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Tutti gli articoli con tag reff

La 17esima edizione del MFRU Festival

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mfru festival maribor

Dal 18 al 26 novembre prossimo si svolgerà in Slovenia, a Maribor, la 17esima edizione del MFRU Festival.

Tutto dedicato alle arti digitali e interattive qusto evento ci parla della grande attenzione e del fermento che la scena digitale slovena produce. È infatti in questa piccola nazione che sorgono realtà importantissime per la cultura dei nuovi media come Aksioma - Institute for Contemporary Arts, diretto e promosso dal celebre Janez Janša. Non è inoltre un caso che questa citta, che conta sì e no 120.000 abitanti, è stata candidata con successo fra le Capitali della Cultura in Europa per il 2012.

Fra tanto, tantissimo est, due presenze italiane a Maribor che abbiamo già conosciuto su questo sito: l’ottima Sonia Cillari, che continua a lavorare brillantemente all’estero (molto meno in Italia purtroppo) e il REFF (qualche lettore forse si ricorderanno di questa perforance globale che a preso il via quasi due anni fa proprio in queste pagine e che continua a vivere). L’ultima notizia è che ci sarò anche io, quidi, facendo i dovuti scongiuri contro funesti malori di stagione, aggiornamenti e reportage a breve.

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REFF is back. Il libro

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reff, romaeuropa fakefactory

Sono passati quasi due anni da quando proprio su questo blog abbiamo pubblicato e diffuso la lettera aperta “Freedom for Remix“. Di lì ad un mese, era il 29 dicembre del 2008, sarebbe nato il REFF - RomaEuropa FakeFactory, una performance, un’azione di hacking sociale, politico e tecnologico, una riflessione critica sull’arte, le politiche culturali, l’innovazione, la proprietà intellettuale. Nel corso dei mesi ne abbiamo seguito la crescita e lo sviluppo, osservando come nel 2009 questo fake sia stato capace di determinare l’inversione di marcia di Fondazione Romaeuropa e Telecom Italia sulla gestione del diritto d’autore del concorso Romaeuropa WebFactory.

Dopo un periodo di silenziosa attesa, il REFF torna sulla scena. E lo fa in grande stile, mantenendo la sua promessa iniziale: la pubblicazione di un volume edito in Italia da DeriveApprodi e FakePress. Il titolo ne descrive pienamente contenuto e impostazione: “REFF. La reinvenzione del reale attraverso pratiche critiche di remix, mash up, ricontestualizzazione, reenactment“. Il libro è diviso in due parti. “VOCI“, una raccolta teorica con oltre 30 contributi fra articoli e interviste, sul tema della free culture, del remix come pratica creativa, della ricontestualizzazione degli spazi urbani, della condivisione dei saperi: tra gli altri, gli interventi di Richard Barbrook, Jasmina Tešanović, Andy Cameron, Stephen Kovats, Massimo Canevacci Ribeiro, Antonio Caronia, Mike Bonanno - The Yes Men. “VISIONI”, un catalogo che, insieme alle Special Mention REFF 2009-2010, presenta le opere di 30 artisti, designer, hacker e architetti da tutto il mondo. Qupere, legate ai temi del libro, sono il luogo di piccole (o enormi) innovazioni, approriazioni, reinvenzioni continue, aprendo scenari possibilistici sulla realtà contemporanea: nuovi modelli produttivi basati sulla disponibilità di contenuti, conoscenze, connessioni e sulla possibilità di disporre, riprodurre, remixare; nuove pratiche tecnologiche, nuove forme di aggregazione e interazione sociale; nuove opportunità per costruire inediti immaginari di autodeterminazione.

Bruce Sterling, che ha firmato la prefazione del libro, si esprime così:

“Al momento, i comportamenti e le attività che sono oggetto di questo libro sono considerati bizzarri. Molto bizzarri. Essi sono così particolari che è intrinsecamente difficile descriverli, perché vengono dai confini estremi di una network-culture emergente. Potrei scrivere un intero libro su queste idee e queste pratiche, un libro che sarebbe science fiction, architecture fiction, design fiction, un manuale tecnico e anche un manifesto per la network economics. Sarebbe abbastanza simile a questo libro, solo non così divertente.”

