
Per celebrare il suo secondo anniversario, Rojo artspace di Milano presenta una collettiva che mette insieme più di 50 artisti che hanno collaborato con la galleria. Mirabilia, dall’11 marzo all’11 aprile 2010, propone una visione trasversale della creatività contemporanea a livello internazionale. Il titolo prende spunto dai Mirabilia Urbis Romae, gli antenati delle moderne guide di viaggio, che accompagnavano i pellegrini nell’esplorazione della città eterna.
Rojo Artspace – Global Network Alliance è un progetto che raccoglie 7 Gallerie consociate sparse per il mondo, tra Bruxelles, Helsinki, Parigi, New York, Barcellona, Berlino e Milano. Una rete di spazi e di professionalità che collaborano per curare il lavoro degli artisti, producendo mostre e diverse iniziative editoriali, come riviste e cataloghi d’artista.
L’inaugurazione a Milano in Via Tortona (civ. 17 -19) è prevista per giovedì 11 marzo alle 19 con opening sound-art a cura di SAE Live Class. Ci saranno lavori di pittura, grafica, illustrazione, fotografia, scultura, video, installazione e poesia visiva. Dopo il ’salto’ su continua, la lista completa degli artisti.
Eccoci all’ultimo lavoro in video realizzato dall’artista spagnolo Sam3. Si tratta di un’animazione in stop-motion realizzata con la ceramica, che Sam3 ha definito un earth poem. Il progetto è stato realizzato nella periferia nei dintorni di Murcia e prende il nome di Nadadores, i nuotatori. Non solo ceramica ma anche argilla, in un processo continuo che sgretola, frammenta e ricompone.

Collezionista, gallerista, storica dell’arte, lo scorso 24 gennaio si è spenta a Milano Claudia Gian Ferrari. Lascia un’importante collezione, 44 opere sono destinate al FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano e altre 58 al MAXXI di Roma.
A Milano, dove la Gian Ferrari ha costruito il suo Studio di Consulenza per il ‘900 Italiano e l’Arte Contemporanea, la gallerista non è mai andata d’accordo con le istituzioni museali. Ha affidato così al Fai il suo patrimonio legato al primonovecento, in gran parte ereditato dal padre Ettore Gian Ferrari, che l’allestirà a Villa Necchi Campiglio, in corso di restauro secondo il progetto originario degli anni ‘30 dell’architetto Piero Portaluppi. L’amante morta di Arturo Martini, il Ritratto di Alfredo Casella e Oreste ed Elettra di De Chirico, La famiglia del pastore di Sironi e due Nature Morte di Morandi, solo per fare qualche nome di questa parte della collezione.
Il resto è appunto destinato al Maxxi e crediamo che anche il nuovo consulente per le acquisizioni Vittorio Sgarbi non abbia avuto niente da ridire. Marcel Duchamp, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Patrik Tuttofuoco, Charles Avery, Gabriele Basilico, Mattew Barney, Stefano Arienti, Christian Boltansky, Bruna Esposito, Tony Cragg, Lara Favaretto, Anselm Kiefer, Pier Paolo Calzolari, Ettore Spalletti, Pedro Cabrita Reis, Marlene Dumas, Urs Luthi, Vic Muniz, Wolfgang Tillmans, Chen Zhen e molti altri.
Dunque, per quanto riguarda il Maxxi aspettiamo soltanto che questi capolavori, già inclusi nei cataloghi del museo, vengano inclusi in qualche mostra, mentre per il Fai dovremo attendere la fine del restauro della sede. Un ringraziamento da parte di tutta la cultura italiana va all’intera famiglia Gian Ferrari.

