime - a differenza di molte altre statuine create da Ferrigno e dedicate ai personaggi famosi che non hanno ottenuto lo stesso successo.
A questo link una video-intervista al maestro Ferrigno.
Via | www.tmnews.it

La grande mostra itinerante nata da un’idea dell’Unesco nel 1999 approda a Lecce al Castello Carlo V. A partire dal 12 dicembre (fino al 7 febbraio) saranno in mostra ben 250 presepi della collezione del Museo internazionale della Natività di Betlemme, un progetto sostenuto, tra gli altri, dalla Fondazione Verona per l’Arena.
La città pugliese famosa per i suoi esempi straordianari di architetture barocche, ha un’importante tradizione nella lavorazione della cartapesta per rappresentazioni religiose. Alla mostra si affiancherà anche una scuola professionale, un atelier per giovani artisti e artigiani del presepio.
L’allestimento, già passato da Verona, Parigi, Lublino, Milano, Lubiana, Assisi e Rijeka si basa su una particolare disposizione di luci, suoni e colori per far vivere agli spettatori un’esperienza altamente immersiva.

Quest’anno la cerimonia di inaugurazione è stata officiata dal critico d’arte Philippe Daverio, che ha voluto mettere a confronto i i presepi di sabbia con i quadri da cui hanno tratto ispirazione. In videoconferenza Daverio ha poi tenuto una lezione spiegando che un progetto che utilizza 450 tonnellate di sabbia è un’esaltazione dell’effimero, ma il tema della Natività è qualcosa che farà per sempre parte della nostra cultura.
Proprio ieri domenica 6 dicembre si è dunque inaugurata l’ottava edizione di Sand Nativity, il presepe di sabbia di Jesolo, sulla riviera adriatica. Tra le presenze di artisti internazionali da sottolineare quella di Richard Marano. Grazie alla generosità dei visitatori il presepe ogni anno raccoglie risorse per progetti umanitari e fino ad oggi sono stati devoluti più di 300mila euro.