Robert Mapplethorpe by Sofia Coppola ha aperto i battenti ieri 25 novembre a Parigi e rimarrà aperta fino al 7 gennaio. I protagonisti sono per l’appunto due: il fotografo newyorchese Mapplethorpe, che è l’autore ufficiale degli scatti, e Sofia Coppola, regista da Leone d’Oro e figlia d’arte, che coltiva la passione per la fotografia da anni e che ha scelto gli scatti dell’esposizione. Il curatore della mostra è invece Thaddaeus Ropac, minuto e poliglotta mercante d’arte con una galleria a Parigi e una a Salisburgo. In un comunicato stampa fa sapere che le fotografie selezionate per l’evento dalla Coppola sono state gentilmente cedute dalla Robert Mapplethorpe Foundation di New York, seguendo le linee guida delle mostre “Robert Mapplethorpe: Eye to Eye“, a cura di Cindy Sherman nel 2003, e “Robert Mapplethorpe a cura di David Hockney” nel 2005.
L’approccio della regista è dunque puramente estetico: la scelta è andata sugli scatti in bianco e nero che includono nature morte così come immagini di bambini, animali e donne. Soprattutto queste ultime. I ritratti più siginificativi sono quelli di Paloma Picasso (anche lei figlia d’arte), Katherine Cebrian (grande dame dell’alta società di San Francisco) Marisa Berenson (splendida 35enne nel 1983) e Lisa Lyon (culturista). L’impronta della mostra si rivela decisamente più malinconica che plastica, ma se siete a Parigi vale sicuramente il prezzo del biglietto.

Inaugura martedì 23 marzo alle 19 alla Fondazione Marconi di Milano, Man Ray – Mapplethorpe. Un accostamento molto particolare, tra due artisti che hanno operato a distanza di oltre mezzo secolo. Man Ray, nel 1920 a Parigi diviene famoso come artista della fotografia con i suoi rayographs e la tecnica della solarizzazione. Lucien Treillard, suo asistente, dichiarava: “Man Ray fotografo? No, si è servito della fotografia come di altri mezzi espressivi: matita gouache, pittura a olio… Ha creato opere d’arte con l’ausilio del mezzo fotografico. Man Ray è un artista e rivendica questa etichetta. Certo, ha realizzato opere commerciali per la moda o per clienti occasionali. Ma spesso queste fotografie diventano grazie a lui opere d’arte.”
Anche Robert Mapplethorpe parte dalla pittura per approdare al mezzo fotografico, usato per scolpire in bianco e nero la bellezza e la sensualità della forma. Nella sua ricerca ha cercato e in certi casi ottenuto un equilibrio tra forme classiche ed elementi contemporanei. Dal collage al riutilizzo di fotografie cestinate da altri, Mapplethorpe si fa conoscere cominciando a fotografare amici e conoscenti, che diverranno artisti famosi.
L’allestimento alla Fondazione Marconi propone fotografie, dipinti e oggetti di Man Ray, che coprono un arco di tempo che va dagli anni venti agli anni settanta, accanto a 25 lavori di Robert Mapplethorpe, realizzati tra il 1975 e il 1986. Si contrappongono così i ritratti della culturista Lysa Lyon, musa e collaboratrice di Mapplethorpe, a quelli di Woman in Bondage di Man Ray. Il dialogo prosegue accostando i rispettivi punti di vista sul nudo, l’attenzione posta su particolari, dettagli o scene corali.
L’allestimento di Milano è realizzato parallelamente alla mostra Robert Mapplethorpe. La perfezione della forma, dal 21 marzo al 16 giugno al Museo d’Arte di Lugano. Un progetto diretto da Bruno Corà, che ha firmato anche un testo introduttivo per il catalogo della mostra alla Fondazione Marconi, che parte dalle ‘qualità inedite’ di entrambi gli artisti.
Man Ray - Robert Mapplethorpe alla Fondazione Marconi di Milano










Prosegue a Firenze la mostra Robert Mapplethorpe. La perfezione nella forma, prorogata fino al 10 gennaio 2010 e proseguono gli incontri realizzati a margine dell’esposizione. Nella Galleria dell’Accademia - Tribuna del David, la Fondazione Studio Marangoni ha horganizzato un bel programma di incontri-dibattito dal titolo Le forme del corpo. Relazioni ideali nello spazio.