Victims / Vittime è una raccolta di interviste, saggi, dichiarazioni di artisti, opere d’arte concettuale e definizioni da glossario. Si tratta originariamente di un progetto lanciato sul web. Partito nel 2007, ha riunito diversi siti attuali di conflitto e situazioni di guerra legate al passato, come Srebrenica, la Palestina, il Kosovo.
Animano la piattaforma segnalazioni di diversi (e talvolta contrastanti) punti di vista internazionali che si concentrano su un aspetto dei conflitti quasi mai messo al centro, le vittime. Vittima è una delle parole più utilizzate dalle agenzie di stampa di diversi paesi, ma di vittime poi non si occupa nessuno.
Sul sito sono presenti testi di Sezgin Boynik, Adila Laidi Hanieh, Geert Lovink, Ana Peraica, Stevan Vukovic e numerosi artwork realizzati per il progetto, per ognuno dei quali è stata aperta una discussione.
Women are Heroes è il libro di JR di 252 pagine a colori che mostra tutte le donne coinvolte nei suoi progetti e racconta le loro testimonianze. Il volume è disponibile in edizione bilingue francese / inglese. Dopo Portrait of a Generation nei sobborghi di Parigi nel 2006, e Face2Face, in Medio Oriente nel 2007, Women are Heroes è la terza parte della Serie dei 28 millimetri, così chiamata per l’obiettivo che JR utilizza per ottenere inquadrature ravvicinate delle modelle di cui fa i ritratti. Women are Heroes è un libro di avventure che ci porta in Africa, Asia e Sud America. JR, giovane artista francese di cui i lettori di Artsblog si dovrebbero ricordare, ci conduce in luoghi di cui si può fantasticare per averli visti in televisione, in occasione di qualche evento drammatico.
Women are Heroes parla di donne che camminano fianco a fianco con la morte e spesso abbracciano la vita, passando dal pianto al riso. Sono donne generose che non hanno nulla, ma sono disposte a condividere, donne che hanno un passato doloroso e vogliono costruire un orizzonte con più luce. Alla ricerca di ciò che è comune nel loro sguardo, ci avviciniamo a ciò che è universale: il fattore umano. Women are Heroes è un omaggio alle donne, la cui dignità viene fuori quando JR attacca le loro fotografie sui muri dei loro villaggi e in tutto il mondo. Le donne esprimono le difficoltà che incontrano in un mondo dominato dagli uomini.
Le donne anziane sono modelli per un giorno,ed i bambini diventano artisti per una settimana. In questa forma d’arte, non vi è nessuna fase che separa l’artista dal pubblico. Come un fiore di campo spuntato tra lastre di cemento, così le opere di JR compaiono nei luoghi più inaspettati. Questo progetto e il libro che ne è derivato ha permesso di condividere questa esperienza e di mantenere la promessa fatta alle donne: portare le loro storie in un viaggio intorno al mondo.

Il termine Eat Art fu inventato da Daniel Spoerri per indicare arte interattiva fatta con prodotti alimentari. Due anni dopo l’apertura del suo ristorante a Düsseldorf al Burgplatz, l’artista svizzero fondò la Eat Art Gallery, esattamente nel 1970. Questo posto ha ispirato numerosi artisti a produrre varie edizioni di materiali commestibili e di opere ricavate da rifiuti alimentari. La mostra “Eating the Universe” naque da un’idea di Peter Kubelka, ex professore di Cinema e Cucina al Städelschule di Francoforte, per un TV-show di cucina pensato come un happening artistico.
Fino al 28 febbraio 2010 la Kunsthalle di Düsseldorf ripropone Eat Art, una mostra che illustra l’attrazione continua nei confronti del grande tema del cibo, visto come interfaccia fondamentale fra arte e vita. Al giorno d’oggi questo tema ha una rilevanza enorme, sul particolare sfondo di questioni come la ricchezza e la fame, l’anti-consumismo e i movimenti anti-globalizzazione, la dietologia moderna e show cooking, maniaci della salute e fast food.
La mostra è strutturata in due sezioni, sulla base della selezione delle opere seminali di Daniel Spoerri, così come alcune delle serie più importanti create per la Eat Art Gallery. Una piccola parte storica ripercorre le origini della Eat Art e presenta una ricostruzione della galleria e delle sue attività. La parte principale della mostra offre una vasta gamma di lavori più recenti che riguardano l’uso di materiali commestibili. Lavori che comprendono a livello scultoreo la rilevanza estetica del cibo. La cucina come luogo creativo e sociale della produzione e l’impatto mediatico degli spettacoli gastronomici.

