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Arte in memoria alla sinagoga di Ostia Antica

pubblicato da Lorenzo Mazza


Torna per la sesta edizione Arte in memoria, l’evento biennale organizzato dalla Fondazione Volume! presso la Sinagoga di Ostia Antica, che apre al pubblico in occasione della Giornata della Memoria. Curata da Adachiara Zevi, la mostra quest’anno presenta quattro personalità artistiche provenienti da percorsi radicalmente differenti: Jochen Gerz, Richard Long, Liliana Moro, Giuseppe Penone.

In un luogo magico e pieno di spiritualità - la Sinagoga di Ostia Antica è una delle più antiche costruite dopo la Diaspora, nel primo secolo d.C., ciascun autore presenterà un progetto inedito ed appositamente pensato per l’ambiente espositivo ideato da AnomiaStudio Architetture.

La prima sinagoga ad ospitare annualmente progetti d’arte e memoria, fu quella di Stommeln, in Germania, nel 1990, a cui seguì quella di Berlino. L’idea è quella che, per alcune settimane, un luogo di culto possa divenire un luogo di cultura.

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Richard Long: Heaven and Earth, a Londra.

pubblicato da Elisa

Richard Long

Colgo l’occasione della mostra che dal prossimo 3 giugno sarà ospitata alla Tate Britain per parlare di Richard Long, grande esponente della Land Art, vincitore del Turner Prize nel 1988, instancabile camminatore ed esploratore del mondo.

La mostra Heaven and Heart mostrerà circa 80 opere di Long selezionate in 40 anni di lavoro: sculture, grandi installazioni a muro, documenti scritti e fotografici sugli innumerevoli percorsi dell’artista. Infatti Richard Long in nome della sua arte ha compiuto viaggi a piedi in tutto il mondo, dall’Algeria all’Argentina, dal Canada all’Ecuador, e poi in Finlandia, Francia, Galles, Giappone, Grecia, India, Islanda, Italia, Kenya, Korea, Malawi, Marocco, Mongolia, Nepal, Seychelles, Stati Uniti, Turchia, Zambia e in Sud Africa.

Le sue ‘passeggiate’ sono delle vere e proprie performance di lunga durata in contesti naturali isolati, che non comprendono la presenza dell’uomo. Long non interviene sul paesaggio alterandolo, ma “sistema” il naturale ordine di alcuni luoghi selvaggi, ad esempio “ordinando” pietre o realizzando semplici forme geometriche con materiali trovati in loco: linee e cerchi. E ogni linea e ogni cerchio sono diversi perché realizzati in un contesto diverso, e con materiali che appartengono a luoghi diversi.

Il suo lavoro esplora la relazione tra tempo, distanza, geografia, misura e movimento, ed è un lavoro semplice, metodico, universale. La mostra alla Tate Britain è un’occasione imperdibile per gli appassionati di Long, e una possibilità per i curiosi di avvicinarsi al pensiero di un artista che ha radicalizzato la relazione tra arte e paesaggio, innalzando la natura a soggetto della propria poetica. Long porta la natura nei luoghi chiusi, in occasione delle mostre in luoghi istituzionali: fango, acqua e pietre, anche raccolte nelle sue esplorazioni, prendono forma a terra o sui muri, in linee e cerchi primitivi. Magici. Fino al 6 settembre.

Richard Long
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