
D’ora in poi falsari e difficili attribuzioni, secondo gli esperti del Dartmouth College, non sarenno più un problema. Alcuni ricercatori hanno messo a punto un metodo matematico per scoprire senza ombra di dubbio se un quadro è autentico o può essere attribuito a un tale artista.
Il principio è piuttosto semplice: un’opera viene scansionata (ovviamente ad altissima precisione) e suddivisa in quadrati che il computer analizzerà minuziosamente. Lo scopo? Scoprire quali sono i tratti caratteristici dello stile di un artista, e conseguentemente valutare caso per caso quali opere possono essere realmente attribuibili a lui.
Questo metodo è stato sperimentato sul pittore Pieter Bruegel Il Vecchio, dando, così pare, ottimi risultati. Uno strumento, dice uno dei responsabili di questo studio, che ci può aiutare anche a comprendere meglio le evoluzioni stilistiche della storia dell’arte. Ma siamo proprio sicuri che non sia meglio la vecchia lente di ingrandimento e il cosiddetto “fiuto”?
Fonte: Corriere della Sera

Vi avevamo già riferito in questo post, che l’Alitalia avrebbe messo all’asta la sua collezione di opere d’arte,comprendente, tra l’altro, opere importanti di artisti decisamente importanti: per fare qualche nome, Alberto Burri, Gino Severini e Lucio Fontana.
Ebbene, Finarte, che si occupa della messa all’incanto dei quadri, ha voluto fare delle verifiche sull’autenticità delle opere, e ha scoperto che un’opera datata 1964 di Lucio Fontana è un falso. Si tratta di una tela verde di 60 x 70 cm con sei tagli. La stima è (era) di 200mila euro circa. Ora pare sia nelle mani della guardia di finanza, che cercherà di risalire agli autori della truffa.
Immagine: Flickr
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Un’intera collezione di opere di Franco Angeli tutte contraffatte. La guardia di finanza ha sequestrato in tutto circa 650 opere, e altre mille sarebbero già state vendute. La scoperta è nata quasi casualmente in una galleria di Roma, dove era stata allestita una mostra per celebrare l’artista. Peccato che le 40 opere esposte fossero tutte dei falsi, ma, cosa strana, provenienti tutti dall’archivio storico di Franco Angeli e quindi, si supponeva, autentiche.
I falsi infatti venivano prodotto proprio dall’archivio, che è stato ceduto qualche tempo dopo la morte dell’artista (1988) alla Magi Arte srl. Ed è a questo archivio che sono giunti gli agenti della guardia di Finanza. La più vasta organizzazione italiana di contraffazione di opere d’arte aveva i suoi laboratori a Milano e in provincia di Bologna, ma la propria sede gestiva (”regolarmente”) l’autenticazione dei falsi.
Le 1000 opere già sul mercato sono state vendute attraverso Internet. Attenzione dunque a fare acquisti d’arte sul web. Le frodi hanno trovato in internet il modo migliore per truffare esperti e meno esperti. La cosa migliore? Consultare un esperto, affidarsi a gallerie qualificate o… avere un occhio da Lupin…
Fonte e immagini: Repubblica
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