FluxMuseum è un museo fondato da Cecil Touchon nel 2006 con l’intenzione di documentare gli artisti del XXI secolo che hanno operato (e operano) nella corrente fluxus. Il museo ha sede in Texas e ogni anno realizza un progetto espositivo-performativo internazionale ispirato ad un tema, a cui è possibile partecipare rispondendo ad una call aperta e sottoponendo i propri lavori.
Quest’anno il tema scelto è il Fluxus Amusements: essenzialmente “fun and games”. Opere d’arte incentrate su giochi originali al limite della follia, performance, trucchi magici, puzzles, comprendenti scatole e istruzioni per l’uso. La regola è riuscire a divertire se stessi e gli altri con trategie inedite e diversioni dall’ordinario… Parte delle opere entreranno a far parte della collezione del museo. La mostra partirà il 1 aprile, sempre in Texas.
Per farvi un’idea delle precedenti edizioni date un occhio a questo link: l’ultimo tema era “Thinking inside the box”, tutto dedicato alle scatole.

“Flower power” è il titolo della personale di Massimo Sansavini che si è inaugurata ieri presso la Galleria Cantina Carbonari di Cesena e che proseguirà fino al 7 giugno.
Vengono presentate 25 opere inedite che, come anticipa il titolo, immergono il visitatore in un’atmosfera floreale dal gusto pop e un po’ vintage, per via delle cromie acide, squillanti e psichedeliche.
Il repertorio di Sansavini, i cui esempi di “soft art” sono realizzati come puzzle, con pezzi di legno sagomati e colorati con vernice spray poi montati su lamine di alluminio, si arricchisce in occasione della mostra di una serie di 10 sculture intitolate “specchi delle mie brame”, che trasformano lo spazio espositivo in una sorta di camera delle meraviglie.
Il dovere di cronaca impone un aggiornamento sull’iniziativa del Goethe Institut di cui si è già parlato.
Nonostante le previsioni pessimistiche, il popolo romano è riuscito a ricomporre il puzzle da 300 metri quadri, raffigurante il “ritratto di giovane donna veneziana” di Albrecht Dürer, in meno di cinque ore, battendo così il record stabilito dai cittadini di Norimberga nell’estate del 2005.
I romani da 0 a 99 anni (per citare la Ravensburger) che hanno partecipato, hanno però potuto contare sull’aiuto non trascurabile di alcune autorità tedesche per portare a compimento l’impresa.
(Foto di Claus Felix).
via | Goethe Institut
Per promuovere la loro presidenza di turno dell’Unione Europea, i tedeschi hanno fatto a pezzi Dürer, o meglio una gigantesca riproduzione del suo “Ritratto di giovane donna veneziana”, e lo hanno spedito a Roma. Qui il 21 aprile (natale di Roma), sulla terrazza del Pincio, chiunque potrà contribuire nella ricomposizione di quello che, fino a prova contraria, è il puzzle più grande del mondo.
La manifestazione è stata già proposta con successo a Norimberga nell’estate 2005. In quell’occasione i solerti cittadini bavaresi hanno impiegato solo cinque ore per collocare gli oltre 1700 pezzi.
E’ attesa con curiosità la prestazione del popolo romano che, per far meglio, dovrà rinunciare alla sua proverbiale pigrizia oppure arruolare qualche turista tedesco di passaggio.
Il tempo massimo è fissato a 24 ore.
L’evento è legato alla pregevole mostra dedicata al maestro rinascimentale, visibile fino al 10 giugno alle scuderie del Quirinale.