
Sarà in Svezia che un nuovo capolavoro di Leonardo da Vinci, detto: “La bella principessa”, attribuitogli di recente dalle ricerche del professor Alessandro Vezzosi. La mostra che metterà il luce presso il pubblico mondiale questa “Giovane donna di profilo in veste rinascimentale” avrà luogo a Eriksbergshallen di Goteborg e sarà una delle più importanti realizzate in un paese scandinavo sul tema del Rinascimento italiano.
Il titolo della mostra è “And there was light. The Masters of the Renaissance” ed è dedicata tanto a Leonardo quanto a Raffaello e Michelangelo. Il “nuovo” dipinto attributio a Leonardo è stato riconosciuto ufficialmente come tale per via di una impronta digitale del maestro ritrovata sulla piccola pergamena, di 24×33 cm, e la cosa non lascia alcun dubbio a riguardo. L’impronta è corrisposta perfettamente a quella ritrovata sul San Gerolamo di Leonardo conservato in Vaticano.
Il dipinto, che è stato creduto per secoli di scuola tedesca, era stato venduto nel 1998 per soli 19.000 dollari, per poi essere venduto all’attuale proprietario, canadese, nel 2007, per una cifra non dissimile.

Dal 3 dicembre 2009 al Pirellone La Regione dà luce all’arte in una grande mostra dedicata ai maestri lombardi tra Rinascimento e Barocco. Dal 2 all’8 dicembre a sera la facciata del Palazzo della Regione ospiterà una serie di videoproiezioni dei dipinti e dei loro particolari, così che la mostra avvolgerà il Pirellone dentro e fuori.
L’esposizione Dipinti lombardi dal Rinascimento al Barocco, curata da Mina Gregori sarà visitabile fino al 28 febbraio 2010. Ventidue opere che provengono direttamente dal Cinquecento e dal Settecento, a firma di Giovanni Cariani, Moretto da Brescia, Romanino, Giovanni Battista Moroni, Camillo Procaccini, Fra’ Galgario ed altri.
La visita a questi capolavori provenienti dalle collezioni ospedaliere lombarde, sarà coadiuvata da schermi al plasma che sostituianno le tradizionali didascalie dei quadri e i pannelli informativi. Sarà così possibile approfondire particolari aspetti delle vicende biografiche di questi due gruppi di artisti mai troppo conosciuti. All’inaugurazione della mostra verrà presentato un catalogo 24 ore Motta Cultura .
Dipinti lombardi dal Rinascimento al Barocco



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Fa appello al buon senso del Primo Ministro Silvio Berlusconi il Presidente della Regione Toscana Claudio Martini per bloccare la vendita dell’Archivio Vasari ai russi. Un eccezionale tesoro di carte e carteggi di Giorgio Vasari, storiografo, pittore e architetto vissuto nella Firenze dei Medici del quattordicesimo secolo. L’archivio si compone di trentuno faldoni, con le note autografe dell’opera dell’artista, le missive con Cosimo I dè Medici, Piero Aretino, Michelangelo e molti dei grandi uomini che hanno animato la vita fiorentina del periodo.
Sembra che il 22 ottobre l’archivio sia stato venduto ad una holding immobiliare russa per una cifra che si aggira intorno ai centocinquanta milioni di euro. Ha confermato la notizia Il Mibac, Il Ministero dei Beni e delle attività culturali di Sandro Bondi. Il tesoro di Vasari sarebbe alienabile, essendo concluso il termine di protezione previsto dal Codice sui beni Culturali.
L’effettivo proprietario dell’Archivio Vasari, il Conte Giovanni Festari, è morto alcuni giorni fa. Negli anni scorsi aveva lottato duramente per ottenere la restituzione di parte dell’archivio che gli era stato pignorato. Evidentemente gli eredi, i figli Francesco, Antonio, Tommaso e Lenoardo non hanno aspettato molto per liberarsene a peso d’oro. Molti però sono i dubbi sull’operazione a cominciare da quel vincolo pertinenziale che impedirebbe all’archivio di essere spostato dal luogo che lo ospita e cioé Casa Vasari ad Arezzo.
