Inaugura venerdì 12 marzo alla CO2 Gallery in via Borgo Vittorio 12/b a Roma Sten & Lex solo show. Per la seconda volta il direttore Giorgio Galotti ha deciso di puntare sulla street art, presentando una personale che esplora la rivoluzione del lavoro collaborativo di due artisti, la loro decisione di creare un’unica entità artistica.
A vedere dalle preview presenti sul loro Flickr, c’è da giurare che i due presenteranno diverse nuove produzioni, per quello che può essere considerato il loro debutto ufficiale in galleria. Un display predisposto per riportare l’equilibrio presente tra il linguaggio poetico e quello narrativo nelle loro opere.
Dopo un periodo di ricerca storica negli archivi fotografici dell’Italia degli anni ‘60 e ‘70, nuove possibilità stilistiche si sono affacciate nelle mente di Sten&Lex. Vecchie tecniche fotografiche ri-attualizzate alla luce dello stencil e il poster, strumenti principe dell’espressività combinata dei due. Ogni progetto è il tentativo di un nuovo processo di simbiosi, poco sintetica e molto irriducibile a due singolarità. Ne esce fuori un lavoro da ‘designer urbani’, che, prima di produrre i loro primi prototipi, inventano, sperimentano, ricercano. C’è traccia dell’intero processo di creazione in ogni opera ed ogni prototipo è diverso. Qui non si fa propaganda ma invenzione.

C’è tempo fino al 2 aprile a Roma alla Dorothy Circus Gallery per visitare What a WonderFood World. La mostra presenta il lavoro di due giovani -ma molto apprezzate - artiste, l’iraniana Nouar e l’illustratrice spagnola Laura Watcher.
Nouar si è diplomata all’Art Center College of Design di Pasadena, in California. Il suo lavoro attinge dalla cultura visiva americana della metà del secolo scorso, in particolare dall’illustrazione pubblicitaria, rivisitata in chiave noir. Laura Watcher, da Malaga, propone il suo sguardo pungente e critico, confrontandosi con una serie di dipinti dalle grandi dimensioni.
Per Ludwig Feuerbach, l’uomo è ciò che mangia. In questa mostra il cibo è da vedere, da sentire e da ‘incorporare’. Pesante ed essenziale e leggero, spirituale. Cibo “de panza”o cibo dell’anima, cibo che parla, cibo che continuamente racconta la sua storia. Basta essere disposti ad accoglierla.
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Bologna si appresta a celebrare alla sua maniera la vita e l’opera di Federico Fellini. Il regista, che ha ricevuto in vita 4 Premi Oscar, sarà protagonista di Fellini. Dall’Italia alla luna, un progetto espositivo che vede la collaborazione del Mambo e della Cineteca di Bologna. Arte e cinema per ripercorrere quarant’anni di attività del regista romagnolo a 50 anni dall’uscita di uno dei suoi capolavori, La Dolce Vita. Una narrazione che si discosta però dal mero dato cronologico, per spingersi a indagare la complessa dimensione psicologica del regista. Un immaginario fervido, una confusione regolamentata e tutto il mondo dei dietro le quinte, il carattere eccezionale del maestro.
La mostra al Mambo, a cura di Sam Stourdzé, apre il 24 marzo con due ospiti eccezionali: Emir Kusturica, che, se ben ricordo, anni fa teneva lezioni sul cinema discutendo Roma di Fellini e Sergio Zavoli, amico fraterno del regista. Sempre mercoledì 24 alle 22 al cinema Arlecchino verrà proiettato Amarcord, introdotto per l’appunto da Kusturica.
L’allestimento, partito da Parigi con il nome di Fellini, la grande Parade, arriva a Bologna e si arricchisce di due sezioni del tutto nuove: La magia del fuori sinc, a cura di Tatti Sanguineti e Roberto Chiesi, che ripercorre il profondo rapporto tra Fellini e la voce, e la collezione dei ‘cinemini‘, manifesti originali, provenienti dalla preziosa collezione della Cineteca di Bologna. Fellini. Dall’Italia alla luna prosegue fino al 25 luglio con proiezioni al cinema Lumiere e in Piazza Maggiore e diversi incontri, tra cui quello con Sergio Rubini, previsto per il 27 marzo.
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Con l’arrivo della primavera si intensifica l’attività espositiva della Galleria Mondo Bizzarro di Roma, da sempre attenta a proporre autori interessanti nell’ambito dell’arte underground. Per sabato 6 marzo è prevista una doppia inaugurazione. Nella Main Gallery Niba presenta ‘The Beauty and the Beast‘ e nella Project Room Cristina Fabris propone ‘The passion of Sins‘.
Niba è una scultrice italiana, la cui opera è stata spesso accostata a quella di Allen Jones, artista pop-fetish inglese. Niba crea carillon e sculture di terracotta ricoperte di lattice. Un’arte brutale, che rimanda a “una corporeità che esiste solo attraverso la sua superficie e grazie alla pura forma estetizzante dell’abbigliamento”. Poi la serie degli iperrealistici gatti sfinge, nudi e umanizzati , addirittura tatuati, simbolo di eccesso e follia.
Nell’altro allestimento, Cristina Fabris, disegnatrice e illustratrice a china, presenta la sua ultima produzione che “galleggia” tra sacro e profano. Il passato della Fabris è intriso nel fumetto erotico italiano, Crepax, Manara, Barbieri e Cavedon fra tutti. L’erotismo è un universo magico e fantastico, che consente all’artista di condurre un personale percorso liberatorio, popolato da “pin up audaci e ammiccanti, consapevoli protagoniste delle più straordinarie perversioni e feticismi”.
Niba e Cristina Salis @ Mondo Bizzarro Gallery