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REFF hacked

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REFF hacked

E’ di ieri la notizia che il REFF ha subito un attacco informatico. Se andate sulle pagine del sito, per adesso ci troverete solo un messaggio degli organizzatori che si rincuorano di essere stati hackerati per una buona causa (quantomeno): il sito è stato infatti sostituito con immagini dei massacri di Gaza e con link a video di denuncia sulla Palestina.

Trovo comunque il fatto bizzarro per almeno due elementi. Primo: il REFF stesso nasce come un’azione di deturnamento e di hacking artistico. Secondo: fra i partner dell’iniziativa ci sono i Ramallah Underground, il che vale più o meno quanto una dichiarazione esplicita sui fatti di Gaza. Tutto sommato se e l’intento era lanciare un messaggio e raggiungere un pubblico, la scelta del soggetto attaccato sembra piuttosto goffa e poco ponderata.

Inoltre nel corso dell’attacco sono state cancellate diverse directory, con il risultato che non solo il sito va ripristinato, ma molte delle opere caricate nel sistema dagli artisti (ormai davvero moltissime) dovranno essere nuovamente ricaricate: tutti i partecipanti sono stati comunque informati e invitati non appena possibile a reintegrare i propri lavori. Ora il team sta lavorando al ripristino che non dovrebbe tardare e si prevede una versione grafica del tutto rinnovata, che sarebbe a questo punto il 3° restyling del sito.

Staremo a vedere.

sito REFF prima dell’attacco
sito REFF prima dell'attaccosito REFF prima dell'attaccosito REFF prima dell'attacco

[Nella galleria in ordine di apparizione, screen capture di: intestazione sito originale; sito originale; primo restyling]

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In visita al Pervasive Media Studio di Bristol

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Prima di continuare il nostro viaggio insieme a Banksy, una parentesi dovuta è alla nostra visita al Pervasive Media Studio, un laboratorio di sperimentazione sulle nuove tecnologie e i media digitali nato da qualche anno a Bristol grazie alla collaborazione delle istituzioni locali della città e dell’HPLabs. Ci siamo andati in delegazione sempre con [A][O][S] grazie al ToShare, nella persona della sua frizzante e attivissima art director Simona Lodi (che vedete nelle foto: capelli ricci e biondi sempre sorridente), e di Gianni Corino (docente presso la Plymouth University e membro del supervisory team del Centro i-DAT), che ha fatto da rèlais fra noi. Fondamentalmente un’occasione per un confrontarsi con questa realtà, conoscersi e scambiare idee e opinioni su quello che facciamo nei rispettivi paesi d’origine, su quali sono le possibilità e i campi di sperimentazione più vivi.

Un pomeriggio interessante che è iniziato con la visita del centro, un laboratorio/incubatore che ospita incontri, promuove residenze artistiche, eventi e progetti, realtà giovani imprenditoriali e non che sperimentano i nuovi media offrendo loro un ecosistema positivo e aperto, una connessione e un open space dove lavorare: l’ultimo evento ospitato, un vero peccato averlo perso per un solo giorno, era il raduno di DorkBot. Come vedete dagli esterni e dagli interni nelle foto, uno spazio molto bello e completamente ristrutturato, che nel passato era una fabbrica di di tubi di gomma da tempo chiusa.

La visita è stata inoltre l’occasione per conoscere dal vivo alcune realtà, fra cui segnalo Simon Game, una giovane start-up che ha scelto di concentrarsi sui giochi interattivi, giochi che avvengono generalmente il luoghi pubblici invadendoli, e che presuppongono l’utilizzo di tecnologie web based come il GPS, i social network o semplicemente la mail. La start-up si chiama Simon Game perché a lavorarci ci sono due Simon, prontamente ribattezzati da tutti noi come Simon&Simon della nota serie televisiva (che adoravo da bambina), che stanno preparando la nuova edizione del IgFest, un festival interamente dedicato agli street game interattivi che in UK ha già attirato l’attenzione dei media nazionali.

Ne abbiamo ricevuto una spiegazione esaustiva e molto professionale, ma per avere un’idea del festival la cosa più facile è che diate un occhio a questo link dove troverete alcuni video decisamente efficaci.