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A fare buona compagnia ai Della Robbia e Giotto tra le grandi mostre del 2009, arriva anche Raffaello: inaugura tra un mese esatto nella città natale del maestro marchigiano la mostra “Raffaello e Urbino”.
Ospitata dalla Galleria Nazionale delle Marche, la mostra si propone di sottolineare il legame forte tra il pittore e la città, e la sua conseguente influenza nell’arte di Raffaello.
Saranno dunque esposte le opere giovanili di Raffaello - 20 dipinti e 19 disegni - prodotte durante il soggiorno alla corte di Urbino, confrontate con quelle di molti altri artisti, in particolare del padre dell’artista.
Sembra particolarmente promettente la sezione dedicata alla produzione di maioliche, ambito meno conosciuto della produzione raffaelliana, che sottolinea la versatilità di uno degli artisti più colti e acuti del Rinascimento.
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Da domani, 21 febbraio, fino al 7 giugno il Museo Statale d’Arte Medievale e Moderna di Arezzo propone una mostra dedicata a una famiglia di artisti del Rinascimento di cui non si parlava da un po’ di tempo: i Della Robbia, maestri della terracotta.
Ricordo che nella mia prima visita a Firenze, molti anni fa, rimasi incantata dalle loro opere allo Spedale degli Innocenti, di cui non ho mai dimenticato la bellezza del caratteristico blu lapislazzulo delle finiture. La mostra di Arezzo è una splendida occasione per riscoprire l’opera di tutta la famiglia, la cui attività fu fondata dal capostipite, Luca, a Firenze nel fiore del Rinascimento.
In mostra non solo le straordinarie opere scultoree dei Della Robbia ma anche di numerosi protagonisti del periodo: da Ghiberti a Perugino, da Pisanello a Filippo Lippi. Tutte le informazioni pratiche sono reperibili sul sito ufficiale della mostra.
Particolarmente interessanti i percorsi nelle valli toscane proposti come attività collaterali che offrono l’occasione di riscoprire luoghi nascosti di una delle regioni più suggestive del Paese. Ideale per una gita fuori porta all’insegna del periodo artistico di maggior lustro che si sia mai visto in Italia.
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Notizia curiosa e affascinante che riporta il “The Guardian“.
Quattro scienziati Alessandro Paluzzi, Antonio Belli, Peter Bain e Laura Viva hanno condotto uno studio sull’uso dell’immagine del cervello nei dipinti rinascimentali. Le loro conclusioni sono apparse in un articolo del “Journal of the Royal Society of Medicine“.
Il primo ad aver notato questo tipo di riferimenti che richiamano la forma del cervello in opere dell’antichità è stato FL Meshberger, ma i quattro studiosi hanno approfondito la teoria portando una serie di conclusioni e immagini di esempio che rimangono a carattere speculativo ma egualmente interessanti e provocatorie.
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Nella villa medicea di Poggio a Caiano, presso Firenze - di per sé capolavoro dell’architettura rinascimentale - apre il primo museo al mondo completamente dedicato al genere pittorico della natura morta.
Il Museo della Natura morta è allestito in sedici sale del secondo ed ultimo piano della Villa
medicea ed espone stabilmente circa 200 dipinti dal tardo Cinquecento alla metà del Settecento.
L’atmosfera d’epoca non sarà forse garantita da custodi in costume, ma almeno, cosa rarissima:
Per ragioni di sicurezza, l’accesso al museo è consentito solo ad un massimo di venti persone alla volta.
Resterà naturalmente visitabile il resto della villa, che non sarà dedicato al nuovo museo, con le sue sale monumentali, e gli affreschi di Andrea del Sarto e del Pontormo.
L’ingresso, sia all’una che all’altra parte dell’edificio sarà, come da sempre, gratuito. Tutte le informazioni su questo pdf prodotto dal Polo Museale fiorentino.