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Torna, da venerdì 26 a lunedì 29 marzo nei padiglioni 3 e 4 di Fieramilanocity, MiArt 2010, l’appuntamento milanese nel mercato dell’arte contemporanea. Donatella Volontè (sezione Moderno) e Giacinto Di Pietrantonio (sezione Contemporaneo) sono ancor una volta i curatori, mentre Giorgio Verzotti si occuperà dell’edizione del catalogo, qualcosa di più di una semplice guida alla fiera, con una sezione storica dedicata alle gallerie e spunti critici.
Un viaggio che comincia nei primi anni ‘70, nelle gallerie di Milano, Roma, Torino e Bologna, un periodo denso di fermenti a livello culturale, in cui le gallerie non erano solo il luogo della compravendita, ma anche dei laboratori di sperimentazione. “Siamo convinti, e lo siamo per esperienza, che una galleria d’arte […] è anche un luogo di elaborazione culturale, e magari di creazione di strategie a sostegno di progetti culturali. Vogliamo dimostrarlo rileggendo la storia delle principali galleria italiane (e qualcuna straniera), e ci proviamo proprio sul catalogo di una fiera d’arte“. (Giorgio Verzotti)
La fiera, come potete vedere nell’anteprima delle immagini in galleria, dedica ampio spazio alla fotografia e alla creazione contemporanea ‘mixed media’, dove si intrecciano elaborazione digitale ed installazione (nella foto sopra, Igor Mitoraj - Sonno tatuato sdraiato - Galleria Contini).

Mentre a Roma e Milano fioccano le multe da 500 euro per le ‘ordinanze decoro’ contro i graffitari beccati in fragrante, sanzionati anche sul piano penale, a Roma i writers sono sul piede di guerra. Il sindaco Gianni Alemanno ha infatti dichiarato che per ogni quartiere verrà individuata una murata, “perchè gli artisti di strada possano esprimere il loro talento”. Solo i writers appartenenti a specifici albi di associazioni registrate in comune avranno la possibilità di dipingerci.
Un ‘contentino’ che sa tanto di operazione schedatura e che ha fatto infuriare i più giovani. A partire dal Municipio X, nella zona di Cinecittà Est, un gruppo di writer è entrato in azione in via Stabilini, per dare testimonianza del potenzial creativo che il writing può esprimere. A macchia d’olio si sta diffondendo la protesta contro la repressione della street art a Roma.
Dall’altra parte è auspicabile che all’interno della street culture affiori una consapevolezza a livello estetico, al di là della mera pratica del bombing, dell’imbrattamento. Un pezzo in strada è pur sempre un pezzo di (arte) pubblica.

La pittura brucia con il fuoco, stilla come gocce di sangue, penetra nella terra, è tenera e crudele allo stesso tempo. Michael Hussar la popola di essere fantastici, demoni, creature che emergono dall’ombra, dalle tenebre. C’è la paura, l’angoscia, la rabbia, ma sempre l’ironia, sottile, velata.
I suoi dipinti ad olio ed una serie di litografie ad edizione limitata saranno in mostra da sabato 27 febbraio (inaugurazione h 18:00) alla Galleria Mondo Bizzarro di Roma. Hussar, nato in California nel 1964, parla del suo lavoro come di “uno scatto voyeuristico all’umanità percepita, un mondo meraviglioso gotico illuminato dall’area grigia tra la verità e la menzogna”.
La mostra prosegue fino al 4 marzo 2010, alla Mondo Bizzarro Gallery, dove fino al 4 marzo è ancora visitabile la collettiva UltraErotica, che comprende, tra gli altri, opere dello stesso Hussar. Come diceva Baudelaire: “In art only the bizarre is beautiful“.