Pervasive Media Studio
Pervasive Media StudioPervasive Media StudioPervasive Media StudioPervasive Media Studio

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Speciale LPM 2009. Un bilancio [PART 3]

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Fare i bilanci di un evento prende tempo, ma alla fine ci si arriva e se mi sono concessa qualche giorno in più significa che a queste conclusioni ci ho davvero pensato su: infondo a LPM ci ho passato quattro giorni interi insieme al REFF e a tutti gli altri.

Dalla mia esperienza ecco i tre punti che voglio mettere in evidenza

[1] Impatto del meeting
il primo dato è che LPM è, nel suo genere, è un evento molto riuscito: non una mostra, non un festival, ma un meeting, un momento dove realmente professionisti e artisti del settore, accademici, hackers, smanettoni, vj si incontrano, si conoscono, hanno l’occasione di performare davanti ad un pubblico di pari e di farsi in questo senso “una reputazione” di alto valore (appunto perché proviene da membri attivi e riconosciuti di una comunità specifica), di sviluppare progettualità comune, anche a latere di LPM stesso. Parte integrante dell’esperienza diventa il ritrovarsi casualmente insieme in una stessa camera di albergo ed è evidente come il meeting per molti sia diventato un appuntamento, un rituale quasi, dove persone da tutto il mondo si coagulano e convergono per ritrovarsi: il meeting è profondamente sociale.

[2] Ambiente e tematiche
LPM è stato capace di creare una commistione interessante fra il mondo del vjing, della videoarte e del clubbing notturno con tematiche vicine per loro natura al diritto d’autore, alla culture jamming, alle libertà digitali, riuscendo intessere rapporti con frange interessanti dei movimenti queer. E’ così che si è collaudata nel tempo la formula dei quattro giorni, dove le digital freedom stanno in apertura, l’elettronica in mezzo, mentre il visual gender lo chiude: un mashup di generi (in tutti i sensi) e di sovrapposizioni da mantenere.

Sala centrale e Salette workshop
Sala centrale e Salette workshopSala centrale e Salette workshop

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[Speciale REFF - Part 2] REFF.ternoon al Flexi con Luca Neri, 21 marzo ore 18:00

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Giusto il tempo di una breve pausa di sonno più allestimento spazi, e si arriva al secondo appuntamento: un REFF.ternoon (REFF + afternoon) dal mood rilassato in una location che da due anni a Roma, nel cuore del rione Monti, da vita ad appuntamenti culturali vivaci, fra presentazioni di libri, aperitivi, performance, corsi di fotografia, laboratori teatrali, gruppi di lettura ed esposizioni. Parliamo del Flexi, una ex-sugheria ristrutturata per diventare una deliziosa libreria-cafè, dove si può curiosare fra interessanti volumi, bevendo un bicchiere di vino e gustando ottimi menù dal sapore casalingo (i miei preferiti, il gateau di patate e le lasagne).

Nel bianco dominante dell’ambiente (pareti e mobilio), dove spiccano i loghi del REFF, viene presentato a partire dalle 18:00 il libro di Luca Neri “la Baia dei Pirati. Assalto al copyright”. Introduce Arturo di Corinto; a seguire, incontro con Luca Neri. Anche qui la saletta-proiezioni è piena e il dibattito vivace. La storia di Pirate Bay è lo sfondo per discutere di diritto d’autore, di come nasce si evolve nella storia a partire dal ‘700, delle idiosincrasie insite nelle attuali normative, ma anche di quali strade possano seguire autori, artisti e giovani creativi per diffondere le proprie opere e trovare nuovi modi di innescare circuiti economici. A partire da una consapevolezza: la “pirateria” digitale (download e p2p in testa) è un fenomeno diffuso di massa che non necessariamente viene percepito come atto illegale, se non piuttosto come atto quotidiano. Come a sottolineare che in questa versione soft determinata dall’evoluzione tecnologica (niente a che vedere con i corsari, quelli veri dal movimento punk in poi, per i quali la pirateria è un atto cosciente di appropriazione e una pratica politica), pirati lo siamo un po’ tutti… E non c’è da stupirsi se un blog di arte si occupa di questi temi: diritto d’autore, proprietà intellettuale e annessi sono una parte integrante del dibattito contemporaneo sulla definizione di opera e di autore stesso.

