“I am William Burroughs. I could not participate to RomaeuropaWebFactory…“. Inizia così la testimonianza dello scrittore cult per un’intera generazione di letterati e artisti dagli anni ‘50 ad oggi, che del cut-up hanno fatto un oggetto di studio, ricerca e produzione/rivoluzione culturale.
Escluso dalla competizione succitata proprio perché utilizza questa tecnica di remix letterario, William Burroughs è il primo grande personaggio che decide di unirsi alla versione detournata della competizione, il RomaEuropaFAKEFactory, diventandone testinonial d’eccezione. La competizione, un fake del tutto reale in tutti i suoi aspetti, è ormai supportata da una rete internazionale di oltre 60 partner fra artisti, intellettuali, network e istituzioni culturali del calibro di Derrick de Kerckhove, raccogliendo consensi in USA, Brasile, UK, Turchia e persino Palestina.
Ma le parole dello scrittore e la sua esclusione dal concorso al grido di “Questo non è un lavoro originale!” non sono lontane dalla realtà: il web-documentario “A sud di Pavese” è stato rifiutato perché “interattivo”, nonché per mancanza di una categoria adeguata.
Intanto godetevi questo inedito Burroughs, che da qualcuno è già stato definito un “mantra devastante”.
[Nel proseguio dell’articolo, traduzione del testo dall’inglese. “William Burroughs - Rejected from the Romaeuropa Web Factory Prize” è una produzione ArtisOpenSource per REFF]
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