Collezionista, gallerista, storica dell’arte, lo scorso 24 gennaio si è spenta a Milano Claudia Gian Ferrari. Lascia un’importante collezione, 44 opere sono destinate al FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano e altre 58 al MAXXI di Roma.
A Milano, dove la Gian Ferrari ha costruito il suo Studio di Consulenza per il ‘900 Italiano e l’Arte Contemporanea, la gallerista non è mai andata d’accordo con le istituzioni museali. Ha affidato così al Fai il suo patrimonio legato al primonovecento, in gran parte ereditato dal padre Ettore Gian Ferrari, che l’allestirà a Villa Necchi Campiglio, in corso di restauro secondo il progetto originario degli anni ‘30 dell’architetto Piero Portaluppi. L’amante morta di Arturo Martini, il Ritratto di Alfredo Casella e Oreste ed Elettra di De Chirico, La famiglia del pastore di Sironi e due Nature Morte di Morandi, solo per fare qualche nome di questa parte della collezione.
Il resto è appunto destinato al Maxxi e crediamo che anche il nuovo consulente per le acquisizioni Vittorio Sgarbi non abbia avuto niente da ridire. Marcel Duchamp, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Patrik Tuttofuoco, Charles Avery, Gabriele Basilico, Mattew Barney, Stefano Arienti, Christian Boltansky, Bruna Esposito, Tony Cragg, Lara Favaretto, Anselm Kiefer, Pier Paolo Calzolari, Ettore Spalletti, Pedro Cabrita Reis, Marlene Dumas, Urs Luthi, Vic Muniz, Wolfgang Tillmans, Chen Zhen e molti altri.
Dunque, per quanto riguarda il Maxxi aspettiamo soltanto che questi capolavori, già inclusi nei cataloghi del museo, vengano inclusi in qualche mostra, mentre per il Fai dovremo attendere la fine del restauro della sede. Un ringraziamento da parte di tutta la cultura italiana va all’intera famiglia Gian Ferrari.

Arriva oggi martedì 16 febbraio a Roma la grande antologica che celebra Edward Hopper. Partito da Milano nel 2009, l’allestimento si arrichisce di numerose opere. La tappa romana, che può contare sulle 160 opere esposte a Milano, viene resa imperdibile dalla presenza di alcuni autentici masterpieces del maestro americano. Self-Portrait, The Sheridan Theatre, New York Interior, Seven A. M., South Carolina Morning saranno in mostra fino al 16 giugno alla Fondazione Museo di Roma (Museo del Corso), accanto ai rispettivi disegni preparatori.
La mostra, curata da Carter Foster, traccia un percorso completo nella produzione di Hopper, il pittore della quotidianeità della borghesia, della classe media americana ed occidentale, colta negli aspetti minuscoli, più intimi e forse proprio per questo carichi di significato.
A Roma fa la sua comparsa anche un allestimento completamente inedito, progettato dal team Master IDEA - Associazione Italiana Exhibition Designers. Grazie al lavoro di questo gruppo presieduto dall’architetto Luca Cendali, i quadri di Hopper vivranno all’interno di riicostruzioni architettoniche di spazi fisici. Non mancheranno quindi le emozioni, a comincare dall’ingresso, in cui vi aspetta il transito all’interno di un’ambientazione notturna ispirata al bar di Nighthawks (1942).

Il 23 febbraio la Galleria MondoPop di Roma presenta Urban Superstar Suite part III, la terza ed ultima parte di un progetto espositivo nato in collaborazione col Madre, che ha portato al museo di Napoli gli artisti della galleria nella primavera del 2009.
In esposizione un buon numero di voci da tutto il mondo: Tokidoki, creatore di una propria linea di abbigliamento e di toys, lo street artist americano Bigfoot e la pittura new pop-espressionista della parigina Zelda Bomba. Poi due nomi storici dell’Urban Art, la marchigiana Allegra Corbo, AlePOP, Scarful, Cesko e Camilla Falsini con Giò Pistone del collettivo artistico Serpeinseno.
La mostra, curata da David Vecchiato, sarà visitabile fino all’8 maggio.
Urban superstar suite part 3