La video-installazione “Flight SynEp” di Othe-r-ethO completa l’ambiente, regalando al pubblico un’esperienza intima e suggestiva. Pochissimo il tempo per prepararsi all’evento notturno dalle 23 in poi: REFF.jected.

Nel proseguio dell’articolo due spezzoni tratti dal dibattito realizzati dal giornale universitario Offline.

[Foto in alto: a sinistra Arturo Di Corinto; a destra, Luca Neri]

REFF.ternoon al Flexi con Luca NeriREFF.ternoon al Flexi con Luca NeriREFF.ternoon al Flexi con Luca Neri

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[Speciale REFF - Part 1] " Al Senato, conferenza sulle politiche culturali e la gestione della proprietà intellettuale

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Ecco entrati nel vivo della due giorni. Al senato, presso la sala dell’Ex Hotel Bologna la conferenza-dibattito “Politiche culturali e gestione della proprietà intellettuale” diventa da un lato il “momento della rappresentazione pubblica”, e dall’altro il quadro teorico-interpretativo dell’operazione RomaeuropaFakeFactory.

Intensa la serie dei tre panel che si sono succeduti.
La mattina è dedicata alla contestualizzazione di arte, cultura e creatività nel contemporaneo e alla gestione delle politiche culturali: con le relazioni introduttive di Francesco “Warbear” Macarone Palmieri e Simona Lodi, che affrontano l’uno le relazioni fra autorialità e potere e l’altra la domanda cruciale “cosa è da scartare e cosa non lo è” in tempi di crisi, il dibattito si accende grazie agli interventi si Valerio Mattioli (giornalista e critico musicale), Casaluce-Geiger Synusi@-cyborg (artista e promotrice dell’azionismo post-umano), OtherethO (artista e membro più giovane del comitato scientifico del REFF), Gennaro (giudice, drammaturgo, danzatore e scrittore noto per la sua sentenza anti-copyright del 2001), Stefano Coletto (curatore della Fondazione Bevilacqua la Masa), Francesco Monico (direttore della Scuola Design&Comunicazione della NABA), Gianluca del Gobbo (fondatori di Flyer Communication, LPM e FLxER), Arturo Di Corinto (Osservatorio sulla Cultura della Regione Lazio) : moderano le sessioni, Rossella Ongaretto (architetto e designer) e un’incontenibile Valeria “Jemma Temp” Guarcini (performer e producer di LPM), capace di divertire il pubblico e stuzzicare i relatori con ironia e irriverenza.
Il Pomeriggio, dopo una sostenuta pausa-caffè, è il momento per un confronto serrato sulla relazione fra nuovi modelli di business e proprietà intellettuale. La relazione introduttiva di Alex Giordano ( saggista e fondatore di Ninja Marketing) offre una articolata visione di come emergano nuove relazioni fra marchi e uso-appropriazione degli stessi da parte degli utenti. “Cosa fare, come affrontare il nuovo mercato?” è questa la domanda che viene rivolta al tavolo, che alterna dubbi e risposte di Davide D’Atri (fondatore di Beatpick), Marco Fagotti (Anomolo Records), Francesco Magnocavallo (dir. editoriale di Blogo), Marco Scialdone (avvocato e docente alla Campus Link), Guido Scorza (avvocato e pres. dell’Istituto per le Politiche dell’Innovazione): a partire dalle diverse esperienze maturate come professionisti e giuristi, affiorano nel dibattito concetti come la possibilità di una coesistenza fra modelli commerciali e non commerciali, necessità, rispetto alla questione SIAE, il mandato non esclusivo, l’esigenza di una analisi critica e profonda del senso di autorialità e dei desideri che spingono gli artisti e rilasciare le proprie opere (il sogno di arrivare dal MySpace alla SONY, che non solo ha speranze minime di realizzarsi, ma che probabilmnte nel futuro non ha né spazio, nè possibilità di esistere…). Moderatore d’eccezione, Luca Neri, autore del libro “La Baia dei Pirati. Assalto al Copyright” (Cooper), in Italia per il lancio del volume appena uscito.

