Dopo la presentazione ufficiale di ieri al Viminale, apre oggi venerdì 16 aprile la mostra I colori del buio. I Caravaggeschi nel patrimonio del Fondo Edifici di Culto. In mostra fino al 18 luglio trentanove tele di grande valore artistico, provenienti dal Fec - Fondo edifici di culto, una piattaforma che unisce oltre settecento edifici sacri che conservano grandi tesori artistici.
Sull’onda del grande interesse suscitato dalle recenti mostre romane su Caravaggio e sulla scia dell’allestimento fiorentino Caravaggio e i Caravaggeschi, Palazzo Ruspoli, sede della Fondazione Memmo di Roma (Via del Corso, 418), ospita una piccola ma intensa mappatura dei seguaci del Merisi. Roma, Napoli, Ancona, Bologna, Cosenza, Latina, Lucca, Pesaro Urbino, Rieti, Siena, Siracusa, queste le città in cui i caravaggeschi operavano.
Ha preceduto l’apertura della mostra l’interessante scoperta di alcune pergamene, che collegano le tele ai loro committenti. Durante la mostra sarà invece possibile vedere da vicino il restauro in corso di un’opera.
L’attore italiano Raoul Bova ha da un po’ di tempo a questa parte creato una Graffiti Art School con l’intento di promuovere un dialogo sulla diffusione dell’arte e della legalità. Un laboratorio di paesaggio urbano, una scuola di graffiti che nasce con l’intento di attivare occasioni di espressione della creatività di strada.
Alla conferenza stampa di presentazione del progetto a Rieti erano presenti diversi “graffitari”, che hanno dipinto insieme un camion della nettezza urbana dell’Asm Rieti. Tra questi c’erano due writer-poliziotti e un writer-avvocato. I due poliziotti sono Andrea haero Fabellini (poliziotto alla Frontiera del Monte Bianco, writer, viaggiatore, fotografo) e Angelo 142 (Angelo Langè, poliziotto della Sezione Criminalità Diffusa della Squadra mobile di Milano). In un servizio del TG2, uno dei due ha realizzato una firma spiegando che la tag si appone solo alla fine del pezzo ed auspicando uno ’stop tagging’, cioé la fine dell’imbrattamento selvaggio delle mura cittadine con semplici tag. A dir la verità molto spesso questa pratica più che di arte sa di ‘possesso’.
Dell’avocato penalista invece sappiamo che si chiama Frode e questo è il suo sito. Il progetto della Graffiti Art School è promosso dalla Fondazione Capitano Ultimo, nata dal capitano della squadra speciale antimafia dei carabinieri, volta a promuovere la cultura della legalità e della solidarietà. Per saperne di più sui retroscena dell’intero progetto, guardatevi questo servizio.
In attesa di quella delle Scuderie, a Rieti è in corso “Pop Art: la via Italiana - Omaggio a Mimmo Rotella”, mostra curata da Gabriele Simongini e organizzata dall’Associazione Culturale Trifoglio.
Sono esposte le 57 opere di 24 artisti che hanno disegnato il nuovo realismo urbano dell’epoca, molto lontano da quello americano fatto di consumismo (anche se iniziale) e pubblicità. Soprattutto il padre di questa corrente, Mimmo Rotella con 10 lavori di décollages, che vanno dal 1955 al 1973.
Pop art: la via italiana - Omaggio a Mimmo Rotella, Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo, Chieti, fino al 15 ottobre.