
Non è un bel periodo per le banche. Quella in cui mi sono imbattutto qualche giorno fa, gironzolando per la rete, è però una banca piuttosto speciale.
La Bank of Art, infatti, non propone finanziamenti, mutui e quant’altro solitamente offronto gli istituti bancari. Come si legge nella presentazione del suo elegante sito, le competenze dichiarate attengono alla conservazione, alla preservazione e alla valorizzazione del patrimonio artistico di collezionisti privati ed enti pubblici.
Più precisamente, la Bank of Art, società italiana con sede a Milano, si rivolge a collezionisti privati “di alto profilo” e a clienti istituzionali come musei, trusts, fondi di investimento in arte, ecc. e offre diversi servizi: valutazione di opere d’arte, catalogazione in digitale di collezioni, expertise, supervisione del restauro e della diagnostica, acquisto, vendita e gestione di prodotti artistici, ecc.

Si chiama Untergunther ed è un collettivo di architetti, storici dell’arte e restauratori attivo in (più o meno) totale clandestinità in quel di Parigi. Il loro obiettivo è quello di restituire al paese, dopo un doveroso restauro, i tesori artistici dimenticati.
Questi “esploratori urbani”, come si autodefiniscono, penetrano di notte nei monumenti e negli edifici nazionali, operando anche per diverso tempo grazie alla collaborazione di un esperto di sistemi di sicurezza. Impossibile trovare in rete qualcosa che illustri diffusamente la loro attività.
Per un anno, dal settembre 2005, i membri dell’Untergunther hanno installato una sorta di quartier generale sulla cima del Pantheon e hanno lavorato ogni notte al restauro di un orologio Wagner del 1850, fermo dal 1960 circa.
Continua a leggere: Untergunther, i paladini del restauro clandestino
Un Bernini pittore sta per arrivare al restaurato secondo piano di Palazzo Barberini a Roma, nuovamente aperto alle mostre e destinato solo ad attività culturali. Un lato poco noto del maestro (e spesso criticato) in una sede che dovrebbe diventare un grande museo statale di arte antica.
Continua a leggere: Alla scoperta di Bernini Pittore a Palazzo Barberini

Si apre al contemporaneo per la prima volta nella sua storia la quadreria del cardinale Bernardino Spada a Roma, che ospita capolavori della storia dell’arte firmati Orazio Gentileschi, Tiziano, Guido Reni e Giovanbattista Gaulli.
Su pannelli appositamente studiati e allestiti nelle quattro sale della galleria, la mostra a cura di Massimo Riposati, intitolata “L’arte di amare l’arte”, propone al pubblico opere di Giovanni Albanese, Marcello Avenali, Roberto Caracciolo, Tommaso Cascella, Lucilla Catania, Ettore Consolazione, Antonio De Pietro, Carlo Dell’Amico, Baldo Diodato, Lia Drei, Marilù Eustachio, Andrea Fogli, Francesco Guerrieri, Duccio Guidotti, Sergio Lombardo, Renato Mambor, Elio Marchegiani, Gino Marotta, Michele Melotta, Patrizia Molinari, Sante Monachesi, Piero Mottola, Adriano Parisot, Antonio Passa, Achille Perilli, Pietro Perrone, Vettor Pisani, Salvatore Provino, Mario Sasso, Oscar Turco.
Lo scopo dell’iniziativa, tra gli appuntamenti delle “Giornate dell’arte” organizzate dalla Fondazione Cittàitalia, è dei più nobili: le opere esposte sono infatti messe all’asta, il 27 settembre, per finanziare il restauro della grande tela “La morte di Didone” di Guercino (nella foto), danneggiata in seguito a un trasporto in mostra di qualche anno fa.
Via | vita.it

L’arte figurativa ferrarese del ‘400 si sviluppa presso le corti, e i vent’anni del governo di Borso d’Este hanno avuto un ruolo fondamentale nella rapida crescita espressiva, che non conosce paragoni nella storia dell’arte europea.
La mostra “Cosmè Tura e Francesco del Cossa“, curata da Mauro Natale , analizza questo periodo soffermandosi in particolare su Tura e del Cossa, artisti antagonisti e protagonisti dell’età di Borso.
A Palazzo dei Diamanti e a Palazzo Schifanoia, sono riunite oltre 150 opere tra dipinti, sculture, miniature, disegni, medaglie, oreficerie e tessuti provenienti dalle più prestigiose istituzioni pubbliche e private di tutto il mondo. La mostra si conclude nel salone affrescato dell’antica Delizia estense, visibile dopo un restauro durato quasi dieci anni.
Cosmè Tura e Francesco del Cossa - L’arte a Ferrara nell’età di Borso d’Este, Palazzo dei Diamanti e Palazzo Schifanoia, Ferrara, dal 23 settembre al 6 gennaio 2008.

Una delle opere più famose e più sensuali di Donatello, il David bronzeo del museo fiorentino del Bargello, verrà sottoposto a restauro. La statua infatti, per la delicatezza che la contraddistingue, nel corso dei secoli ha ricevuto soltanto interventi “leggeri” per evitare di danneggiarla o di comprometterne la bellezza. Si tratta quindi del primo intervento consistente al quale viene sottoposto, grazie alle nuove tecniche che consentiranno di recuperare l’opera in tutta la sua bellezza. L’intervento si concluderà a fine 2008 e verrà effettuato sul posto, di conseguenza i visitatori del museo potranno osservare le varie fasi del lavoro.

Si chiama ottateuco un codice che racchiude gli otto libri dell’Antico Testamento (Genesi, Esodo, Levitino, Numeri, Deuteronomio, Giosuè, Giudici, Ruth). La Biblioteca comunale Forteguerriana di Pistoia ne custodisce una copia miniata da due amanuensi copti, Maka Sêdêq e Pâwlos, a metà del Quattrocento. L’opera d’arte etiopica è ora protagonista di un restauro che verrà presentato il prossimo 15 giugno a Palazzo San Macuto a Roma, una delle sedi della Camera dei Deputati, nell’ambito della prima edizione del progetto “Salviamo un libro”.
L’iniziativa, promossa dal Gruppo Ceoldo di Padova e ideata dalla rivista “Alumina. Pagine miniate” del gruppo editoriale Nova Charta, ha lo scopo di salvare dal degrado del tempo manoscritti di particolare valore storico e artistico. Ogni anno vengono individuati, nel ricco patrimonio di codici miniati delle biblioteche italiane, volumi che necessitano di un intervento di restauro, che diventa occasione di valorizzazione, studio e comunicazione.
Già si conosce il prossimo libro da salvare. Per il 2008 si annuncia infatti il restauro del Decretum Gratiani del Manoscritto Piana, conservato alla Biblioteca Malatestiana di Cesena. E’ un testo di diritto canonico elaborato dal monaco Graziano nel XII secolo, conservato a Cesena in una versione copiata nell’ambiente universitario della Bologna del XIII secolo.
Via | adnkronos