Nel complesso una giornata densa, alta l’attenzione e il coinvolgimento della sala fino alla fine, mentre il pubblico va via con il desiderio di continuare a discutere.

RomaEuropaFAKEFactory - ed è questo il senso della sua presenza in senato - diventa lo stimolo per la creazione di un Tavolo sulla Cultura Digitale da istituire all’interno della Commissione Cultura. Questo grazie al coinvolgimento attivo del sen. Vincenzo Vita (vicepres. della stessa Commissione) che, oltre ad ospitare l’evento, si impegna a sostenere la proposta. I tre panel iniziano ad esplorarne le prospettive e le tematiche scottanti che emergono nel complesso intreccio fra istituzioni pubbliche e private, economia, arte e interstizi: una contemporeneità che brucia, dove cade la logica della contrapposizione dialettica (l’aut/aut) e vince quella della relazione connettiva (l’et/et). Dove la contaminazione diventa necessità. Dove si afferma radicalmente un principio semplice: il diritto all’esistenza e la molteplicità (di fonti, punti di vista, identità, economie).

A breve saranno inoltre disponibili i video e l’audio integrali della giornata: nel prosegui dell’articolo intanto i video interventi di Derrick De Kerckhove e Carlo Infante.

[Foto in alto: sen Vincenzo Vita; di fianco a destra Simona Lodi, art director Piemonte Share Festival]

presentazione del RomaEuropaFakeFactory al Senato della Repubblicapresentazione del RomaEuropaFakeFactory al Senato della Repubblicapresentazione del RomaEuropaFakeFactory al Senato della Repubblica

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[Speciale REFF - intro] "F for FAKE" di Massimo Canevacci

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Si è conclusa sabato 21 marzo “REFF.erence“, la due giorni di rilancio del Concorso Internazionale RomaEuropaFAKEFactory, a cui dedichiamo uno servizio speciale, diviso in più parti per avere la possibilità di seguire il denso programma e gli avvenimenti che si sono succeduti. Molteplici i risvolti e le implicazioni di rilievo, sia dal punto di vista di un’analisi critica dell’arte contemporanea, delle politiche culturali e delle relazione fra nuovi modelli di business e gestione della proprietà intellettuale, sia da quello più squisitamente politico: un evento che è riuscito realmente ad attraversare la metropoli, dagli spazi più istituzionali del Senato fino al night clubbing di via Libetta, che nel cuore del quartiere ostiense è a Roma la zona a più altra concentrazione di locali notturni e festaioli.

Ma prima entrare nel vivo del reportage, è col video intervento di Massimo Canevacci, che abbiamo intitolato “F for FAKE”, che iniziamo insieme a ripercorrere questo evento. La motivazione è semplice: le sue parole descrivono in modo eccezionalmente efficace il senso profondo dell’operazione RomaeuropaFAKEfactory nel suo complesso e, in particolare, di questa sua prima “rappresentazione pubblica” che, prendendo in prestito le parole di Canevacci, è il “momento della verità“.

L’intervento è stato infatti scelto come relazione introduttiva della conferenza “Feedom to Remix. Le politiche Culturali e la gestione della proprietà intellettuale nell’era contemporanea” svoltasi presso l’ex Hotel Bologna al Senato il 20 marzo a partire dalle 10:00 - cornice teorica nella quale esperti, artisti, intellettuali, giuristi e politici si sono confrontati su queste tematiche. Ma parleremo nel seguito del reportage diffusamente della conferenza e degli ospiti che la hanno animata. Per adesso vi lascio a questa testimonianza, resa particolarmente preziosa da una contingenza: Canevacci, come molti di voi sapranno, è uno degli interpreti più interessanti della cultura contemporanea e dell’antropologia visuale, a livello italiano e internazionale e questo è il suo ultimo anno di insegnamento alla Sapienza. A breve si trasferirà infatti in Brasile, dove si trova in questo momento e dove continuerà il suo insegnamento e la ricerca portata aventi sino a questo momento in Italia. Con l’augurio che sia l’inizio di un nuovo ciclo, lo ringraziamo per quello che consideriamo un suo regalo di arrivederci.

[Video girato presso la casa di Massimo Canevacci: regia e montaggio di Gianmarco Bonavolontà]

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