L’arte della fotografia è al centro della riflessione e in particolare l’organizzazione geometrica del quadro quale struttura formale nel linguaggio fotografico e artistico. La forma del corpo nella fotografia di moda e l’esperienze dell’arte contemporanea quale momento di estrema libertà espressiva.
Dopo l’incontro di lunedì scorso con Arno Minkkinen, dal titolo Art is Risk Made Visibile, il prossimo 26 ottobre alle ore 19.00 Elio Grazioli presenterà Umano troppo umano. Il corpo dell’immagine. Il 9 novembre è previsto poi Elinor Carucci, Elinor Carucci’s Family. Conclude il ciclo il 23 novembre 2009 Rineke Dijkstra che parlerà del suo lavoro.
Il prossimo lunedì 13 Luglio nella Galleria dell’Accademia di Firenze di fronte al David di Michelangelo, Philip Glass eseguirà un concerto per pianoforte in onore dell’amico fotografo Robert Mapplethorpe. Un connubio, quello tra arti visive e musica a cui la Galleria dell’Accademia non è nuova, basti ricordare il reading di testi di Michelangelo di Patti Smith lo scorso maggio.
Della mostra La Perfezione nella Forma/Perfection in form curata da Jonathan Nelson vi avevamo già parlato. Philip Glass, è un autore contemporaneo dalle straordinarie capacità inventive, da sempre attivo nella ricerca a livello relazionale tra arti e musica. Il 13 luglio ricorderà l’amico ripercorrendo la comune idea che “soggetto e struttura sono la stessa cosa. E’ quello che facevo anch’io con la mia musica. Ed e’ quello che penso facesse Robert nella sua opera”.
Copromotrice dell’evento la Fondazione Robert Mapplethorpe per il riconoscimento della fotografia quale arte al pari valore di pittura e scultura e la ricerca per la lotta contro l’aids. L’incasso del concerto di Glass sarà donato all’Associazione Italiana per la Lotta contro l’Aids.
Assomigliano a sculture, ma hanno l’immediatezza che solo la fotografia fornisce. Gli scatti di Robert Mapplethorpe, in mostra dal 26 maggio al 27 settembre a Firenze, alla Galleria dell’Accademia, vogliono ricordare, a 20 anni dalla morte dell’autore, la sua costante ricerca della plasticità, della simmetria, della perfezione della foto in bianco e nero.
Non a caso, le 93 opere dell’autore saranno esposte nelle sale dell’Accademia che ospitano capolavori della scultura, del rigore della composizione, integrando, di fatto, stili e secoli diversi: nella Firenze del Rinascimento, si respirerà per qualche mese l’aria di New York.
Robert Mapplethorpe. La Perfezione nella forma.
Firenze, dal 26 maggio al 27 settembre.
Martedì – Domenica, ore 8.15 - 18.50.
Prezzo: 10 euro (ridotto 5).
www.unannoadarte.it/mapplethorpe
In pochi secondi ho colmato due lacune. Il fotografo Robert Mapplethorpe e la cantante Patti Smith si conoscevano (pare fossero compagni) e il ritratto della Smith sulla copertina del suo primo album, Horses, è stato scattato proprio da Mapplethorpe.
Non solo, ma la cantautrice americana, oltre che alla musica, si dedica anche alla fotografia. Infatti, dal 28 marzo, la Fondation Cartier di Parigi ospiterà “Land 250″, duecentocinquanta polaroid della Smith, oltre a 25 disegni ed estratti di film, il tutto raccolto in una mostra, curata dalla stessa cantante, che ha già toccato Roma nel 2005.
Tra i soggetti immortalati, la chitarra di Jimi Hendrix, la pietra da cui si gettò Virginia Woolf e, guarda un po’, le pantofole di Mapplethorpe. E poi ci sarà spazio per performance e reading di poesia. Io vi ho avvertito. Se passate da Parigi a marzo, fateci sapere.
via | Exibart