Nel corso di un incontro dal titolo L’Economia dei Beni Culturali per lo Sviluppo delle Città Metropolitane, che si è svolto ieri a Firenze, il presidente di Confindustria Giovanni Gentile ha parlato del progetto di una Biennale dell’arte e del paesaggio a Firenze. La prima edizione prenderà il via già a partire dal novembre 2010, organizzata proprio da Confindustria, che crede nelle possibilità di Firenze di divenire un ”laboratorio nazionale in questo tipo di economia”.
L’evento sarà presentato ufficialmente nel prossimo febbraio. Dall’intervento di Gentile è emersa la volontà di “farne un evento permanente per la città“, perché, dice, per Firenze ”i beni culturali non dovrebbero essere da meno dellla green economy”. Rincara la dose l’Assessore alla Cultura del Comune di Firenze che il paragone va fatto con “l’industria della difesa americana, un settore in cui il pubblico ha investito importanti risorse, con ricadute in molti altri campi, a partire da Internet. Allo stesso modo nei beni culturali il pubblico dovrebbe impegnarsi nella ricerca di base, certi che le ricadute riguarderanno molti altri settori”.
Si scaldano i motori quindi per la messa in scena della biennale fiorentina,che se non altro sarà un pretesto per cominciare a smuovere le acque a livello del contemporaneo in questa città.

Interessante iniziativa del Centro Pecci di Prato dedicata alle famiglie per avvicinare all’arte contemporanea. Viaggio al centro del… Centro è una visita in forma di spettacolo che prevede programmi congiunti o diversificati per genitori e bambini durante i weekend.
Dal 7 al 29 novembre, il sabato e la domenica, alle ore 17.00, con il solo costo del prezzo del biglietto (5 euro), un viaggio alla scoperta dei segni del Tempo. Il progetto è a cura della sezione Didattica del Pecci, in collaborazione con la Compagnia Teatrale Piccoli Principi .
Linda Salvadori e David Batignani/Alessandro Libertini condurranno i visitatori attraverso itinerari stimolanti che prendono in considerazione tanto aspetti poco noti dell’architettura del centro stesso, quanto le opere della sua collezione e delle mostre temporanee in corso (After Utopia, Lena Liv, Bert Theis, Pier Giorgio Branzi e Thomas Billard). Per iscrizioni telefonate alla Sezione Didattica al numero 0574/531835.

Da qualche anno a questa parte in autunno a Firenze va in scena il Festival della Creatività, un contenitore un po’ anomalo di stili, tendenze ed espressioni organizzato livello istituzionale. A noi interessa segnalarvi le iniziative più strettamente legate al mondo dell’arte.
Cominciamo con la rassegna cinematografica Artisti nella città, curata da Silvana Fiorese, che prenderà vita il prossimo 16 ottobre. Nella splendida location della Polveriera della Fortezza da Basso dalle 18 alle 22:30 in programma quattro rari film dedicati ad artisti che della città hanno fatto lo scenario della loro ricerca. Il congolese Kingelez, l’americano Spencer Tunick, il belga Francis Alÿs e la famosissima coppia Christo & Jeanne-Claude.
Il programma, inserito nel progetto “Cinema, architetto dell’immaginario”, è organizzato da Mediateca Regionale Toscana Film Commission e dal film-festival Lo Schermo dell’arte, che andrà in scena dal 23 al 26 novembre nella città gigliata.

Unicredit Art a Milano apre i battenti nella giornata di sabato 3 ottobre per una serie di visite guidate su appuntamento alla collezione di arte contemporanea. Trenta minuti di visita dalle ore 10:00 alle ore 19:00 all’ Agenzia UniCredit Banca di Piazza Cordusio. Per prenotarvi mandate una mail a agenziauno[@]agenziauno.com o telefonate al numero 011.5627396.
Nella giornata di sabato 3 ottobre si concentra poi anche un altro importante evento nella sede di Piazza Cordusio. Per la prima volta nella storia dello spazio, un’artista, Claudia Losi, è stata chiamata per un progetto site-specific, Strips Maps. Il pubblico verrà coinvolto all’interno di conversazioni sul contemporaneo che si svilupperanno tra l’artista e le curatrici Lisa Parola, Gabi Scardi e Jacqueline Ceresoli.
L’obiettivo della curatrice Francesca Pagliuca è che l’artista e il pubblico pensino un nuovo percorso di fruizione degli ambienti. Un progetto performativo collettivo che prevede l’affissione di 3000 post-it colorati, per individuare nuove prospettive e traiettorie di visita.