Viene da una formazione “classica”, ha fatto l’Accademia delle Belle Arti, laureandosi con una tesi sugli animali nell’iconografia artistica. E proprio le creature animali sono i soggetti preferiti dei suoi lavori, realizzati sia con tecniche tradizionali che in digitale.
I felini e i cani (ma anche i personaggi umani) ritratti nelle incantevoli rappresentazioni della giovane artista pugliese Luciana Marsella recuperano il ruolo di simboli antichi, ma non abusati, elementi suggestivi e sensuali di una dimensione onirica, che ricorda le ambientazioni del realismo magico e talora richiama l’istintività anarchica dell’arte naif.
Le foto sono tratte dal sito personale di Luciana Marsella.
I suoi Maestri sono grandi artisti americani esponenti della pittura realista (e, soprattutto, del realismo magico), come George Tooker, Paul Cadmus e Andrew Wyeth.
Si chiama Alex Garcia e vive a San Antonio, nel Texas. Dipinge soprattutto ritratti, con la tecnica della tempera ad uovo. Nel suo sito cita, tra le altre cose, una frase di Matthew Daub, che sembra sintetizzare il suo ideale artistico: le due cose che contano in un’opera d’arte sono il modo in cui essa è fatta e la sua capacità di colpire l’anima e l’immaginazione. Tecnica e anima.
Ho trovato i suoi quadri su Flickr e mi è parsa una buona idea sottoporli alla vosta attenzione.
Ho scoperto i suoi quadri per caso, girando su Flickr. E sono rimasto positivamente colpito. Tanto da pensare di dedicarle un post.
Si chiama Alejandra Salgado, è argentina, nata a Còrdoba ma vive a Buenos Aires. E, nonstante la giovane età, è già un’apprezzata pittrice, con un buon numero di prestigiose esposizioni all’attivo.
Le sue realizzazzioni pittoriche si rifanno alla tradizione del realismo magico, che proprio in America latina ha avuto grande successo, soprattutto nella seconda metà del XX secolo, sia nelle arti visive che nella letteratura (si pensi al fenomeno mondiale del romanzo Cent’anni di solitudine, di Gabriel García Márquez).

Carla Bedini era presente al MiArt 2008 con la galleria Cà di Frà di Milano. Laureata in ingegneria elettronica, solo pochi anni fa ha deciso di cambiare ambito e orientarsi verso la pittura. Dapprima attratta dall’Impressionismo, ha in seguito elaborato uno stile personale molto vicino al realismo magico del primo Novecento, strettamente legato alla tradizione figurativa rinascimentale.
Le sue creature, esili donne dai grandi occhi espressivi, dai vestiti cuciti addosso e molto ricercati, sembrano nutrirsi di sogni. La pittura su garza, dai colori trasparenti e dai toni cupi, enfatizza l’alone onirico e misterioso che circonda queste fanciulle dai tratti ambigui e contraddittori tipici delle adolescenti. Le luci sono fredde, e l’attenzione al dettaglio fisico è certosina. Sono scarne, immobili e androgine, mi ricordano le ragazze della Beecroft, con i loro corpi spersonalizzati dai criteri estetici contemporanei.
Le puoi trovare con i piedi a mollo in stagni incantati, o intente a scrutare elaborati e finissimi pizzi. A volte incrociano piccoli rami fioriti, ma forse aspettano soltanto di veder passare un elfo o una fata.